⏰In 30 secondi:
- Decreto Bollette 2026: tagli ai costi energetici per famiglie e imprese
- Benefici ridotti in Sardegna per i maggiori costi legati all'insularità
- Effetti completi attesi dal 2028, primi vantaggi già nel 2026
Grazie al Decreto Bollette 2026 sono state introdotte alcune misure mirate al taglio delle bollette, con risparmi fino al 20%. Non tutti possono beneficiare delle misure di sostegno. Un caso evidente arriva dalla Sardegna, dove le imprese continueranno a essere penalizzate.
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La crisi energetica, inasprita dagli effetti della guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, sta avendo un impatto significativo sul mercato italiano, contribuendo alla crescita dei costi energetici per famiglie e imprese.
Il recente Decreto Bollette ha introdotto una serie di misure mirate al contenimento dei costi, con anche il potenziamento del Bonus Bollette per le famiglie in difficoltà economica. La situazione è particolarmente delicata per le imprese, alle prese con costi molto elevati per l’accesso all’energia.
Il nuovo provvedimento può garantire una riduzione dei costi, ma non per tutti. La conferma arriva da quanto evidenziato nel corso del convegno Governare il cambiamento: guida al Decreto bollette 2026, organizzato da Confcommercio Sud Sardegna a Cagliari.
Dai dati emersi, è proprio la Sardegna, con le sue imprese, a dover fare i conti con un problema strutturale, rappresentato dall’insularità, che comporta un sostanziale incremento dei costi. Ecco tutti i dettagli in merito.
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Nel corso del convegno sono stati evidenziati alcuni numeri che chiariscono le difficoltà delle imprese della Sardegna. In particolare, a fine 2025, il prezzo dell’energia elettrica ha raggiunto una quotazione superiore del 30% rispetto ai livelli del 2019, con un impatto significativo sulla competitività delle imprese.
Il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas, in merito al nuovo decreto, ha evidenziato: “Definiamolo un provvedimento che alleggerisce la sofferenza delle imprese sarde. Non dimentichiamoci che proprio per il problema dell’insularità in Sardegna l’energia continua a costare molto di più rispetto ad altre realtà italiane. Per questo motivo il beneficio previsto dal decreto rischia di essere ridimensionato da una condizione strutturale che le nostre imprese subiscono da anni”.
Attualmente, come sottolineato da Mainas, il costo dell’energia rappresenta una delle spese più importanti per le imprese, in diversi settori, dal commercio all’agricoltura, dall’artigianato al turismo, che rappresentano il cuore dell’economia dell’isola. La riduzione dei costi energetici diventa, quindi, una priorità assoluta in quanto consente di incrementare, in misura significativa, la competitività.
Il presidente di Confcommercio Sud Sardegna ha aggiunto che gli effetti principali delle misure previste dal decreto saranno chiari solo nel medio periodo, a partire dal 2028, anche se i primi benefici (per imprese e famiglie) arriveranno già nel secondo semestre del 2026. Quello evidenziato per la Sardegna è un tema molto importante ed estremamente attuale.
Il problema dei costi energetici, infatti, non è omogeneo in tutta Italia e colpisce, in modo diverso, vari settori. Per le imprese della Sardegna, in particolare, c’è un problema strutturale che, inevitabilmente, rischia di rappresentare un fattore determinante per il futuro economico dell’isola e che, quindi, potrebbe richiedere ulteriori interventi mirati nei prossimi mesi, soprattutto in caso di peggioramento della crisi.
Il settore energetico è quello che incide maggiormente sul bilancio familiare. Secondo le stime attuali, il prezzo dell’elettricità è passato da 112 €/MWh a 180 €/MWh, con un balzo del 60,7%. Il gas non è da meno, con un aumento che ha visto il prezzo salire da 0,358 €/Smc a circa 0,750 €/Smc, segnando un incremento del 109%. Se questa tendenza dovesse continuare, le famiglie potrebbero dover affrontare un aumento complessivo di 205 euro tra settembre e novembre per le bollette di luce e gas.
L’inflazione sale al 3,3% ad agosto 2026, dal 2,9% di luglio, spinta soprattutto dall’accelerazione dei prezzi energetici. Gli energetici crescono del 17% su base annua, mentre benzina, diesel e bollette restano sotto pressione. L’inflazione di fondo rallenta invece all’1,5%, segnalando che il nuovo aumento dei prezzi è concentrato soprattutto sull’energia. Per le famiglie, settembre diventa quindi un mese chiave per controllare consumi e contratti.
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