Mercato unico UE delle telecomunicazioni: a che punto siamo?
Per creare un mercato unico europeo delle telecomunicazioni sarà necessario eliminare ostacoli di tipo normativo, politico, economico e non solo. Ecco una possibile roadmap di priorità da seguire per giungere a questo ambizioso obiettivo entro il 2028.
L'obiettivo europeo di un mercato unico delle telecomunicazioni è di quelli decisamente ambiziosi. Creare un ambiente economico regolato in maniera armonica, che trascende le differenze dei singoli Stati membri, è una sfida complessa ma necessaria da vincere per rafforzare l'intera Eurozona e sostenere l'industria. Vediamo allora quali sono le priorità di Bruxelles e quali sono le criticità più importanti da superare.
Le priorità europee per il mercato comunitario
Intervenuto durante il convegno dell’Osservatorio 5G & Connected Digital Industry del Politecnico di Milano, il direttore dell’AREL Single Market Lab, Tullio Ambrosone, ha delineato quali sono le priorità europee in tema di telecomunicazioni. Si tratta, nello specifico, di:
- priorità verticali, legate cioè ai settori delle telecomunicazioni, energia e finanza;
- priorità orizzontali, che riguardano innovazione e semplificazione normativa in differenti mercati.
Come si vede, il tema delle comunicazioni appare centrale. Lo scenario attuale vede infatti una elevata frammentazione a livello normativo e progettuale. Tutto ciò incide negativamente sui progetti infrastrutturali, la distribuzione degli investimenti e i servizi transfrontalieri. Anche per questo, l'Europa sconta un ritardo nell'implementazione delle reti 5G avanzate, oltre che sulla fibra ottica e le piattaforme in cloud. La priorità è eliminare gli ostacoli che fino a ora hanno impedito al vecchio continente di raggiungere le performance già registrate da Stati Uniti e mercati asiatici.
Alla ricerca della “quinta libertà”
Uno dei concetti più interessanti introdotti dall'analisi di Ambrosone riguarda la cosiddetta “quinta libertà”, quella dedicata alla libera circolazione di conoscenza, ricerca e innovazione. Un approccio che riprende quello delle quattro libertà dal presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt, che nel 1941 parlava di libertà di espressione, religiosa, dalla paura e dalla miseria.
La versione “moderna” di questa dottrina vede quindi al centro la possibilità di creare condizioni favorevoli per la sperimentazione e lo sviluppo tecnologico, grazie a tecnologie come il 5G avanzato e l’edge computing. L'obiettivo finale è quello di creare un regime normativo sovranazionale che superi gli ostacoli amministrativi dei singoli Paesi, facilitando gli investimenti transfrontalieri. Solo in questo modo sarà possibile misurarsi realmente con Stati Uniti e Cina.
La libertà di cui parla Ambrosone è tutt'altro che un concetto astratto: si tratta, al contrario, della base per fare delle telecomunicazioni una vera e propria leva di competitività per tutto il territorio europeo. Senza una base comune riguardante 5G, cloud, intelligenza artificiale e altre applicazioni digitali, i singoli Stati continueranno a muoversi in maniera autonoma, registrando differenti velocità di sviluppo.
Le sfide da affrontare (e vincere)
L'ambizioso obiettivo posto da Ambrosone è quello di arrivare a un mercato unico europeo delle telecomunicazioni entro il 2028. Giungere a un traguardo di tale portata non potrà che richiedere importanti compromessi che si scontrano con:
- interessi nazionali;
- differenze nelle condizioni di mercato;
- priorità politiche diverse.
Entro il 2028 dovrebbero essere approvati tre regolamenti in direzione di una maggiore semplificazione. L'obiettivo principale rimane comunque coordinare misure capaci di coinvolgere gli ambiti della competizione, della sicurezza e degli investimenti pubblici, oltre che dell'accesso allo spettro delle frequenze e della protezione dell'ecosistema europeo.
Secondo Ambrosone, l'approccio da seguire dovrebbe essere quello di un processo graduale, nel quale il regolatore e le imprese dovranno cooperare al fine di bilanciare gli interessi di mercato, la tutela della concorrenza e la necessità di innovazione.
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