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Fibra ottica: come verificare se il proprio civico sarà coperto entro il 2028

La mappatura realizzata da Infratel consente di sapere per ogni singolo civico da quale tipologia di accesso a Internet è potenzialmente raggiungibile o è già collegato. Potete poi incrociare i dati con la BroadBand Map dell'AGCOM per una verifica della copertura ancora più accurata

Matteo Testa
A cura di Matteo Testa
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Con la mappa di Infratel può verificare se sei raggiunto dalla fibra

Uno degli strumenti più efficaci per avere una panoramica sulla copertura in fibra ottica in Italia è la mappatura realizzata da Infratel, società in-house del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) che nei fatti si occupa di connettere il Paese e ridurre il digital divide. L’ultima versione della mappatura è stata realizzata nel 2025 con il contributo di 41 operatori, che hanno fornito i dati sulle proprie reti entro il termine del 28 aprile 2025. Tali dichiarazioni da parte delle telco coprono un orizzonte temporale che si estende fino al 2028.

La mappatura non solo è uno strumento utile ai cittadini, che consultandola possono scoprire quali civici sono già raggiunti da banda ultralarga o possono essere potenzialmente collegati alla rete, ma riveste anche una funzione strategica, in quanto influisce sugli interventi infrastrutturali, gli investimenti statali e le decisioni regolatorie a medio termine.

La stessa Infratel chiarisce che la mappatura è finalizzata "a una chiara individuazione delle aree geografiche ammissibili agli interventi pubblici, in modo da ottimizzare l'impiego delle risorse disponibili e riducendo al minimo potenziali distorsioni della concorrenza". Non solo, l'azienda con questo progetto si impegna a "monitorare il mantenimento degli impegni di copertura da parte degli operatori".

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Fibra ottica: la cronistoria della mappa di Infratel in base ai diversi Piani per la digitalizzazione

La prima mappatura realizzata da Infratel nel periodo 2015-2016 è servita a distinguere il territorio in:

  • Aree nere: dove esisteva concorrenza a livello infrastrutturale
  • Aree grigie: dove era presente un solo operatore
  • Aree bianche: prive di un collegamento in banda ultralarga

Tale schema, basato sulle regole europee sugli aiuti di Stato, è stato poi implementato a seguito del lancio del Piano Banda Ultralarga (BUL).

Piano Banda Ultralarga

Il Piano BUL, approvato formalmente nel 2015 e avviato dall’anno successivo, prevede di portare una connessione Internet con una velocità di almeno 30 Mbps in download su tutto il territorio nazionale e fino a 100 Mbps alla maggior parte della popolazione.

Nelle Aree bianche, dove gli operatori non hanno interesse ad investire perché considerate zone “a fallimento di mercato”, lo Stato interviene direttamente investendo in infrastrutture in fibra pura (FTTH – Fiber to the Home) o mista in rame (FTTC – Fiber to the Cabinet) o radio (FWA – Fixed Wireless Access).

Vi ricordiamo che con una connessione in fibra FTTH è possibile navigare a partire da 1 Gbps in download ma in alcuni Comuni è possibile raggiungere anche i 10 Gbps. In media gli operatori con questa tecnologia garantiscono comunque una velocità fino a 2,5 Gbps.

Le prestazioni delle reti FTTC, invece, sono di al massimo 200 Mbps. Una connessione in FWA, infine, permette una velocità in media fino a 300 Mbps, che può però arrivare anche fino a 1 Gbps se integrata con altre tecnologie come il 5G.

Piano Italia a 1 Giga

Il Piano BUL ha costituito la base infrastrutturale su cui si sono innestati tutti gli interventi successivi, ma con l’evoluzione delle esigenze di connettività dei cittadini e gli obiettivi fissati dal Piano Gigabit Society 2025 ci si è resi conto che il traguardo dei 100 Mbps per la maggior parte degli utenti non era più sufficiente.

Nel 2021 viene quindi approvato il Piano Italia 1 Giga nell’ambito del PNNR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che ha definito nuovi obiettivi, tra cui quello di fornire una velocità di picco pari o superiore a 1 Gbps dando priorità alle famiglie, sedi della Pubblica Amministrazione e imprese.

Per questo motivo la mappatura di Infratel definisce come “non coperte” tutte le aree che non sono raggiunte da una connessione da almeno 300 Mbps. In questa categoria rientrano quindi anche i civici coperti in FTTC, in cui il segnale viaggia inizialmente sulla fibra ottica e viene poi smistato nelle singole unità immobiliari tramite la rete telefonica in rame.

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Fibra ottica: come leggere la mappa di Infratel

La mappa è raggiungibile sul sito di Infratel cliccando su Mappature reti fisse e mobili > Scopri di più > Mappatura fissa 2025 > Vai alla mappa. Le aree e i singoli civici come dichiarati dagli operatori sono così suddivisi:

  • Piano Italia a 1 Giga: ovvero le aree dove lo Stato ha finanziato le reti fino a 1 Gbps, solitamente in fibra FTTH, in quanto i privati non investono da soli
  • Piano BUL: zone dove la fibra ottica è già presente o in fase avanzata di realizzazione grazie a fondi pubblici
  • Piano BUL – FWA: aree coperte in FWA, sempre con fondi pubblici, in quanto la fibra risulta non economicamente sostenibile
  • Piani privati – Fibra ottica: zone dove wholesaler come Open Fiber e FiberCop dichiarano che porteranno la fibra ottica senza fondi pubblici entro il 2028
  • Piani privati – FWA: zone che verranno raggiunte da una connessione in fibra misto radio con prestazioni superiori ai 300 Mbps entro il 2028
  • Aree non coperte e con velocità inferiore a 300 Mbps entro il 2028: si tratta delle vere Aree Bianche residue in quanto non interessate da nessun piano pubblico o privato per la connettività

I civici non coperti o con velocità di picco inferiore ai 300 Mbps entro il 2028 sono stati classificati in base alla qualità della coordinata e alla prossimità delle aree interessate dai Piani o reti già realizzate:

  • PA, civico che ospita una sede della Pubblica Amministrazione in Piani pubblici (Scuole/Sanità)
  • A, coordinate del civico poco affidabili
  • B1, entro 50 metri da civici coperti da Piano BUL per la fibra ottica
  • B2, entro 50 m da civici del Piano Italia 1 Giga
  • B3, entro 50 m da reti private in fibra ottica già realizzate (al 2024)
  • BW, entro 50 m da BUL FWA già realizzato
  • C, oltre 50 m da qualunque rete con velocità di picco inferiore a 300 Mbps

La mappa interattiva di Infratel, quindi, fornisce informazioni su quanto e in che modalità un singolo civico verrà raggiunto da una connessione ad alte prestazioni, distinguendo tra interventi pubblici e privati. La stessa mappa, poi, evidenzia le criticità in termini di connettività mostrando le aree distanti dalle reti esistenti e che quindi difficilmente saranno coperte in fibra ottica o FWA entro il 2028.

BroadBand Map dell’AGCOM

Per avere informazioni ancora più dettagliate sulla copertura in fibra ottica vi consigliamo di incrociare i dati rappresentati dalla mappa di Infratel con quelli disponibili sulla BroadBand Map dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) all’indirizzo maps.agcom.it/. La mappa di Infratel si concentra sui piani di investimento mentre quella dell’AGCOM consente di analizzare l’offerta commerciale attiva sul singolo di indirizzo e di confrontare tipologie di reti e velocità in tempo reale.

“La banca dati – si legge sul sito dell'AGCOM - offre la possibilità di analizzare lo stato di sviluppo dell'offerta di accesso ad Internet al singolo indirizzo e di fare valutazioni comparative sulle diverse tecnologie e velocità”. Cliccando su ciascun civico, quindi, potete verificare tutte le tecnologie di accesso a internet disponibili in quel dato momento e la velocità stimata per ciascuna di esse.

PER RIASSUMERE

  • potete verificare da quale tipologia di rete è raggiunto ogni singolo civico sulla mappa di Infratel
  • la mappa è disponibile sul sito di Infratel e fornisce informazioni sulle reti disponibili per ogni indirizzo (fibra FTTH, FTTC o FWA). Se non c'è copertura, la mappa segnala la tipologia di accesso a Internet più vicino nell'arco di 50 metri
  • per una verifica più efficace si possono incrociare i dati con la BroadBand Map dell'AGCOM

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