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Tetto al prezzo del gas: a che punto siamo in Europa

Continua a dividere l’ipotesi di mettere un tetto al prezzo del gas proveniente dai rifornimenti russi. Nel prossimo Consiglio dei ministri europei è prevista la proposta di un corridoio dinamico che potrebbe cambiare in brevi periodi solo in caso di aumenti eccezionali.

Pubblicato il 20/11/2022

Aggiornato il 21/11/2022

simbolo dell'euro davanti la bce
Tetto al prezzo del gas

Sarà ancora una volta discussa il 24 novembre prossimo all’interno del Consiglio Energia la proposta dell’esecutivo Ue sul tetto al prezzo del gas. In una lettera inviata ai 27 Stati membri della Commissione Ue si annuncia che la proposta terrà conto delle richieste pervenute dai Paesi, al fine di mettere d’accordo interessi differenti.

Sicuramente diversa è infatti la volontà di Italia, Grecia e Belgio, che chiedono un meccanismo di correzione del mercato sul TTF (la borsa olandese dove si decide il prezzo del gas europeo) e della Germania che invece è contraria al price cap che causerebbe un cambio di rotta dei rifornimenti verso mercati più redditizi.

Cosa valuterà la Commissione

Allo stato attuale in agenda del Consiglio dei ministri europei è prevista la proposta di un tetto temporaneo al prezzo del gas, un corridoio dinamico che potrebbe cambiare in brevi periodi solo in caso di aumenti eccezionali e quando il picco del prezzo sul TTF non corrisponda a un analogo aumento sul mercato mondiale di riferimento. Il meccanismo di correzione dei prezzi si attiverebbe dunque in presenza di una forte oscillazione e consentirebbe la “non accettazione” degli ordini che risultano fuori dalla fascia di prezzo prevista, così da evitare speculazioni.

Tuttavia una recente analisi proprio sul meccanismo dei prezzi del gas condotto dall’Oxford Institute for energy studies confuterebbe la tesi delle speculazioni come causa principale degli aumenti vertiginosi degli ultimi mesi. Secondo la ricerca, gli aumenti sarebbero dovuti al gap tra domanda e offerta e alle congestioni delle rotte di importazione della materia prima: per questo motivo, fissare un limite seppur temporaneo al prezzo del combustibile sarebbe rischioso per i Paesi che dipendono ancora dalle forniture russe.

Insomma, si tratterebbe di un provvedimento inefficace che anzi rischia di trasformarsi in una minaccia in un momento molto delicato dei rapporti con la Russia.

A preoccupare adesso è la prossima stagione di rifornimento, visto che gli stoccaggi per questo inverno sono stati già definiti da tutti i Paesi, perché la Russia potrebbe interrompere in via definitiva i rifornimenti e come ha dichiarato Ursula von der Leyen “la capacità globale di gas naturale liquefatto non crescerà abbastanza velocemente da colmare questa lacuna”.

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Gli obiettivi del Consiglio Energia

Le minacce paventate da Ursula von der Leyen sono il motivo dei punti in agenda della prossima Commissione, perché secondo la Presidente della Commissione europea bisognerà lavorare per muoversi in maniera più coordinata e stabilire una serie di azioni che dovrebbero rafforzare i Paesi membri: dagli acquisti congiunti con un eventuale ampliamento della lista di fornitori, all’accesso al mercato in modo più coordinato, fino alla riduzione della domanda e alla stabilizzazione dei prezzi e dei mercati.

Nella lettera firmata da von der Leyen e dal premier ceco Petr Fiala presentata lo scorso 11 novembre alla riunione dei Rappresentanti dei 27, si legge che “la Commissione sta rendendo operativa la Piattaforma energetica dell'Ue e una volta adottata, inizierà a raccogliere offerte di domanda e di fornitura e organizzare gare d'appalto per la domanda da parte dell'UE e della Comunità dell'energia, compresa l'Ucraina e la Moldavia. La Commissione sta accelerando i suoi sforzi diplomatici nei confronti dei Paesi e delle società produttrici di gas".

Quanto costa adesso il gas

L’effetto delle preannunciate misure che saranno discusse in sede di Consiglio europeo hanno avuto come conseguenza diretta un crollo delle quotazioni sul mercato di scambio di Amsterdam, con il prezzo sceso sotto i 100 euro al megawattora, meno 13,7% rispetto al mese di luglio.

Di fatto nelle nostre bollette le ripercussioni dell’andamento dei prezzi sui mercati europei si sono viste, per quanto il nuovo metodo di calcolo stabilito da ARERA non faccia più riferimento al mercato di Amsterdam ma a quello italiano. L'approvvigionamento di gas si basa infatti principalmente sull’importazione di rifornimenti soggetti a rischi che derivano dall’attuale situazione geopolitica e inevitabilmente risentono di quanto accade oltreconfine. L’impatto sulle nostre bollette, per quanto si stiano mettendo in atto misure di contenimento dei prezzi e dei consumi, è dunque inevitabile, tanto da portare il Governo a confermare per il 2022 l’obiettivo di deficit pari al 5,6% del PIL.

La parola d’ordine, come sottolineato dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in una Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza presentato al Governo, rimane allora “grande prudenza” e non abbassare mai la guardia sulle misure di contenimento dei consumi.

Come mettersi al riparo dalla vulnerabilità dei mercati

L’incertezza del futuro è stata determinante per la decisione di ARERA che ha prorogato ulteriormente il passaggio obbligatorio al libero mercato del gas, al 10 gennaio 2024 come per l’energia elettrica. Tuttavia, chi si trovasse ancora nel regime tutelato potrà in ogni momento cambiare fornitore.

La cosa migliore da fare è confrontare le offerte sul mercato e valutare la convenienza del cambio tariffa. Ci si può servire di un comparatore come Segugio.it che quotidianamente mette a disposizione la lista delle migliori offerte gas, con la possibilità sempre di richiedere un preventivo personalizzato e gratuito.

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A cura di: Marco Rigamonti
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