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Reti mobili, si decide il futuro delle frequenze: cosa può cambiare per 5G e 6G

Il nuovo piano dell'AGCOM punta a prorogare al 2037 le licenze dello spettro radio. In cambio, fli operatori di telefonia mobile dovranno potenziare la rete 5G SA in aree chiave e trasporti, rispettare precisi parametri di velocità e latenza, e garantire l'accesso ai concorrenti sul mercato

Joseph Altamore
A cura di Joseph Altamore

Esperto di tariffe mobile

mano di donna usa smartphone con città moderna sfocata come sfondo
L'AGCOM avvia consultazione sul rinnovo delle frequenze radio
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⏰ In 30 secondi:

  • AGCOM propone di prorogare le frequenze fino al 2037, con nuovi obblighi per le telco.
  • Il 5G SA dovrà garantire almeno 150 Mbps e una latenza non superiore a 15 ms.
  • Più copertura nelle aree strategiche, dalle zone rurali alle strade e ferrovie.

Il Consiglio dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) nella riunione del 29 luglio 2026 ha deliberato l’avvio di una consultazione pubblica in merito alla definizione del quadro regolatorio per il rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze radiomobili in scadenza al 31 dicembre 2029.

La decisione dell’AGCOM si basa sulla cosiddetta “Opzione Rinnovo”, già proposta in una precedente consultazione pubblica avviata con la delibera n. 154/25/CONS, ed è diretta — come si legge in un comunicato diffuso dall’Autorità — ad “assicurare l’utilizzo efficiente delle risorse spettrali senza soluzione di continuità rispetto alla scadenza attuale dei diritti d’uso, al fine di scongiurare ripercussioni a livello sociale ed economico nel Paese”. Il provvedimento dettaglia le condizioni di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze mobili nelle bande 800, 900, 1500, 1800, 2100, 2600, 3400-3600 MHz e delle frequenze fixed wireless a 28 GHz.

L’AGCOM propone quindi di rinnovare tutti i diritti d’uso delle frequenze sopraindicate e prorogare quelli della banda 28 GHz fino al 31 dicembre 2037, anche alla luce delle indicazioni emerse dal mercato. Agli operatori di telefonia mobile beneficiari, però, vengono imposti obblighi di investimento per migliorare la copertura e la qualità dei servizi, oltre a concedere l’accesso alla banda ad altri fornitori di rete. Verranno quindi stabiliti indicatori prestazionali (KPI - Key Performance Indicator) in grado di soddisfare i fabbisogni di connettività degli utenti e delle imprese, anche in chiave prospettica.

Rinnovo delle frequenze: gli obblighi per gli operatori

Nel dettaglio, gli obblighi per gli operatori in termini di copertura prevedono lo sviluppo delle reti e la diffusione di servizi di connettività wireless per una percentuale sempre più elevata della popolazione e del territorio nazionale, soprattutto in quelle aree rilevanti ai fini degli obiettivi di digitalizzazione del Paese e dell’UE come le località montane o rurali e turistiche, le direttrics stradali e ferroviarie (incluse le gallerie) e i parchi nazionali.

Utilizzando la stessa metodologia per il controllo dei piani di intervento pubblico per il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), tali obiettivi di copertura dovranno essere realizzati progressivamente seguendo una roadmap suddivisa in tre momenti di verifica (milestone), intermedi e finali.

In termini di qualità del servizio, invece, l’AGCOM prevede che le nuove reti 5G SA (Stand Alone) dovranno garantire a regime una velocità di almeno 150 Mbit/s in downlink e 30 Mbit/s in uplink e una latenza delle trasmissioni “end-to-end” — intesa come ritardo di trasmissione dati andata e ritorno — non superiore a 15 ms, sempre misurate in tipiche condizioni di picco del traffico, al 95% della popolazione. L’Autorità prevede anche prestazioni differenziate per ciascun obiettivo di copertura. Tali valori comunque non precludono agli operatori l’introduzione di prestazioni migliorative per garantire leva competitiva e differenziazione commerciale.

Infine, nell’ottica di promuovere la concorrenza, si prevede che per l’intera durata del rinnovo i tre principali operatori radiomobili siano tenuti a fornire servizi di accesso ad altre telco e ai fornitori di servizi, compresi gli operatori virtuali o MVNO (Mobile Virtual Network Operator).

Verrà quindi stabilito un adeguato sistema di verifica ex post le cui modalità di esecuzione, compresa la misurazione dei KPI e gli strumenti hardware e software necessari, saranno definite dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, eventualmente con il supporto di un advisor e del Tavolo Tecnico 5G istituito con la delibera n. 231/18/CONS.

Il provvedimento dell’AGCOM, in linea con le tendenze di policy dell’Unione Europea espresse anche nelle recenti comunicazioni della Commissione, è finalizzato a favorire uno sviluppo più preciso delle reti 5G e in particolare quelle con architettura Stand Alone, descritte come “fondamentali” per permettere lo sviluppo delle applicazioni di tipo Ultra-Reliable Low-Latency Communication (URLLC) e massive Machine-Type Communications (mMTC), basilari per servizi di guida autonoma, robotica industriale, telemedicina e automazione.

Gli operatori di mercato, le istituzioni pubbliche e i soggetti interessati potranno inviare i loro contributi alla consultazione entro il prossimo 5 ottobre 2026. Iliad lo scorso maggio aveva presentato il suo piano “Più veloci” in cui proponeva una riassegnazione più equa delle frequenze per “abilitare lo sviluppo digitale del Paese”.

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