Lo scopo della delibera
La misura voleva riconoscere a questi utenti – spesso meno informati o con minore capacità contrattuale – la possibilità di accedere a tariffe calmierate senza dover compiere scelte attive o affrontare procedure complesse.
La bocciatura del rientro nelle tutele graduali per i vulnerabili accende l’allarme sul futuro dei consumatori fragili. Senza un sistema alternativo, milioni di famiglie rischiano bollette più care. Ora si attende una nuova proposta da ARERA o un intervento del Governo.
Nel mercato dell’energia italiano, il concetto di tutela graduale è nato per accompagnare i consumatori verso il passaggio completo al mercato libero, garantendo condizioni controllate per chi non sceglie spontaneamente un fornitore nel nuovo regime. Dal 2021, con l’avvio della liberalizzazione del settore, i clienti domestici non più coperti dal regime di maggior tutela sono gradualmente passati a questo servizio transitorio, che viene gestito tramite aste regolate da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e garantisce condizioni definite e monitorate.
I clienti vulnerabili, invece, sono una categoria definita dal legislatore per tutelare le fasce più fragili della popolazione. Secondo ARERA, vi rientrano, tra gli altri:
A oggi, si stima che i clienti vulnerabili in Italia siano circa 4,5 milioni per il settore elettrico.
Nel 2024, con l’avvicinarsi della scadenza del servizio di tutela per i non vulnerabili (1 luglio 2024 per l’energia elettrica), ARERA ha introdotto due delibere (n. 10/2025 e 48/2025) che prevedevano la possibilità, su base volontaria, per i clienti vulnerabili di rientrare nel servizio a tutele graduali. Il provvedimento mirava a offrire condizioni più favorevoli rispetto a quelle mediamente disponibili nel mercato libero, con un risparmio stimato fino a 113 euro all’anno sulla bolletta.
La misura voleva riconoscere a questi utenti – spesso meno informati o con minore capacità contrattuale – la possibilità di accedere a tariffe calmierate senza dover compiere scelte attive o affrontare procedure complesse.
Tuttavia, le società energetiche Enel, Edison e Illumia hanno impugnato la delibera, sostenendo che il provvedimento avrebbe avuto un impatto economico squilibrato per i fornitori incaricati del servizio di tutele graduali. Il ricorso è stato accolto dal TAR della Lombardia, che ha annullato entrambe le delibere con una sentenza che potrebbe avere effetti di lungo termine sul mercato e sulla regolazione del settore.
Secondo i giudici amministrativi, ARERA “non ha stimato il numero potenziale di clienti vulnerabili interessati” e non ha valutato in modo adeguato “l’impatto economico-finanziario sui fornitori del servizio”, che si sarebbero trovati a gestire una platea più ampia di clienti a condizioni più onerose, senza un adeguato meccanismo di compensazione. Il TAR ha pertanto disposto lo stop all’applicazione della misura, impedendo alle aziende incaricate del servizio di accogliere ulteriori clienti vulnerabili alle condizioni previste.
L’effetto immediato della sentenza è che le famiglie vulnerabili non potranno più accedere alle condizioni previste dal servizio a tutele graduali, che si sarebbero rivelate più vantaggiose rispetto alle offerte standard del mercato libero. La decisione rappresenta un colpo per chi sperava in un meccanismo di riequilibrio e protezione economica, in particolare in un momento in cui, secondo il recente report di Nomisma Energia (aprile 2025), il prezzo dell’elettricità nel mercato libero è in crescita del +6,5% rispetto all’anno precedente.
Per molte famiglie già colpite da difficoltà economiche, il venir meno di un’alternativa “protetta” potrebbe tradursi in costi aggiuntivi non sostenibili e nel rischio di indebitamento energetico.
Resta dunque il problema di fondo: come garantire alle famiglie vulnerabili un accesso equo all’energia senza scaricare interamente il peso sugli operatori?
Una possibile soluzione, già suggerita in passato anche da esperti di settore come l’economista Carlo Stagnaro, è quella di introdurre meccanismi di compensazione statale per le aziende che accettano di servire clienti in condizioni regolate.
L’annullamento delle delibere non rappresenta la fine del percorso. ARERA potrebbe decidere di riformulare il provvedimento, includendo nuove garanzie per i fornitori, oppure il Governo potrebbe intervenire per creare un quadro normativo che consenta di conciliare esigenze sociali e sostenibilità economica.
Nel frattempo, restano valide le regole del mercato libero anche per i vulnerabili, che però spesso non hanno gli strumenti per orientarsi tra le offerte e ottenere le condizioni più vantaggiose. Il rischio è quello di una disparità crescente tra utenti informati e utenti “deboli”.
Oggi il mercato offre diverse opzioni, quindi confrontare le tariffe proposte da vari fornitori è essenziale. Utilizzare siti di comparazione, come Segugio.it, può facilitare questa operazione, aiutando a individuare l’offerta più vantaggiosa in base alle proprie esigenze.
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