Telefonia: arrivano i tradizionali rincari post-vacanze

Rincari sotto l’ombrellone li chiama senza molti giri di parole Federconsumatori, riferendosi ai ritocchi all’insù che hanno annunciato in luglio e agosto ai rispettivi clienti i grandi gestori.
Come ogni anno, avverte l’associazione di categoria, le compagnie telefoniche hanno approfittato, infatti, del periodo estivo per applicare raffiche di rincari cercando di approfittare della “distrazione” degli utenti.
Secondo la chiave di lettura molto critica fornita da Federconsumatori, molto probabilmente le compagnie pensano che chi si trova all’estero, in spiaggia, durante una escursione in montagna o semplicemente si gode la città deserta, non è molto propenso a prestare attenzione all’Sms che avvisa dei 30 giorni di tempo per recedere dal contratto senza penali, passando a un’altra offerta per evitare di subire l’aumento. E spesso la sorpresa, amara dobbiamo dire, viene così tacitamente accettata.
L’aumento medio è pari al 33%
È un meccanismo che si è logorato, sia perché oggi c’è molta più informazione di un tempo (la rete raggiunge dovunque e in molti modi gli abbonati), sia perché le autorità di controllo e l’azione dei ‘difensori’ dei consumatori sono molto più efficaci.
I cittadini si stanno infatti rivelando più attenti di quanto le aziende di telefonia si aspettino e mostrano di essere assai stanchi dell’ennesimo rincaro. In una nota Federconsumatori avverte che “stiamo ricevendo, da giugno ad oggi, moltissime segnalazioni di rincari delle offerte, a volte motivati da un aumento di giga a disposizione per il traffico internet (ovviamente non richiesto), a volte senza nessun servizio maggiore in cambio”.
In particolare gli aumenti riguardano le compagnie Wind Tre, Tim, Vodafone e Fastweb: praticamente la maggioranza del mercato. L’aumento medio delle offerte interessate calcolato dall’Osservatorio Federconsumatori è pari al 33%.
Federconsumatori: aumenti lasciano intravedere ipotesi di cartello
L’Associazione parla apertamente che si tratta di “un aumento che lascia intravedere, neanche troppo velatamente, un’ipotesi di cartello, che non mancheremo di segnalare all’Antitrust e all’Agcom”. Intanto Codacons ricorda di avere segnalato aumenti delle tariffe telefoniche da giugno, sottolineando che dallo scorso anno i prezzi applicati dalle compagnie telefoniche sulle schede ricaricabili (in particolare di Tim, Vodafone e Wind-Tre) hanno registrato aumenti con punte del 54,1%.
E da metà agosto, aggiunge, gli utenti hanno ricevuto dai gestori avvisi relativi a modifiche dei piani tariffari, naturalmente tutte al rialzo, con costi che lievitano tra i due e i tre euro al mese. Altri rincari sono attesi a partire da settembre.
“Si tratta – ha affermato Carlo Rienzi, presidente di Codacons - di aumenti applicati dalle società della telefonia con l'unico scopo di recuperare i minori introiti legati alle bollette a 28 giorni e compensare i rimborsi che le compagnie devono obbligatoriamente versare ai propri clienti per effetto delle decisioni dell'Agcom".
Ritardi dei gestori per i rimborsi della fatturazione a 28 giorni
A questo proposito i cittadini non solo sono vessati dai continui rincari, ma trovano anche enormi ostacoli – con complicazioni e indicazioni fuorvianti da parte delle aziende - per ottenere i rimborsi per la fatturazione a 28 giorni.
Tema affrontato con la notizia dal titolo “È caos sui rimborsi per le tariffe a 28 giorni”. Federconsumatori auspica che le autorità, intervenute ripetutamente su tali questioni, pongano “un ulteriore freno alle condotte spregiudicate delle compagnie”. Anche perché, aggiunge, c’è un problema crescente: “le modifiche unilaterali dei contratti di cui ormai le compagnie abusano per operare continui e spesso immotivati rincari”.
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