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5G, come è cambiata la copertura in Italia e a livello globale

Il 5G è ormai ampiamente diffuso a livello globale, in particolare nei Paesi del Golfo, nord Europa, USA e nelle economie più forti dell'Asia-Pacifico. In Italia la copertura è buona, ma come in altre nazioni del Vecchio Continente si registra un ritardo in termini di innovazione

Marco Rigamonti
A cura di Marco Rigamonti

Esperto di mercati energetici e telefonia

connessione 5g con cittù sullo sfondo
5G: lo stato delle reti in Italia e nel mondo

⏰In 30 secondi:

 

  • La copertura 5G a livello globale avanza ma non in modo uniforme
  • Europa: buona copertura ma manca di qualità
  • L'Italia si piazza a metà classifica e dimostra grandi progessi, anche se solo negli aspetti fondamentali

Il 5G avanza con una copertura capillare a livello globale, ma il vero potenziale di questa tecnologia è ancora lontano dal realizzarsi pienamente e il divario digitale si amplia. In questo scenario l’Italia ha fatto importanti passi in avanti, ma rispetto ad altri Paesi è in ritardo nell’entrare nella fase del "vero 5G".

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Questo è quanto emerge dai nuovi report “State of 5G 2026” e “5G Connectivity Index” di GSMA Intelligence. “Il 5G ha ormai superato la fase iniziale di implementazione e si trova in un momento cruciale del suo sviluppo”, afferma la prima analisi dell'organizzazione che rappresenta più di 1.150 operatori e aziende nel settore della telefonia mobile. “Alla fine del 2025 oltre il 50% della popolazione mondiale è coperta da reti 5G e le connessioni hanno superato i 2,7 miliardi”.

Nonostante i segnali positivi, il 4G rappresenta ancora oggi la tecnologia più utilizzata a livello globale, mentre il 5G non ha ancora raggiunto quel livello di maturazione tale da renderlo la piattaforma universale di riferimento.

L’evoluzione del 5G, secondo l’analisi presentata nel report, è stata caratterizzata in una prima fase dall’espansione della copertura e della capacità di rete, principalmente attraverso architetture 5G NSA (Non Standalone). Il settore oggi sta entrando in una nuova fase, in cui si punta su 5G SA (Standalone), 5G-Advanced e sull'integrazione dell’intelligenza artificiale nelle reti. Questi aspetti sono cruciali per abbassare la latenza e abilitare il network slicing e le applicazioni avanzate. A livello di copertura l’obiettivo è stato raggiunto, ma diverse nazioni, Italia compresa, faticano ancora a valorizzarne appieno le potenzialità.

5G nel mondo: l’Europa al passo per copertura, ma manca la leadership

Il Connectivity Index ha preso in esame 39 mercati, assegnando un punteggio da 0 a 100 in base alle infrastrutture presenti e ai servizi 5G. Dall’analisi emergono tre fasce distinte:

  • Tier 1 (sopra i 60 punti): i mercati più maturi. In questo gruppo troviamo soprattutto i Paesi del Golfo (Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar), i Paesi del Nord Europa (Norvegia, Danimarca e Finlandia), le economie più avanzate dell’Asia-Pacifico (Corea del Sud, Cina e Hong Kong) e gli Stati Uniti.
  • Tier 2 (tra 50 e 60 punti): la metà classifica, dove figurano molti Paesi europei, tra cui Italia, Spagna, Francia e Grecia, e alcune economie emergenti.
  • Tier 3 (sotto i 50 punti): mercati considerati poco maturi, con una diffusione limitata del 5G e bassi livelli di adozione.

Il paradosso europeo

Il report evidenzia come la copertura 5G in Europa sia ampia e diffusa, con molti Paesi posizionati tra i 40 e i 50 punti anche grazie a una crescente accessibilità e adozione. Allo stesso tempo, però, il Vecchio Continente nel complesso non occupa le prime posizioni per performance, passaggio al 5G SA (Standalone) e sviluppo di servizi avanzati.

In questo contesto, solo alcuni Paesi del Nord Europa come Finlandia, Norvegia e Danimarca sono considerati leader globali grazie alla maggiore densità delle infrastrutture, alla migliore qualità della user experience e alle applicazioni innovative.

Guardando alla sola copertura, diversi Paesi europei sfiorano o superano il 99% della popolazione, come Grecia, Danimarca e Paesi Bassi. Il Connectivity Index suggerisce tuttavia che la copertura non sia un indicatore sufficiente a definire la maturità di un mercato: a parità di estensione, si possono registrare performance molto differenti in termini di velocità reale, latenza, continuità del servizio e supporto alle applicazioni avanzate.

Italia e 5G: i progressi ci sono, ma la classifica non si smuove

La GSMA posiziona l’Italia nel Tier 2 con un punteggio di circa 54 punti per il 2025. Il nostro Paese rientra quindi tra i mercati intermedi. Nazioni come Germania, Olanda e i Paesi nordici godono di un posizionamento migliore grazie a un'infrastruttura più matura. Il mercato italiano presenta invece un livello comparabile a quello di Grecia e Bulgaria, e leggermente superiore a quello di Francia e Spagna.

L’Italia ha comunque compiuto passi avanti significativi rispetto alle prime rilevazioni. In particolare, sono stati ottenuti risultati positivi nell’ampliamento della rete, nell’accessibilità economica e nell’adozione. Il calo dei prezzi dei dispositivi e delle offerte ha favorito la diffusione del 5G, con una conseguente crescita sia del numero di utenti sia del volume di traffico sulle reti di ultima generazione.

Cosa manca all’Italia per fare il salto di qualità

Il report sottolinea però che si tratta di progressi "orizzontali", comuni a molti altri Paesi. L’Italia è allineata ai mercati avanzati nei parametri fondamentali, ma non è migliorata in termini di competitività. Il Connectivity Index evidenzia quali sono le mancanze che impediscono al nostro Paese di allinearsi alle nazioni più avanzate:

  • diffusione ancora troppo limitata del 5G SA;
  • esperienza d’uso di qualità inferiore rispetto ai leader;
  • sviluppo insufficiente di applicazioni industriali e servizi avanzati;
  • scarsa capacità di monetizzazione dei servizi 5G.

Il futuro: puntare sulla qualità della rete

I dati indicano chiaramente che il fattore chiave non sarà più l’estensione della copertura, quanto la qualità della rete, necessaria per supportare l’intelligenza artificiale e l’industria. Per colmare la distanza dai Paesi leader, l’Italia dovrà accelerare sul 5G Standalone, investire nella densità delle celle, sviluppare use case industriali e rafforzare l’integrazione tra telecomunicazioni e sistema produttivo.

Il Connectivity Index identifica infine le aree di sviluppo cruciali per generare valore economico:

  • FWA (Fixed Wireless Access) e fibra misto radio;
  • Industry 4.0;
  • IoT avanzato (Internet of Things);
  • servizi a bassa latenza (realtà aumentata, gaming online, cloud, ecc.).

Questi settori rappresentano il vero valore aggiunto del 5G, ma richiedono reti evolute e nuovi modelli di business.

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