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Tlc: bollette a 28 giorni, arrivano i rimborsi

A cura di: Fernando Mancini
A cura di: Esperto di prodotti finanziari
In qualità di giornalista, ha lavorato per oltre 30 anni presso l’agenzia di stampa Radiocor, collaborando con ‘Il Sole 24 Ore’ e ‘Radio 24’. Appassionato di Finanza, collabora con Gruppo MutuiOnline, oggi Moltiply Group.

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Aggiornato 26/06/2019
Tlc: bollette a 28 giorni, arrivano i rimborsi

Il Consiglio di Stato ha reso note le ordinanze con le quali ha respinto la sospensiva richiesta da Vodafone, Wind Tre e Fastweb per quanto riguarda la fatturazione a 28 giorni. Dopo quasi un anno, quindi, la questione delle bollette illegittimamente fatturate (periodo giugno 2017-aprile 2018) è praticamente giunta al termine: le suddette compagnie hanno l’obbligo di rimborsare i clienti che si sono sentiti danneggiati.

In altre parole, i giudici hanno respinto la sospensiva richiesta da Vodafone, Wind Tre e Fastweb e ha “suggerito” alle società di predisporre un “piano di storno scaglionato” in attesa dell’udienza di merito fissata per il prossimo 4 luglio. Per l’autorità non c’è dunque alcuna ragione per procrastinare ancora il rimborso che, come riportiamo nell’articolo “Italia sempre più connessa con la fibra”, interessa molte persone.

Infatti, stiamo sì parlando di importi piuttosto modesti per quanto riguarda il singolo consumatore, ma nel complesso è una somma piuttosto consistente: oltre un miliardo di euro, a favore di più di 20 milioni di consumatori.

Federconsumatori: usiamo ancora il condizionale, troppi rinvii

Anche per Federconsumatori “sembrerebbe” ormai prossima l’erogazione dei rimborsi, da restituire in bolletta sotto forma di “giorni erosi” o di altre compensazioni alternative autorizzate dall’Agcom. Tuttavia, precisa in una nota, “usiamo il condizionale perché tale data è stata più volte procrastinata: inizialmente dovevano arrivare entro il 31 dicembre 2018, il termine è stato poi spostato al 31 marzo 2019 e, infine, è ulteriormente slittato a fine maggio”.

È ora, sottolinea, “che tale vicenda giunga a una conclusione: l’irregolarità delle pratiche messe in atto dalle compagnie è stata accertata, pertanto ogni ulteriore rinvio dei rimborsi è del tutto pretestuoso”. Anche il Consiglio di Stato quindi sembra pensarla allo stesso modo, visto che respinto l’ennesima richiesta di sospensiva alla luce de “il lungo tempo trascorso dall’accertato inadempimento dei gestori”.

Tutto dipenderà dunque dall’udienza di merito prevista tra qualche giorno, in cui rientra in gioco anche Tim. In vista di questo appuntamento Federconsumatori, dopo tanta attesa e tanti rinvii, si augura che venga presa “una decisione forte ed esemplare, che possa ristabilire equità dimostrando a tutti i cittadini che è possibile contrastare lo strapotere delle compagnie telefoniche, che finora hanno intralciato i rimborsi presentando ricorsi su ricorsi”.

Attenzione ai rimborsi sotto forma di servizi inutili

A ogni modo, la decisione del Consiglio di Stato sicuramente è già “un segnale incoraggiante nel dimostrare come il sistema giudiziario non possa essere utilizzato quale “scudo” per evitare i dovuti rimborsi ai cittadini, facendo affidamento su cavilli e pretestuosi rinvii”.

Comunque già ora Federconsumatori mettono le mani avanti: “i rimborsi dovranno essere erogati sotto forma di “giorni erosi” o di credito: rimborsare gli utenti attraverso dei servizi, magari poco utili agli utenti, sarebbe una ennesima, intollerabile beffa”.

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