⏰In 30 secondi:
- Inflazione in aumento: +1,7% annuo a marzo 2026
- Driver principale: rialzo dei prezzi dell’energia
- Effetti: bollette più alte soprattutto per tariffe variabili
L'aumento dei prezzi dell'energia, legato alla crisi in Medio Oriente, sta avendo un impatto anche sui prezzi dell'energia: la conferma arriva dal nuovo report di Istat che ha pubblicato i dati preliminari relativi al mese di marzo 2026 appena concluso.
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Le stime preliminari dell’Istat parlano chiaro: nel corso del mese di marzo 2026 si è registrato un sostanziale aumento dell’inflazione e un fattore determinante lo stanno giocando i prezzi dell’energia, in forte crescita a causa della guerra in Iran.
Per le famiglie, quindi, c’è il rischio concreto di dover fare i conti con una pioggia di nuovi aumenti, a partire proprio dalle bollette di luce e gas che, per chi non ha la clausola del prezzo fisso, potrebbero raggiungere un importo decisamente più elevato rispetto ai mesi scorsi.
Per evitare l’aumento delle bollette è necessario bloccare il prezzo dell’energia, scegliendo tariffe luce e gas a prezzo fisso che possono diventare un vero e proprio scudo contro i rincari. La scelta delle offerte da attivare oggi può avvenire tramite il comparatore di Segugio.it, accessibile di seguito, oppure chiamando al numero 02 5005 3003, per una consulenza gratuita.
Con la consueta nota sull’andamento dei prezzi al consumo, l’Istat ha confermato che, stando alle stime preliminari, nel mese di marzo 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente).
L’istituto chiarisce che l’andamento dell’inflazione è legato prevalentemente alla “netta risalita dei prezzi degli Energetici - regolamentati (da -11,6% a -1,3%) e non (da -6,2% a -2,4%)”. A tal proposito, Istat evidenzia un rallentamento dell’inflazione “di fondo”: al netto dei servizi energetici, infatti, l’inflazione passa da +2,5% a +2,1%.
Per il momento, come sottolineato direttamente da Istat, siamo di fronte a stime preliminari e bisognerà attendere le prossime settimane per avere un’idea più precisa in merito alla situazione. Il trend è chiaro e l’impatto del costo dell’energia sull’economia rischia di diventare sempre più significativo.
Per effetto della guerra in Iran, con il conseguente aumento del prezzo del petrolio, le quotazioni all’ingrosso dell’energia elettrica e del gas sono aumentate in modo evidente, con un impatto elevato per gli utenti finali.
In particolare, chi ha una tariffa indicizzata nel Mercato Libero (quindi con accesso diretto al prezzo del PUN per la luce o al prezzo del PSV per il gas naturale) e chi ha una tariffa regolata, in Tutela o nel Servizio a Tutele Graduali, potrebbero fare i conti con rincari nei prossimi mesi.
Per i clienti vulnerabili in Tutela, ad esempio, le bollette nel secondo trimestre cresceranno dell’8,1% rispetto al primo trimestre dell’anno (il dato si riferisce a una famiglia tipo con consumo annuo di 2.000 kWh).
Per contrastare i rincari energetici è necessario bloccare il prezzo di luce e gas. Scegliendo offerte a prezzo fisso, infatti, è possibile ottenere una protezione nel lungo periodo (almeno 12 mesi) dai rincari del mercato energetico all’ingrosso, legati alla crisi in corso e all’andamento del prezzo del petrolio.
Con le migliori offerte disponibili sul Mercato Libero, tra le proposte dei fornitori presenti sul comparatore di Segugio.it, è oggi possibile bloccare il prezzo dell’energia fino a:
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