⏰ In 30 secondi:
- Bitchat funziona senza Internet tramite Bluetooth Mesh.
- Utile durante blackout ed emergenze quando la rete non è disponibile.
- Copertura e sicurezza limitate dalla distanza tra i dispositivi.
Bitchat permette di scambiare messaggi senza Internet o copertura cellulare tramite Bluetooth Mesh. Impiegata in contesti di blackout, proteste o calamità, la piattaforma offre crittografia e autonomia locale, pur mostrando vincoli tecnici di copertura e potenziali rischi legati alla sicurezza pubblica
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Bitchat, l’app di messaggistica che permette di comunicare senza connessione Internet, né copertura cellulare e server centrali, è tornata molto popolare in Francia in occasione delle manifestazioni dello scorso ottobre. Nei giorni immediatamente precedenti alle proteste di piazza il software creato insieme ad altri sviluppatori open source dal co-fondatore di Twitter (ora X), Jack Dorsey, è salito al primo posto nella categoria social network dell’App Store. A favorire la crescita dei download sono stati il timore delle restrizioni alle comunicazioni e l’interruzione della rete di telefonia mobile di Orange.
Bitchat si basa sulla tecnologia del Bluetooth Mesh Networking, che consente agli smartphone di comunicare direttamente tramite la tecnologia wireless a basso consumo energetico del Bluetooth Low Energy. Ogni dispositivo con installata Bitchat diventa un nodo di una rete capace di inviare, ricevere e ritrasmettere informazioni, senza appoggiarsi ad antenne cellulari o server centrali. In determinate condizioni il sistema, secondo il modello store-and-forward, permette di memorizzare temporaneamente le informazioni e di recapitarle poi al destinatario anche se lui e il mittente non sono collegati contemporaneamente alla stessa porzione di rete.
Quando la connessione a Internet diventa disponibile, Bitchat utilizza il protocollo decentralizzato Nostr per raggiungere anche gli smartphone più lontani attraverso una rete di relay.
Di recente Bitchat è diventata molto diffusa in quei Paesi dove i blackout sono frequenti ed esistono restrizioni alle attività online, aprendo un dibattito sul controllo dei sistemi di comunicazione. Un esempio è l’Iran durante le proteste antigovernative (secondo i dati di Reuters l’utilizzo di app è aumentato di oltre tre volte in quell’occasione), ma anche l’Uganda alla vigilia delle elezioni presidenziali e il Nepal durante le proteste giovanili nel settembre 2025. Non solo, nel luglio del 2026 le autorità indiane hanno chiesto a GitHub di bloccare l’accesso ad alcuni repository di Bitchat durante le proteste studentesche a Nuova Delhi sostenendo che potessero ostacolare le attività investigative.
Bitchat potrebbe rivelarsi potenzialmente utile anche in situazioni di emergenza e durante eventi estremi in cui le infrastrutture di comunicazione sono inservibili come terremoti, alluvioni e uragani. In queste situazioni potrebbe diventare uno strumento fondamentale per comunicare la propria posizione, chiedere soccorso e coordinare gli interventi quando le antenne sono danneggiate, le reti mobili sono congestionate o l’alimentazione elettrica è interrotta.
Non è un caso che Bitchat nell’ottobre 2025 abbia registrato un incremento di download durante il passaggio dell’uragano Melissa in Giamaica.
In un mondo in cui Internet è diventato centrale per qualsiasi attività, dal lavoro allo studio e in generale qualsiasi servizio essenziale, la continuità di servizio è di fondamentale importanza. Quando viene a mancare, sistemi come Bitchat e le reti decentralizzate possono rappresentare, soprattutto su scala locale, un’alternativa temporanea o di emergenza quando le infrastrutture tradizionali risultano indisponibili.
Detto questo, sistemi come Bitchat o FireChat, che si basano sullo stesso principio e sono stati ampiamente utilizzati durante le proteste di Hong Kong nel 2014, non sono esenti da criticità. Per il funzionamento di una rete mesh serve un numero sufficiente di dispositivi attivi e a breve distanza tra loro per la continuità delle comunicazioni. Le prestazioni poi dipendono dalla distanza, eventuali ostacoli, condizioni radio e dalla densità dei dispositivi. Questa tecnologia, quindi, non può sostituirsi in toto ai sistemi di connettività di una intera città, né alle reti di emergenza o satellitari impiegate dalla protezione civile.
C’è poi la questione sicurezza. Bitchat utilizza la crittografia end-to-end per proteggere i messaggi privati e non richiede di inserire un numero di telefono per la registrazione. Tali sistemi rendono difficile accedere al contenuto delle comunicazioni, ma non impediscono di visualizzare i metadati, individuare i dispositivi connessi o sfruttare eventuali falle lato software.
Non si può poi escludere che le reti decentralizzate possano essere sfruttate per scopi illeciti e ciò fa emergere pesanti interrogativi dal lato della sicurezza pubblica.
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