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Riscaldamento, ma quanto mi costi?

12/11/2019

Riscaldamento, ma quanto mi costi?

Uno dei salassi che si porta dietro l’inverno è il costo del riscaldamento. Che sia centralizzato oppure autonomo, la spesa da sostenere sarà importante, in special modo se si abita in una zona fredda dove l’accensione dei termosifoni è prevista già dal canonico mese di ottobre.

Ma la spesa per i consumi di gas metano non è l’unica che dovremo affrontare, perché quando si dispone di un impianto termico autonomo, ad esempio una caldaia, è necessario aggiungere il costo dei controlli e della manutenzione. Si tratta di interventi obbligatori, perché previsti dalla legge e soggetti a sanzioni e multe per i soggetti inadempienti.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa prevede la legge.

Secondo la normativa attuale (D.P.R. 16 aprile 2013, n.74 ) per impianto termico si intende “un impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria e indipendentemente dal vettore energetico utilizzato (legna, metano, gpl, pellet, biomassa, solare, eolico)”. Non è, ad esempio, un impianto termico un boiler per la produzione di acqua calda.

Controllo della caldaia: a chi spetta e quando, quanto costa

Tutti gli impianti termici devono essere sottoposti a controlli e manutenzioni periodiche.

La legge infatti dice che la manutenzione della caldaia è obbligatoria, ai fini della sicurezza, della funzionalità e del contenimento dei consumi di energia, ma non stabilisce ogni quanto debba essere effettuata, perché la frequenza dipende dal tipo di modello.

Il controllo di efficienza energetica, che include la prova fumi e il rilascio del bollino blu, comporta la redazione del rapporto di controllo di efficienza energetica; è anch’esso obbligatorio e deve essere eseguito in occasione delle operazioni di manutenzione.

L’installazione della caldaia deve essere eseguita a regola d’arte, quindi da un installatore abilitato, mentre per la manutenzione serve un tecnico abilitato (che può essere l’installatore), che ha l’obbligo di indicare per iscritto al cliente quali sono e con quali cadenze vanno eseguite le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto per garantirne la sicurezza.

La responsabilità della manutenzione, del controllo e della revisione della caldaia ricade invece su chi occupa l’immobile dove l’impianto è collocato, quindi anche l’inquilino, che dovrà sostenere il costo e custodire il libretto della caldaia aggiornato a ogni intervento di manutenzione o controllo.

Il Comune può infatti richiedere che la “carta d’identità” della caldaia venga esibita durante un controllo insieme alle fatture: in caso contrario, l’occupante l’immobile incorrerà in sanzioni da 500 a 3.000 euro.

Per quanto riguarda i costi da sostenere, la sola manutenzione o il controllo di efficienza energetica costano dai 40 ai 60 euro. La revisione della caldaia varia a seconda della città e della zona d’Italia, ma l’ordine di grandezza oscilla tra i 70 ai 120 euro.

I costi da sostenere se si ha un impianto termico centralizzato

Chi ha un impianto centralizzato non se la passa meglio. Dopo l’installazione negli scorsi anni delle termovalvole e dei contabilizzatori su tutti i termosifoni, al costo di 100-120 euro per ogni valvola, dovrà presto sostenere una nuova spesa che deriva dall’obbligo impartito dall’Unione europea che tutti i dispositivi installati possano essere letti da remoto entro la fine del 2026.

Le critiche sollevate, del tutto plausibili, sono di non aver previsto al momento dell’introduzione delle termovalvole i contabilizzatori digitali predisposti per la rilevazione a distanza. E non è tutto, perché i nuovi edifici dovranno prevedere l’installazione di apparecchi in grado di inviare la lettura da remoto entro il prossimo ottobre 2020, quindi in tempi molto stretti. 

I costi del gas in bolletta: come arrivare a tagliarli

Abbiamo visto i costi straordinari ma puntuali che comporta la gestione di un impianto termico in casa. Ma a questo bisogna aggiungere la spesa ordinaria dei consumi, che può variare a seconda di quanto siamo stati bravi a scegliere la tariffa più adatta.

E poiché molti utenti sono ancora in Servizio di Tutela, cambiare passando al migliore operatore del libero mercato sarà fondamentale per riuscire a realizzare un buon risparmio a fine anno.

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A cura di: Paola Campanelli

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