⏰In 30 secondi:
- La guerra in Iran può portare rincari fino al 13% luce e 43% gas.
- Imprese e attività rischiano aumenti mensili significativi sui costi energetici.
- I rincari colpiranno soprattutto grandi città come Roma, Milano e Napoli.
La guerra in Iran porta a conseguenze concrete per le imprese e le attività produttive italiane. Secondo le stime di Confcommercio, gli aumenti toccherebbero il 13% per la luce e il 43% per il gas. A essere più colpite potrebbero essere alcune grandi città.
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In giorni nei quali si parla di crisi energetica e ritorno al nucleare in Italia, arriva una nuova conferma che le vicende legate alla guerra in Iran avranno ripercussioni importanti sulla vita quotidiana. Gli ultimi dati diffusi da Confcommercio non lasciano ben sperare riguardo all'incremento delle bollette di luce e gas. Vediamo allora quali sono gli aumenti preventivati nel breve-medio termine.
Confcommercio lancia l'allarme sul caro bollette proponendo due scenari distinti:
Partendo da queste percentuali vengono forniti esempi di natura concreta riguardanti lo scenario definito critico. Il report dell’associazione di rappresentanza delle imprese in Italia si concentra su alcune attività produttive: “Per gli alberghi l’incremento della spesa mensile sarebbe pari a 900 euro per l’energia elettrica e a 1000 euro per il gas, per i grandi supermercati a 700 euro per l’energia elettrica e a 400 per il gas, mentre per bar, ristoranti e negozi, alimentari e non, i rincari potrebbero variare dai 100 ai 300 euro per l’energia elettrica e dai 200 ai 500 euro per il gas”.
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha espresso la sua opinione in merito: “Di fronte all’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente è prioritario evitare al nostro sistema imprenditoriale un nuovo choc energetico. In particolare alle micro, piccole e medie imprese che sono le più esposte alla volatilità dei prezzi. Servono, dunque, misure rapide per contenere i costi dell’energia, a partire, subito, dall’ulteriore riduzione degli oneri generali di sistema”.
Un altro interessante contributo che aiuta a delineare meglio l'impatto del conflitto in Medio Oriente sulla nostra economia viene dall'ufficio studi della Cgia di Mestre. In questo momento, secondo il report, i mercati delle materie prime mostrerebbero “una tenuta complessivamente solida, senza quelle impennate generalizzate dei prezzi che spesso accompagnano fasi di forte tensione geopolitica”. Ciò non significa, però, che le famiglie italiane non pagheranno il costo di questa crisi. I rincari complessivi potrebbero toccare quota 9,3 miliardi di euro, con aumenti che vengono definiti “importanti” in grandi città come Roma, Milano e Napoli.
Almeno per il momento, i mercati tendono comunque a una sostanziale stabilità: “I dati delle prime due settimane suggeriscono che l’impatto del conflitto sui mercati delle materie prime è stato, almeno fino a ora, circoscritto. L’assenza di rialzi diffusi rappresenta un segnale incoraggiante per l’economia internazionale e per il sistema produttivo europeo, che almeno in questa fase non sembra esposto a una nuova ondata generalizzata di rincari delle materie prime”.
In momenti come quello attuale, caratterizzato da elevata precarietà geopolitica, riuscire a stabilizzare le condizioni economiche e contrattuali delle utenze di luce e gas è fondamentale. Questo anche alla luce delle recenti iniziative di ARERA, che ha confermato la volontà di contrastare le possibili manovre speculative e le modifiche unilaterali dei contratti a prezzo fisso.
Gli utenti, dal canto loro, non possono fare altro che analizzare il mercato per individuare opzioni in grado di far risparmiare. Le migliori offerte luce e gas delle aziende partner di Segugio.it consentono proprio di fare ciò, come puoi vedere dalle proposte segnalate qui in basso:
Per l'anno 2025, si è assistito a un incremento significativo del numero di nuclei familiari che hanno beneficiato di bonus sociali per disagio economico. Sono stati oltre 4 milioni i nuclei con un ISEE inferiore o uguale a 9.530 euro che hanno potuto accedere a tali agevolazioni. Inoltre le famiglie con almeno 4 figli a carico hanno visto ampliata la soglia ISEE fino a 20.000 euro, permettendo così a un numero ancora maggiore di persone di ricevere un supporto economico.
I prezzi dell’energia elettrica attesi per l’autunno risultano più elevati rispetto alle migliori condizioni oggi disponibili sul mercato libero. Secondo l’analisi di Segugio.it, nel quarto trimestre del 2026 il prezzo medio all’ingrosso atteso è di 0,118 €/kWh, il 26% in più rispetto alla migliore offerta fissa rilevata il 24 luglio. Bloccare ora il prezzo per 12 o 24 mesi può quindi offrire una protezione dai rincari, soprattutto in uno scenario geopolitico ancora incerto.
Continua la crescita degli stoccaggi di gas in Europa che, per la prima volta da inizio anno, ha superato quota 50%. L'Italia guida la crescita mentre cresce la preoccupazione in vista del prossimo inverno, in un cotnesto geopolitico sempre molto complicato.