Telemarketing e teleselling: il settore ha bisogno di nuove regole?
Chiamate moleste e offerte poco trasparenti: il telemarketing è ancora una volta al centro del dibattito politico. Parlamento e associazioni propongono nuove regole, dall'utility manager al registro dei consensi, per ridare fiducia ai cittadini e parità alle aziende serie.

I numeri del fenomeno telemarketing aggressivo sono fuori controllo. Ogni anno in Italia partono miliardi di telefonate commerciali, molte delle quali da soggetti che agiscono ai margini della legalità.
Chi accetta un'offerta al telefono spesso scopre troppo tardi di aver peggiorato le proprie condizioni contrattuali: tariffe che sembravano vantaggiose si rivelano più care della precedente, con servizi mai richiesti e vincoli contrattuali emergono solo a firma rilasciata. A farne le spese sono soprattutto le persone più anziane o meno abituate a destreggiarsi tra clausole e asterischi.
Il risultato è una diffidenza generalizzata che porta molti a non rispondere più nemmeno alle chiamate legittime.
Resta il fatto che il telemarketing può essere uno strumento utile per informare i consumatori su prodotti e servizi, a patto che venga esercitato con rispetto, mentre la sfida è trovare un punto di equilibrio tra libertà commerciale e tutela dei cittadini. Le proposte ci sono, così come la volontà politica.
Le proposte in discussione
Il tema è arrivato in Parlamento. Il recente convegno organizzato il 16 dicembre scorso nella Camera dei deputati dall'associazione Codici ha messo attorno allo stesso tavolo deputati, esperti e rappresentanti dei consumatori per ragionare su possibili soluzioni. Ne è emerso un pacchetto di proposte che potrebbe cambiare le regole del settore.
La prima riguarda la tracciabilità dei consensi. Oggi è difficile ricostruire quando e come un cittadino abbia autorizzato un'azienda a contattarlo. Un registro centralizzato permetterebbe di verificare l'effettiva esistenza del permesso, togliendo alibi a chi opera senza autorizzazione.
La seconda proposta punta ad allargare il perimetro delle responsabilità. Attualmente le sanzioni colpiscono quasi esclusivamente i call center, ma le campagne commerciali nascono altrove. Rendere corresponsabili anche le aziende committenti costringerebbe tutti gli attori della filiera a vigilare sulla correttezza delle pratiche adottate.
Si parla inoltre di figure professionali nuove, capaci di affiancare le famiglie nelle scelte di consumo. Una sorta di consulente indipendente che aiuti a valutare le offerte ricevute, confrontandole con quelle disponibili sul mercato.
Le imprese chiedono parità di condizioni
Non solo i consumatori lamentano l'attuale situazione. Anche le aziende che operano nel rispetto delle regole subiscono danni dalla concorrenza sleale di operatori spregiudicati e rende più difficile instaurare rapporti di fiducia con i potenziali clienti delle aziende che operano correttamente. Per questo anche dal mondo delle imprese arriva una richiesta di maggiore rigore: regole certe e controlli efficaci servono a tutti.
La collaborazione tra aziende serie e associazioni dei consumatori potrebbe rappresentare una strada percorribile. Condividere buone pratiche, segnalare comportamenti scorretti, costruire insieme standard di trasparenza: sono passaggi che contribuirebbero a fare del telemarketing uno strumento utile per orientare le scelte di consumo.
Come difendersi nel frattempo
In attesa che le nuove regole entrino in vigore, i consumatori possono adottare alcune precauzioni. Evitare di fornire dati personali al telefono, verificare sempre l'identità di chi chiama e non accettare offerte senza aver prima confrontato le condizioni con quelle già in essere sono comportamenti che riducono il rischio di brutte sorprese.
Per chi desidera cambiare operatore in modo consapevole, strumenti di comparazione come quello disponibile nella sezione migliori offerte mobile di Segugio.it permettono di valutare in pochi passaggi prezzi, Giga, minuti e condizioni contrattuali, individuando la soluzione più adatta alle proprie esigenze senza dover rispondere a telefonate indesiderate.
Il convegno ha dimostrato che la volontà di cambiare esiste. Ora spetta alle istituzioni tradurre le proposte in norme concrete, capaci di restituire ai cittadini il controllo sulle proprie scelte e alle imprese corrette un mercato più equo.
Per riassumere:
- Telemarketing fuori controllo, con chiamate moleste e offerte poco trasparenti.
- Nuove regole allo studio: tracciabilità dei consensi e responsabilità delle aziende committenti.
- Consumatori e imprese chiedono tutele per ripristinare fiducia e concorrenza leale.
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