Mercato dell'energia: TIM pronta al debutto
TIM fa il suo ingresso nel mercato dell'energia: il debutto è previsto per la prossima primavera. Si punta a proporre offerte che vadano oltre i tradizionali servizi telefonici. In cantiere nuove opportunità per famiglie e imprese, con particolare attenzione alla distribuzione di luce e gas.
Il 2024 è stato l’anno delle società multiutility - molte delle quali specializzate nel campo della telefonia fissa e mobile e della fornitura internet - che hanno fatto il loro debutto sul mercato della distribuzione energetica. In particolare, negli ultimi mesi, questi gruppi si sono accaparrati ‘‘importanti’’ fette di mercato, offrendo ai propri clienti (vecchi e nuovi) tariffe competitive per risparmiare sulle bollette di luce e gas.
I primi a fare il “grande salto” sono stati WindTre (2022) e Fastweb (aprile 2024), adesso, per stessa ammissione del suo amministratore delegato e direttore generale Pietro Labriola, anche TIM è pronta al debutto nel mercato energetico. Il colosso delle telecomunicazioni offre a persone fisiche, aziende e famiglie servizi e prodotti di telefonia fissa e mobile per la comunicazione e l’intrattenimento e accompagna le piccole e medie imprese verso la digitalizzazione con un portafoglio ritagliato sulle loro esigenze. Qualcosa, però, nei prossimi mesi potrebbe cambiare e il ventaglio dei servizi potrebbe allargarsi ulteriormente.
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Sulla scia di altre società del panorama TELCO, era da diverso tempo che TIM “strizzava l’occhio” al mercato dell’energia. L’idea, infatti, non è nuova e risale alla presentazione del piano industriale “Free to Run” dello scorso mese di marzo. In occasione di quell’evento, l’amministratore delegato Pietro Labriola aveva presentato i nuovi orizzonti aziendali preannunciando l’interesse per il mercato dell’energia.
L’obiettivo principale del gruppo, dunque, è di proporre offerte che vadano oltre i tradizionali servizi telefonici, creando nuove opportunità per famiglie e imprese, con particolare attenzione alla distribuzione di luce e gas. Dalla direzione generale dell’azienda, inoltre, filtrano le prime indiscrezioni: la data di debutto sul mercato energetico è attesa per il mese di marzo del 2025 e già con l’inizio del nuovo anno le strategie aziendali potrebbero essere ufficializzate.
Possibile anticipo delle offerte di energia per i clienti business di TIM
Marzo 2025 dovrebbe essere, dunque, la data ufficiale della nascita di TIM Energia, tuttavia, qualcosa già si sta muovendo e alcune sperimentazioni potrebbero partire prima. In tal caso, a dare qualche spunto è stato Andrea Rossini, Chief Consumer, Small & Medium Business Market Officer di TIM.
Il dirigente, sulla scia dell’amministratore delegato Labriola, ha confermato l’interesse di TIM per la distribuzione energetica e ha aggiunto che l’azienda sta già lavorando a una prima sperimentazione sul mercato Business. Il lancio di questo nuovo servizio dovrebbe arrivare anche prima del primo trimestre 2025 e l’operatore sta attualmente lavorando con un partner per garantire un servizio efficiente e competitivo.
Chi sarà il partner energetico di TIM?
L’ingresso sul mercato dell’energia da parte di TIM ha incuriosito i vari operatori del settore e, dopo le dichiarazioni di Labriola e Rossini, è partito il ‘‘toto nomi’’ su chi sarà il partner del colosso delle telecomunicazioni. Secondo le ultime informazioni filtrate dal management aziendale, il ‘‘debutto’’ non dovrebbe avvenire in maniera diretta, ma in partnership con un fornitore di primaria importanza, ciò seguendo la strategia già attuata da WindTre con Acea Energia o come la stessa TIM ha fatto nel delicato settore assicurativo con TIM myBroker. In sintesi, il gruppo punta a integrare telecomunicazioni ed energia, offrendo soluzioni pratiche e innovative per i propri utenti.
Per TIM non si tratta di un salto nel vuoto. Il colosso delle telecomunicazioni, infatti, può partire da una base molto solida di clienti su scala nazionale. Sulla scorta degli ultimi dati forniti da AGCOM, TIM è il primo operatore italiano di rete fissa e mobile, rispettivamente con il 38,9% degli accessi diretti ed il 27,5% delle linee complessive.
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