⏰ In 30 secondi:
- Le telco cambiano strategia, puntando su fibra, IA e 5G Advanced.
- Calano gli investimenti nella copertura 5G, ormai matura in molti mercati.
- Crescono gli investimenti in data center, cloud e capacità di calcolo.
Nel 2026 gli investimenti delle telecomunicazioni cambiano volto. Dopo aver accelerato sulla copertura 5G, i principali operatori mondiali spostano il bidget su intelligenza artificiale, data center e fibra ottica, ridefinendo le sfide per i fornitori di rete
⏰ In 30 secondi:
Il settore delle telecomunicazioni nel 2026 ha cambiato obiettivo in termini di investimenti, spostando le risorse dalla copertura 5G su larga scala a fibra ottica, 5G-Advanced, infrastrutture per l'intelligenza artificiale (IA), piattaforme cloud, data center, capacità di calcolo e automazione di rete.
Questo è quanto emerge dal Global Telecom Capex Ranking 2026, la classifica mondiale delle telco basata sulla loro spesa in conto capitale (capex). Sebbene si preveda un rallentamento generale degli investimenti, poiché l’implementazione di 5G e fibra sta ormai raggiungendo la maturità a livello globale, la composizione della spesa nelle telecomunicazioni sta cambiando rapidamente.
Al primo posto in classifica in termini di investimenti troviamo AT&T con 23-24 miliardi di dollari all’anno collocati tra il 2026 e il 2028. L’operatore statunitense in particolare sta investendo sia nell'infrastruttura wireless sia nell'espansione della fibra, recentemente potenziata dall'acquisizione delle reti in fibra mass-market di Lumen per 5,75 miliardi di dollari.
Deutsche Telekom segue con una previsione di cash capex (esclusi gli investimenti nello spettro) di circa 17 miliardi di euro nel 2026. La spesa globale copre sia i mercati europei sia quelli statunitensi con il consolidamento delle operazioni di T-Mobile US. Gli analisti prevedono un calo della spesa nel 2027 con il progredire degli investimenti legati all’integrazione di UScellular.
NTT completa il podio con una previsione di investimenti consolidati di circa 2.430 miliardi di yen nell’anno fiscale 2026, in aumento rispetto all’anno precedente. Il colosso giapponese delle telecomunicazioni non si può considerare solamente un operatore di telefonia mobile, considerando che i suoi investimenti spaziano dalle reti fino ai data center, alle infrastrutture ICT aziendali e ai business tecnologici globali.
A seguire abbiamo Verizon con 16-16,5 miliardi di dollari e China Mobile con 136,6 miliardi di RMB, in calo del 9,5% rispetto al 2025. L’operatore americano sta abbandonando le spese per la copertura 5G per concentrarsi su backhaul in fibra, efficienza di rete e monetizzazione. Al centro di questa strategia c’è la tecnologia FWA (Fixed Wireless Access).
La contrazione degli investimenti di China Mobile, invece, non è legata a una volontà di risparmiare ma a una diversa riallocazione delle risorse. L’operatore cinese aumenterà infatti gli investimenti nelle reti di calcolo del 62,4% e del 19,8% quelli nell’intelligenza artificiale. Questi due fattori, insieme, rappresentano oltre il 37% della spesa principale di China Mobile.
La stessa strategia sembra comune a tutte le principali telco cinesi con China Telecom (9° con 73 miliardi di RMB) e China Unicom (10° con 50 miliardi di RMB) che hanno scelto di ridurre le spese tradizionali per concentrarsi su intelligenza artificiale e infrastrutture di calcolo, che per entrambe le aziende rappresentano oggi circa il 35% del capex.
Tornando in America, T-Mobile US si piazza in sesta posizione con circa 10 miliardi di dollari di investimenti. L’operatore statunitense, avendo ormai completato la copertura nazionale in 5G, ha dirottato il budget su immobili e attrezzature per ampliare la capacità dell’infrastruttura e massimizzare i profitti da essa generati.
America Movil (8° in classifica), al contrario, prevede una spesa annua di circa 7 miliardi di dollari fino al 2028 nel supporto delle reti mobili, nell'espansione del 5G e nelle infrastrutture a banda larga in tutta l’America Latina per sostenere la crescente necessità di capacità di dati.
Infine, dato che le reti europee mature richiedono una spesa infrastrutturale minore, Orange (7° in classifica) ha fissato l’obiettivo eCAPEX a circa il 15% dei ricavi. L’operatore francese dimostra come le strategie di investimento divergano nelle diverse aree geografiche aumentando il budget destinato a mercati in forte espansione di Africa e Medio Oriente.
Il Global Telecom Capex Ranking 2026 conferma che il settore delle telecomunicazioni a livello generale ha smesso di investire nella pura copertura 5G, spostando i capitali su infrastrutture cloud e sistemi avanzati per l’intelligenza artificiale. Nella prima fase del 5G si è pensato di investire soprattutto in antenne, spettro e copertura radio. Ora la nuova sfida è interconnettere queste reti a giganteschi bacini di calcolo e data center.
La Cina rappresenta l’esempio principe di questo nuovo trend. Il calo nominale del capex non significa meno investimenti, ma è il segnale del trasferimento della spesa dalle tradizionali reti di accesso radio verso server, fibra ottica e data center.
I piani di investimento delle telco inviano quindi un duplice messaggio ai fornitori di tecnologia (equipment vendors). Da un lato produttori come Ericsson, Nokia, Huawei e ZTE potranno ancora puntare su 5G-Advanced e mercati emergenti, dall’altro dovranno necessariamente espandersi in automazione e reti cloud-native. In questo nuovo scenario saranno poi fortemente avvantaggiate aziende come Cisco e Ciena, o produttori di semiconduttori, che beneficeranno della crescente domanda imposta dal traffico IA e dai nuovi data center.
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