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Poste diventa il primo azionista di TIM: cosa cambia e perché è una possibile rivoluzione

Poste diventa il primo azionista di TIM, salendo fino a quasi il 25% e dando il via a una vera e propria rivoluzione per il mercato italiano: sono in arrivo, infatti, nuove sinergie tra le due aziende, con novità per il settore della telefonia e l'ipotesi di una fusione con Iliad all'orizzonte.

A cura di: Marco Rigamonti
A cura di: Esperto di mercati energetici e telefonia
Con un’esperienza decennale nella comparazione di tariffe luce, gas e internet, è Responsabile della Divisione Prodotto Tariffe per i siti del gruppo Moltiply. Guida lo sviluppo di strumenti e contenuti pensati per semplificare la scelta delle migliori offerte domestiche.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato 03/04/2025
due uomini d'affari si stringono la mano
Poste Italiane è il primo azionista di TIM

Il settore delle telecomunicazioni italiano ha registrato, nei giorni scorsi, una vera e propria rivoluzione con Poste Italiane che, grazie a un accordo con la francese Vivendi (su cui giravano rumor già da tempo), è diventata il primo azionista di TIM. L'operazione segna un importante punto di svolta per il mercato italiano che, nei mesi scorsi, ha registrato il completamento dell'acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom, con la nascita di Fastweb + Vodafone.

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Cosa cambia ora con l'accordo tra Poste e TIM?

Riepiloghiamo brevemente cosa è accaduto. Poste Italiane ha raggiunto un accordo con Vivendi in modo da aumentare la sua partecipazione in TIM. Per effetto di quest'accordo:

  • Poste è salita al 24,81% come quota azionaria;
  • Vivendi ha ridotto ulteriormente la sua presenza in TIM restando al 2,5%.

Grazie all'operazione, conclusa per un valore di 684 milioni di euro (0,2975 euro per azione), Poste è diventata il primo azionista di TIM. Come specificato dall'azienda stessa, però, non supererà il 25%. Oltre questa soglia, infatti, scatterebbe l'obbligo di Opa. L'operazione arriva a distanza di qualche settimana da perazioni simili, con Poste che aveva già aumentato la sua partecipazione in TIM, con uno scambio azionario con Cdp e la cessione della quota detenuta in Nexi.

Come chiarito in una nota da Poste, l'operazione deve essere considerata come "un investimento di natura strategica realizzato con l’obiettivo di svolgere un ruolo di azionista industriale di lungo periodo, che possa favorire la creazione di sinergie tra Poste Italiane e TIM, nonchè apportare valore aggiunto per tutti gli stakeholder, oltrechè promuovere il consolidamento del mercato delle tlc in Italia". Il completamento dell'operazione è vincolato all'ok da parte dell'Antitrust.

Nuovi scenari per Poste e TIM

Il nuovo ruolo di Poste come principale azionista di TIM apre le porte a nuovi scenari per il futuro delle due aziende e, più in generale, del settore delle telecomunicazioni. Poste ha chiarito, infatti, che “sono in corso valutazioni finalizzate all’avvio di partnership industriali volte a valorizzare le molteplici opportunità per la realizzazione di sinergie tra le due aziende nei settori della telefonia, dei servizi Ict e dei contenuti media, dei servizi finanziari, assicurativi e dei pagamenti e dell’energia".

Nel prossimo futuro, quindi, le due aziende potranno dare il via a varie sinergie, continuando a rafforzare la propria presenza sul mercato delle telecomunicazioni, oltre che nei servizi finanziari e anche nel settore dell'energia dove, ricordiamo, sia Poste, con il brand Poste Energia, che TIM, per ora solo per i clienti business, hanno scelto di espandere il proprio business negli ultimi anni. L'operazione ha gettato le basi per nuove iniziative mirate alla crescita e al consolidamento nel corso dei prossimi anni.

Accordo tra Poste e TIM: una rivoluzione per la telefonia?

Il nuovo ruolo di primo azionista di TIM per Poste rappresenta anche un'occasione per una nuova rivoluzione nel settore della telefonia in Italia che, da pochi mesi, ha visto la nascita del nuovo "colosso" Fastweb + Vodafone. Le ipotesi sono tante, anche perché TIM è un punto di riferimento assoluto del mercato e Poste si è ritagliata, da tempo, un ruolo da protagonista nel settore.

Uno dei primi effetti dell'operazione potrebbe essere rappresentato dal passaggio di PosteMobile su rete TIM, di cui si parla già da diverse settimane. Il principale operatore virtuale italiano, infatti, potrebbe cambiare rete d'appoggio, abbandonando la rete Vodafone e passando proprio su rete TIM. Questo cambio potrebbe avvenire già nel corso del 2026, segnando un accordo vantaggioso per entrambe le aziende.

C'è poi un'altra grande questione all'orizzonte: la possibile fusione con Iliad, che potrebbe rappresentare il partner giusto per TIM. Poste, infatti, sarebbe propensa a valutare in modo favorevole l'operazione che potrebbe rappresentare l'opportunità giusta per consolidare la posizione di TIM sul mercato, alle prese con la già citata nascita di Fastweb + Vodafone.

Bisogna sottolineare, inoltre, che Iliad, già da tempo, è alla ricerca di un partner per il consolidamento in Italia e aveva tentato, in passato, di raggiungere un accordo con Vodafone Italia. Maggiori dettagli in merito potrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane o, al massimo, nel corso dei prossimi mesi.

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