La diffusione della fibra ottica FTTH in Italia continua a crescere, con un numero sempre maggiore di abitazioni che ora sono connesse alla banda ultra-larga. Il piano Italia a 1 Giga, quindi, sta dando i suoi frutti e sta permettendo a tante famiglie e imprese italiane la possibilità di accedere a Internet con una connessione ad alta velocità. Ci sono, però, ancora delle zone di “vuoto”, dove la fibra non c’è e dove, quindi, il digital divide rappresenta ancora una questione aperta, nonostante sempre più operatori propongano oggi offerte Internet casa in grado di sfruttare una connessione ad alta velocità.
Gli ultimi dati relativi al programma Italia a 1 Giga arrivano da Infratel che ha pubblicato, di recente, un aggiornamento sullo stato di avanzamento del Progetto Nazionale Banda Ultralarga. Dall’avvio del Piano BUL (Banda UltraLarga), infatti, sono 7.130 i comuni in commercializzazione, 5.563 i comuni collaudati positivamente e 11.023 i cantieri aperti.
Infratel ha confermato che, al 31 agosto 2026, sono stati collaudati positivamente 5.563 comuni FTTH e altri 114 con prescrizioni. Da segnalare che, dove la fibra non c’è, cresce la rete FWA, per cui Infratel ha confermato che sono stati collaudati positivamente 2.964 siti FWA ed altri 5 con prescrizioni.
Il successo del piano Italia a 1 Giga è reso ancora più evidente dalla recente relazione di AGCOM che ha pubblicato il Rapporto sulla connettività in fibra FTTH con le rilevazioni aggiornate al 5 ottobre 2026.
Secondo i dati resi disponibili dall’Autorità delle telecomunicazioni, infatti, l’82,9% delle famiglie italiane sono oggi servite dalla rete FTTH mentre solo il 17,1% non può contare su questa tecnologia.
Ben 10 regioni italiane sono al di sopra della media nazionale:
- Abruzzo (90.37%), Basilicata (87.20%), Campania (84.99%), Lazio (88.15%), Lombardia (82.95%), Marche (83.80%), Molise (90.09%), Puglia (89.35%), Sardegna (88.05%), Sicilia (92.35%).
Le altre, invece, sono sotto la media:
- Calabria (82.25%), Emilia-Romagna (81.80%), Friuli Venezia Giulia (74.21%), Liguria (77.04%), Piemonte (80.95%), Toscana (71.98%), Trentino-Alto Adige (60.84%), Umbria (78.27%), Valle d'Aosta (76.01%) e Veneto (78.14%).
I valori, però, sono tutti molto alti e confermano il successo dei piani mirati a incrementare il più possibile la copertura della fibra.
È chiaro, però, che la percentuale di famiglie che non possono sfruttare la fibra, per via dell'assenza di una rete infrastrutturale, è ancora molto alta, arrivando a sfiorare il 40% nelle regioni con copertura più bassa.
Una rete molto diffusa non si traduce, per ora, in un numero elevato di accessi a Internet tramite FTTH. Secondo i dati dell’ultimo Osservatorio sulle comunicazioni di AGCOM, che include dati aggiornati al mese di marzo 2026, solo il 36,1% degli accessi da rete fissa avviene tramite la rete FTTH. La maggioranza relativa degli accessi continua ad avvenire tramite rete FTTC, con una quota del 39,7%. Il sorpasso potrebbe avvenire tra qualche mese, considerando che la rete FTTH è cresciuta di quasi 6 punti rispetto allo scorso anno.