A fine giugno 2026, Consip (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici S.p.A.) ha revocato la gara relativa al Sistema Pubblico di Connettività (SPC), articolata in sette lotti da 3,156 miliardi di euro. Si tratta di risorse destinate a connettività, telefonia fissa, sicurezza e supporto specialistico per la Pubblica Amministrazione (PA).
La revoca è stata ufficializzata dopo ben dieci proroghe concesse in poco più di un anno: cerchiamo di fare ordine e capire cosa sta succedendo.
Il futuro digitale del Paese è al centro di un complicato processo di proroghe, deroghe e consultazioni. Nello specifico, queste sono le tappe fondamentali da conoscere:
- il bando di SPC ed. 3 viene pubblicato il 15 aprile 2025 (con riferimento GUUE S 74/2025);
- tra giugno 2025 e maggio 2026 la procedura viene prorogata per dieci volte, spostando sempre più in là il termine per la presentazione delle offerte;
- il 26 giugno 2026 Consip revoca la gara.
Perché si è arrivati a questa decisione? Le motivazioni sono almeno sei e spaziano dall’ambito normativo a quello procedurale. Ecco una possibile sintesi che, pur senza entrare nel dettaglio tecnico, cerca di far capire quali siano gli appunti mossi da Consip:
| Ambito | Cosa sta succedendo | Cosa comporta per la nuova gara |
| Cybersicurezza e nuove regole |
I Decreti del 2025 estendono le norme sulla sicurezza informatica anche alla rete mobile 4G/5G. |
Aumento della sicurezza nei bandi, pur considerando i ricorsi legali ancora in corso. |
| Criteri di origine della tecnologia |
L'Agenzia Cybersicurezza (ACN) propone di premiare le tecnologie in base alla provenienza geografica. |
Servono punteggi tecnici equilibrati per non ridurre eccessivamente il numero di aziende partecipanti. |
| Cause e rischi Legali |
Ci sono due ricorsi al TAR e una segnalazione dell'Antitrust (AGCM) ancora aperti. |
Finché le norme non sono chiare, c'è il rischio di subire nuove contestazioni legali sulla nuova gara. |
| Infrastruttura e fibra ottica |
Si espandono le reti ad alta velocità e la fibra pubblica dedicata alla Pubblica Amministrazione. |
Si utilizzano le reti pubbliche in fibra già esistenti per collegare gli uffici della PA. |
| Concorrenza e operatori locali |
Cresce il ruolo delle aziende di telecomunicazioni di piccole e medie dimensioni. |
Si dividono gli appalti in lotti più accessibili e si aprono le porte a tecnologie FWA e satellitari. |
| Tempi e decisioni amministrative |
Continuare a prorogare il vecchio contratto (SPC3) farebbe superare i limiti di legge. |
Si è deciso di lanciare subito una gara d'appalto completamente nuova per rispettare le scadenze. |
La nuova fase di consultazione voluta da Consip vuole segnare un punto di rottura rispetto al bando SPC3. Il focus è ora su servizi di connettività e telefonia fissa, più che su sicurezza e supporto specialistico. Ciò potrebbe portare a una riduzione della complessità dei requisiti del bando, così da incentivare la partecipazione e favorire gli operatori di piccole dimensioni.
Altri temi di interesse riguardano l’apertura alla fibra ottica pubblica, ovvero wholesale only, e a tecnologie flessibili come l’FWA. Anche in questo caso, l’obiettivo sembra essere quello di facilitare l'accesso alla gara per le realtà locali e di minori dimensioni. D’altra parte, l’obbligo di garantire elevati standard di cybersicurezza e di integrare soluzioni d'intelligenza artificiale alza nuovamente l'asticella e richiede risorse economiche e competenze proprie, forse, solo dei grandi player.
Solo il tempo potrà dire se questo nuovo percorso riuscirà finalmente a risolvere i problemi in fatto di criteri di aggiudicazione, trasparenza normativa e aderenza alla struttura del mercato.