Ancora aperta la questione dei rimborsi legati alla fatturazione a 28 giorni. Quello che è chiaro è che le compagnie telefoniche non restituiranno soldi ai clienti, ma storneranno le somme dovute dalle nuove bollette.
A pochi giorni dalla nomina del nuovo Presidente Agcom Giacomo Lasorella, una serie di questioni ancora non del tutto chiuse dovranno essere messe in agenda dal nuovo Consiglio direttivo, per trovare le risposte che gli utenti attendono da mesi.
Ancora aperta la questione dei rimborsi legati alla fatturazione a 28 giorni. Quello che è chiaro è che le compagnie telefoniche non restituiranno soldi ai clienti, ma storneranno le somme dovute dalle nuove bollette.
Attualmente i rimborsi da parte delle compagnie telefoniche non sono automatici, ma devono essere richiesti compilando i moduli presenti sui siti web delle telco. Per questo, il Codacons ha presentato un nuovo esposto ad Agcom e Antitrust.
La giustizia amministrativa obbliga le compagnie telefoniche a indennizzare i clienti per le bollette corte applicate tra giugno 2017 e aprile 2018. Gli utenti potranno accettare misure compensative già messe in campo dagli stessi gestori.
Una sentenza del Consiglio di Stato ha sospeso lo scorso dicembre i rimborsi per la fatturazione a 28 giorni. Gli stessi giudici amministrativi emetteranno un giudizio definitivo sugli indennizzi entro il 31 marzo 2019.