Smart working e qualità della vita: opportunità e minacce del lavoro da casa
Una ricerca esplora le prospettive di oltre 20.000 lavoratori in 10 Paesi tra cui l’Italia, e ne studia l’impatto sul benessere economico, fisico ed emotivo degli individui. Conseguenze sulla salute, maggiori costi e sicurezza sono solo alcune delle implicazioni dello smart working.

Lo smart working non è più una scelta e come tale un valore aggiunto per i lavoratori. Lo impongono le nuove misure dettate dal Governo per contrastare il diffondersi sempre più preoccupante del contagio da coronavirus, e rischia di presentare non pochi aspetti problematici.
Ad analizzare il lavoro da casa, o letteralmente da qualsiasi luogo dotato di strumenti digitali, è una ricerca di Lenovo dal titolo “Technology and the evolving world of work”, che esplora le prospettive di oltre 20.000 lavoratori tra l’8 e il 14 maggio in 10 Paesi sparsi per il mondo, tra cui l’Italia, e ne studia l’impatto sul benessere economico, fisico ed emotivo degli individui.
Per il 72% degli individui intervistati, il remote working ha cambiato le dinamiche lavorative e ha determinato una forte interazione tra sfera personale e professionale. Il 63% si sente più produttivo e il 52% sostiene di voler continuare a praticare lo smart working anche quando le misure del Governo non lo prevedranno più.
Il maggiore costo del lavoro da casa
Ma non ci sono solo aspetti positivi a lavorare da casa. L’85% del campione sostiene di fare affidamento sul proprio Pc molto più rispetto a quando lavorava dall’ufficio, e chiede alla propria azienda di dotarsi degli strumenti tecnologici necessari per lavorare in condizioni adeguate. Dal loro canto, buona parte dei lavoratori hanno dovuto sostenere a proprie spese l’adeguamento tecnologico e organizzare postazioni di lavoro in casa: schermi più grandi, videocamere ad alta risoluzione, tablet e smartphone, spendendo in media 250 euro.
Hanno speso invece 305 euro in media i lavoratori italiani, 62 euro in più rispetto alla media mondiale e dietro solo a Germania e Stati Uniti.
Una componente di costo importante è sicuramente anche quella della rete internet, perché il lavoro e la didattica a distanza hanno imposto connessioni veloci, trovando molte famiglie impreparate. Attualmente per le zone raggiunte è possibile avere un servizio di internet veloce allo stesso prezzo di una connessione vecchia e lenta. Basta informarsi su Segugio.it e trovare la migliore tariffe internet al prezzo più conveniente del mercato.
Le conseguenze sulla salute
L’altro aspetto meno incoraggiante del lavoro a casa è quello legato al benessere fisico e psicologico, perché la ricerca rileva che ben il 71% del campione analizzato ha manifestato disturbi come mal di testa, mal di collo, mal di schiena, dolori articolari, insonnia. Gran parte ha poi lamentato difficoltà a concentrarsi per via delle continue interferenze dei membri della famiglia durante il lavoro.
In ultima analisi, c’è l’aspetto di socializzazione e confronto con i colleghi, che viene a mancare con il lavoro a distanza e ha implicazioni in termini di cultura aziendale, oltre a costituire una perdita importante dal punto di vista della crescita professionale dei dipendenti.
La sicurezza delle aziende
C’è un ulteriore aspetto dello smart working che costituisce una minaccia per le imprese, ed è quello legato alla sicurezza dei dati aziendali. Lavorare da remoto ha comportato “spostare” quantità di dati aprendoli a nuove reti, e per quanto oggi questo possa essere fatto in totale sicurezza, non toglie che rimanga una componente di rischio importante per le aziende, che le rende più vulnerabili e suscettibili di attacchi.
Il quadro che ne esce è dunque ricco di rischi, ma anche di opportunità. Occorre che le aziende si organizzino al meglio e si dotino di una tecnologia che sia in grado di garantire di lavorare in sicurezza, ma che consenta anche una qualità della vita adeguata ai nuovi standard.
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