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Internet satellitare, arriva Amazon: servizio di connettività in arrivo nel 2026

Amazon Leo, il nuovo servizio Internet satellitare del colosso dell'e-commerce, dovrebbe arrivare sul mercato entro la prima metà del 2026. Per rubare il primato a Starlink punterà su prezzi competitivi e una tecnologia che promette prestazioni nettamente superiori rispetto agli standard attuali

Matteo Testa
A cura di Matteo Testa
mondo cavo lan
Amazon Leo prepara il lancio

⏰In 30 secondi:

  • Il lancio dovrebbe avvenire nella prima metà del 2026
  • Il servizio punta su prezzi competitivi e prestazioni superiori agli standard attuali
  • Inizialmente sarà disponibile solo per alcuni partner aziendali selezionati
  • Amazon deve però risolvere il problema della lentezza dei lanci spaziali
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Un nuovo e potenzialmente dominante attore sta per entrare nel mercato della connettività globale via satellite. Il CEO di Amazon, Andy Jassy, in una lettera annuale rivolta agli azionisti ha annunciato ufficialmente che il lancio di Amazon Leo, l’innovativo servizio per Internet dallo spazio che andrà a scontrarsi con Starlink di Elon Musk, è programmato per la prima metà del 2026. Il progetto del colosso di Seattle ha subito un discreto ritardo per la messa in orbita della sua infrastruttura, ma promette di proporre tariffe a prezzi altamente competitivi e garantire un segnale stabile e veloce come mai prima d’ora.

I punti di forza dell’offerta di Amazon

Starlink attualmente domina il settore Internet satellitare con oltre 10 milioni di clienti in tutto il mondo, ma Amazon punta a sopravanzarla puntando su una tecnologia che, secondo quanto afferma Jassy, permetterà un netto salto di qualità della connessione. Il CEO del colosso dell’e-commerce ha fornito alcuni dettagli tecnici sorprendenti. Le prestazioni della rete di Amazon Leo in fase di caricamento dei dati (uplink) saranno tra le sei e le otto volte più veloci rispetto agli standard attuali, mentre la capacità in download sarà raddoppiata. Tali prestazioni, unite a un costo dell’abbonamento inferiore rispetto alla concorrenza, potrebbero potenzialmente portare Amazon in una posizione dominante.

Un altro elemento che porta un valore aggiunto alla proposta dell’azienda fondata da Jeff Bezos sta nel fatto che l’architettura di sistema è stata progettata nativamente per l’integrazione degli Amazon Web Services. Ciò consente di trasferire in modo immediato una quantità enorme di dati e favorire le operazioni di archiviazione, l’elaborazione dei sistemi di intelligenza artificiale e l’analisi avanzata. Si tratta di servizi estremamente interessanti non solo per i privati ma anche per le istituzioni.

Le prime offerte di Amazon Leo saranno solo per alcuni partner selezionati

Nelle prime fasi i servizi di Amazon Leo saranno disponibili solo per un’utenza di fascia alta. Il pubblico generalista dovrà aspettare ancora un po’ per potersi dotare di una propria antenna domestica. L’azienda infatti al momento gestisce una beta privata per un gruppo selezionato di partner commerciali in grado di offrire una connessione nell’ordine di Gigabit. I prezzi non sono stati ancora annunciati, ma è già possibile scegliere tre diversi modelli di sistemi per la ricezione del segnale satellitare.

La strategia adottata da Amazon sembra comunque aver già ottenuto un discreto successo, considerando il numero e il valore monetario dei contratti già stipulati in anticipo. Tra i partner eccellenti di Amazon Leo figura, ad esempio, Delta Airlines, la compagnia aerea con il fatturato più alto al mondo che, grazie alla rete del colosso dell’e-commerce, punta a migliorare i suoi sistemi Wi-Fi di bordo su 500 aerei a partire dal 2028. Altri partner di primo piano sono la NASA, JetBlue, Vodafone, AT&T, la rete nazionale australiana (NBN) e DIRECTV Latin America.

La difficile strada verso una rete globale

Amazon Leo, prima di poter pensare di superare Starlink, deve dotarsi di una rete satellitare più ampia e diffusa. Il primo passo è trovare una soluzione alla lentezza dei lanci spaziali. Fino ad oggi l’azienda è riuscita a posizionare nell’orbita bassa (LEO) circa 240 satelliti. Questi numeri hanno reso la sua rete la terza più estesa al mondo, ma non basta per garantire un servizio stabile e capillare a livello globale.

Questi ritardi hanno creato alcuni problemi dal lato normativo. Amazon originariamente aveva concordato con la FCC (Federal Communications Commission), ovvero l’ente statunitense che regola le telecomunicazioni, l’attivazione di metà della costellazione prevista (pari a 1.600 satelliti su 3.200 in totale) entro la fine di luglio 2026. L’azienda, però, si è vista costretta a presentare una richiesta ufficiale di deroga e ha ammesso che entro tale data sarà in grado di posizionare nello spazio appena 700 satelliti.

SpaceX nel 2020, quando lanciò i suoi primi test aperti al pubblico, poteva già contare su una costellazione di 800 satelliti. L’azienda di Elon Musk lo scorso marzo ha superato il traguardo di 10.000 dispositivi attivi, effettuando una media di 10-12 lanci al mese. La maggior parte dei satelliti lanciati quest’anno sono di tipo V2 Mini e V2 Full-size, collegati tra loro tramite una tecnologia laser pensata per ridurre la dipendenza dalle stazioni a terra. L’obiettivo finale è costruire una costellazione di 42.000 satelliti.

Amazon, per rassicurare le autorità di regolamentazione e porre un freno ai ritardi, ha annunciato di aver già stabilito investimenti da miliardi di dollari per assicurarsi i diritti di lancio fino al primo trimestre del 2029, con l’obiettivo di raddoppiare la frequenza dei lanci spaziali e ottimizzare il carico per posizionare un numero maggiore di satelliti ad ogni missione. L’azienda ha fissato a luglio il termine ultimo per la consegnaa dei primi terminali ai partner istituzionali e aziendali. Inizialmente il servizio sarà limitato agli Stati Uniti, per poi espandersi progressivamente anche in altri Paes.

L’acquisizione di Globalstar

Proprio in questi giorni Amazon ha annunciato l’acquisizione di Globalstar, una delle realtà più affermate nel settore dei servizi satellitari che è stata scelta da Apple per la sua tecnologia SOS via satellite integrata negli iPhone. Il valore dell’operazione, sebbene la cifra non venga menzionata esplicitamente nel comunicato stampa diffuso da Amazon, dovrebbe superare gli 11 miliardi di dollari.

Ci sono miliardi di persone che vivono, viaggiano e operano in luoghi al di fuori della portata delle reti esistenti. Abbiamo lanciato Amazon Leo per contribuire a colmare questo divario”, ha commentato Panos Panay, ex Microsoft oggi a capo della divisione Amazon Devices.

Amazon, con l’accordo stretto con Globalstar, ottiene non solo le frequenze ma anche i nuovi sistemi D2D (Direct-to-Device), che permettono alle telco di ampliare la propria copertura e verranno integrati a partire dal 2028. Nell’acquisizione rientra ovviamente anche l’accordo con Apple per la connettività satellitare su iPhone e Apple Watch per le comunicazioni in situazioni di emergenza e la condivisione della geolocalizzazione. L’accordo, forse, potrebbe rappresentare anche il primo passo per creare data center nello spazio.

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Le offerte Internet satellitare più convenienti

Starlink permette di usufruire di una connessione Internet con prestazioni simili alla fibra ottica anche nelle zone più isolate. L’offerta di SpaceX, in virtù di una bassa latenza, garantisce prestazioni più che sufficienti per il gaming, le videochiamate e lo streaming anche in altissima qualità. Il pacchetto Lite introdotto nel 2026 costa 29 euro al mese e non richiede più l’acquisto dell’apposito kit, spesso proposto in comodato d’uso gratuito con vincolo di permanenza minimo di 12 mesi. Se non già incluso, il Kit Standard V4 costa circa 279 euro e si può acquistare sia online sia presso rivenditori autorizzati come Comet. Con questa offerta si hanno dati illimitati, anche se a “bassa priorità” durante i picchi di traffico (in particolare nelle ore serali se la cella satellitare è satura).

SkyDSL è un’alternativa a prezzi più contenuti ma non paragonabile in termini di velocità e latenza a quella di Starlink, in quanto la rete è composta da satelliti geostazionari molto più lontani dalla Terra. I prezzi vanno da circa 19,99 euro al mese per il Piano S fino a 27,90 euro al mese per il Piano L.

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