TIM-DAZN, arriva la proroga dell’Antitrust: gli ultimi aggiornamenti sul caso
Il Consiglio di Stato ha chiesto chiarimenti sul reale impatto dell’accordo tra TIM e DAZN per la trasmissione delle partite di Serie A. L’Antitrust proroga il procedimento a fine 2025 per valutare eventuali effetti anticoncorrenziali sul mercato dello streaming sportivo.
La questione dei diritti televisivi per la Serie A si arricchisce di un nuovo capitolo. Al centro del dibattito, ancora una volta, l’accordo commerciale tra TIM e DAZN per la trasmissione delle partite, ritenuto dall’Antitrust una potenziale intesa restrittiva della concorrenza. E mentre il procedimento è stato prorogato al 31 dicembre 2025, il Consiglio di Stato interviene con una sentenza che apre nuovi scenari per la valutazione dell’intesa.
Il nodo dell’intesa commerciale tra TIM e DAZN
Tutto nasce da un’intesa siglata nel 2021 tra TIM e DAZN per la distribuzione dei contenuti della piattaforma di streaming, titolare dei diritti per la Serie A. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), la partnership avrebbe avuto effetti anticoncorrenziali, ostacolando la libera scelta da parte degli utenti e limitando l’accesso dei concorrenti al mercato.
L'accordo era già stato oggetto di una sanzione da parte dell’Antitrust, che aveva giudicato il pacchetto esclusivo come non replicabile da altri operatori, danneggiando la concorrenza e violando l’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).
Ma nel giugno 2025 è arrivata la sentenza n. 5357/2025 del Consiglio di Stato che, pur non smentendo completamente l’impianto dell’AGCM, ha sollevato dei dubbi sul metodo utilizzato per stimare l’impatto effettivo dell’accordo sulle vendite dirette di DAZN. In particolare, i giudici hanno evidenziato un “difetto di istruttoria e di motivazione” nella parte in cui l’AGCM aveva incluso tutte le vendite DAZN nel computo, senza distinguere quali fossero effettivamente influenzate dal supporto economico fornito da TIM nella gara per i diritti TV.
La proroga dell’Antitrust e le nuove verifiche
In seguito alla sentenza, l’AGCM ha deciso di prorogare i termini del procedimento fino al 31 dicembre 2025. L’obiettivo è quello di riesaminare con maggiore precisione l’impatto dell’accordo – il cosiddetto “Deal Memo” – e capire se il supporto finanziario di TIM abbia effettivamente alterato le dinamiche competitive del mercato dei diritti sportivi. In sostanza, si tratterà di capire quanto dell’aumento delle vendite di DAZN sia davvero imputabile all’intesa con TIM.
Questa nuova fase di verifica è cruciale non solo per le due aziende coinvolte, ma anche per tutto il settore, che guarda con attenzione agli sviluppi, specie in vista del prossimo rinnovo dei diritti per le stagioni successive.
La posizione di DAZN e TIM
Fin dall’inizio, le due aziende hanno difeso l’accordo come legittimo e coerente con le regole del mercato. TIM, in particolare, ha sottolineato il valore dell’alleanza strategica per favorire la digitalizzazione del Paese e migliorare l’accesso ai contenuti sportivi, mentre DAZN ha rimarcato la libertà degli utenti di accedere alla piattaforma su qualsiasi rete, non solo tramite TIM.
Tuttavia, le preoccupazioni dell’Antitrust riguardano proprio l’effettiva libertà di scelta e la possibilità che l’accordo abbia favorito condizioni commerciali privilegiate a scapito dei concorrenti.
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