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Costo kWh: qual è il prezzo dell'elettricità per i clienti domestici residenti?

Il costo energia, calcolato in €/kWh, cambia a seconda che il contratto luce sia in regime di maggior tutela o nel libero mercato. Per il trimestre corrente ottobre-dicembre 2020, il costo kwh nel regime di maggior tutela è: F0 = 0,05645 €/kWh; F1 = 0,06467 €/kWh; F2/F3= 0,05220 €/kWh.

Costo kWh: qual è il prezzo dell'elettricità per i clienti domestici residenti?

Quanto costa un kWh?

La bolletta della luce, a prescindere dal fornitore scelto e dalla frequenza della fattura, è sempre costituita da diverse voci di costo, alcune fisse, altre che variano in base al consumo. Una di esse è il costo dell’energia, calcolato in €/kWh (cioè euro al kilowattora).
Il costo del kilowattora per utenze domestiche cambia a seconda che il contratto sia in regime di maggior tutela o con società operanti nel libero mercato dell'energia elettrica, ma il costo kWh cambia anche se si è clienti domestici residenti nel luogo di attivazione della fornitura o meno: è più basso per gli utenti che attivano una fornitura presso la propria residenza, e noi qui analizziamo il costo dell'energia proprio per quest'ultima tipologia di utenti.

Costo kWh nel servizio di maggior tutela (clienti domestici residenti)

Nel servizio di maggior tutela il costo kWh è stabilito trimestralmente dall’ARERA per ogni fascia oraria. Qui sotto trovi i valori definiti per il trimestre corrente ottobre - dicembre 2020:

Fascia OrariaPrezzo Energia Elettrica
F0 (Fascia unica) 0,05645 €/kWh
F1 (Giorno) 0,06467 €/kWh
F2 e F3 (Sera e Weekend) 0,05220 €/kWh

Se desideri conoscere l’andamento del costo kWh nel corso dei trimestri, leggi la pagina dedicata alle variazioni del prezzo energia al kWh negli ultimi 3 anni.

Costo kWh nel mercato libero dell'energia (clienti domestici residenti)

Nel mercato libero, a differenza di quanto accade in regime di tutela, il costo kilowattora varia da un fornitore all’altro, e anche tra le tariffe luce di uno stesso fornitore. Alcune società propongono sia tariffe monorarie che multiorarie, per rispondere alle necessità di diversi profili di consumo. Inoltre, i fornitori possono decidere di bloccare il costo kWh per un periodo di tempo definito, che solitamente non è inferiore a 12 mesi, oppure applicare uno sconto al prezzo energia del servizio di maggior tutela.

Quindi è proprio il costo kWh una delle voci di spesa che consente alle società fornitrici di energia elettrica di differenziare le proprie offerte luce: più alto è il costo del kWh, più alto sarà l’importo della bolletta.

Che cos’è il costo kWh?

Il kWh, o per esteso kilowattora, è l’unità di misura per calcolare il costo dell’energia elettrica. Il costo dell’energia varia in base al mercato di riferimento, che può essere servizio di maggior tutela o mercato libero.

Nel servizio di maggior tutela, il costo kilowattora viene stabilito dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ogni trimestre in base a diversi fattori, come la domanda di elettricità, il costo di produzione della materia prima, il valore del prezzo dell’energia sul mercato all’ingrosso (PUN), ma anche fattori esterni geopolitici. L’ARERA definisce il costo kWh sia per le tariffe monorarie, che prevedono lo stesso prezzo energia in tutte le fasce orarie, sia per le tariffe multiorarie, nelle quali il costo kilowattora varia in base alle fasce orarie e, solitamente, è più conveniente nelle ore serali e nei weekend.

Nel mercato libero, invece, ogni fornitore può definire sia il costo kWh che la durata di tale condizione economica, differenziando ogni tariffa luce sia in base a fattori legati al mercato all’ingrosso e alla produzione dell’energia elettrica, sia in base ai propri obiettivi aziendali: per esempio un fornitore che ha come obiettivo quello di acquisire più clienti possibili, potrebbe lanciare un’offerta luce estremamente conveniente con un costo kWh più basso di quello del servizio di maggior tutela.

Nonostante la complessità e varietà di tariffe e fornitori, è fondamentale iniziare a conoscere e prendere dimestichezza con le offerte luce dei principali operatori sul mercato libero, in quanto nel 2022, con la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, le tariffe del servizio di maggior tutela non potranno più essere scelte.

Grazie al servizio offerto da Segugio.it, puoi confrontare le offerte luce dei principali fornitori di energia elettrica del mercato libero, mettendo a confronto sia i costi materia prima e i costi medi in bolletta, che caratteristiche come modalità e frequenza di pagamento disponibili, servizi inclusi e opzionali, eventuali promozioni temporanee.

Migliori tariffe luce nel mercato libero (costo kWh più basso)

Di seguito ti mostriamo le migliori tariffe luce aggiornate ad oggi per un profilo di consumo tipo di 3.000 kWh, frequenza di utilizzo sempre, modalità di pagamento RID ed invio bolletta elettronico nel comune di Roma. Per ogni offerta luce, puoi visualizzare il costo kWh della materia prima, se il costo kWh è bloccato o se varia in base alle variazioni del mercato dell’energia e le principali caratteristiche relative al pagamento ed invio della bolletta.

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Qual è la differenza tra kW e kWh?

La sigla kW, o anche chilowatt o kilowatt, sembra simile a kWh, ma in realtà le due parole si riferiscono a nozioni molto diverse. Entrambe le sigle sono presenti in bolletta, ma per chi non è esperto del settore dell’energia elettrica, può essere molto comune non conoscere la differenza tra kw e kWh.

Sulla bolletta della luce la sigla kW si trova accanto alla voce potenza impegnata, in quanto è proprio l’unità di misura della potenza elettrica. Quando si sottoscrive un contratto di fornitura di energia elettrica, è possibile selezionare la potenza impegnata desiderata: solitamente una fornitura domestica standard necessita di una potenza impegnata di 3 kW, che può salire a 4,5 kW per le case con molti elettrodomestici (per esempio cucina elettrica e asciugatrice), oppure fino a 6 kW o 10 kW in presenza di una pompa di calore, piscina o apparecchiature elettriche specifiche. Se si supera la soglia definita dalla potenza elettrica, per esempio quando si utilizzano molti elettrodomestici contemporaneamente, la corrente viene comunque erogata entro un dato limite, chiamato potenza disponibile, oltre il quale avviene l’interruzione del contatore. Per conoscere quale sia la potenza disponibile della propria abitazione, un calcolo approssimativo è aggiungere 10% alla potenza impegnata indicata sulla bolletta luce.

Come si calcolano i kWh consumati da un elettrodomestico?

Al fine di quantificare i kWh consumati da un elettrodomestico, è necessario moltiplicare la potenza dell’apparecchio elettrico per il tempo in cui è in funzione. In realtà, per molti elettrodomestici, questo calcolo non può essere applicato così semplicemente, in quanto non viene mantenuto lo stesso livello di potenza per tutto il periodo di funzionamento. Consideriamo, per esempio, una lavatrice con una potenza di 1.850 W (1 kW corrisponde a 1.000 W o watt) ed un ciclo di lavaggio di 2 ore. La potenza della lavatrice varierà in base alle diverse fasi del ciclo di lavaggio, il consumo di energia sarà molto più alto durante la prima fase di riscaldamento dell’acqua, per cui moltiplicare 1.850 W per 2 ore non risulterebbe corretto.

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