Frena la produzione di rinnovabili a luglio 2025: i numeri del calo
La crescita del fotovoltaico, che ha sopravanzato l'idroelettrico, nasconde parzialmente il calo delle energie rinnovabili fatto registrare a luglio 2025. Rispetto al 2024 la situazione è in chiaroscuro: ecco tutti i dettagli più interessanti da conoscere.
I dati legati al settore delle energie rinnovabili offrono molteplici spunti di discussione. Da un lato, il fotovoltaico continua a crescere, sebbene a livelli meno sostenuti rispetto al passato. Dall'altro, nella prima parte dell'anno le fonti green hanno generato il 4% in meno di elettricità rispetto a dodici mesi fa. Approfondiamo queste e altre dinamiche grazie anche ai dati riportati da Terna, la società che gestisce l'infrastruttura elettrica in Italia.
Il fotovoltaico cresce, ma a ritmo meno sostenuto
La crescita degli impianti fotovoltaici in Italia continua a un ritmo inferiore al periodo del Superbonus, ma con un tasso comunque superiore rispetto alla fase antecedente all’introduzione degli incentivi. Per capire perché, è sufficiente dare uno sguardo alle ultime rilevazioni Gaudì-Terna, oltre che al rapporto semestrale SolarPower Europe. Mettendo insieme i dati, si ritengono questi risultati:
| Anno | Potenza Connessa annualmente (GW) | Potenza Connessa cumulata (GW) |
|---|---|---|
| 2015 | 0.32 | 18.62 |
| 2016 | 0.39 | 18.94 |
| 2017 | 0.42 | 19.33 |
| 2018 | 0.43 | 19.75 |
| 2019 | 0.80 | 20.58 |
| 2020 | 0.65 | 20.98 |
| 2021 | 0.94 | 21.63 |
| 2022 | 2.48 | 25.05 |
| 2023 | 5.23 | 30.28 |
| 2024 | 6.79 | 37.07 |
| 2025 | 2.80 | 39.87 |
Da gennaio a giugno 2025 sono stati connessi 113.465 nuovi impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva che a luglio ha generato 545 MW. Quest’ultimo è un valore inferiore rispetto al 2024, quando si raggiungevano i 700 MW grazie agli incentivi del SuperBonus e alla ripresa successiva alla crisi energetica dovuta alla guerra tra Russia e Ucraina.
A preoccupare maggiormente è il calo del 33% del numero di impianti installati nella prima parte del 2025 rispetto a quella del 2024. Se si guarda alla potenza installata, la diminuzione è del 16%. A soffrire maggiormente è il segmento di impianti tra 20 kW e 1 MW, che segna una flessione del 32%; si tratta della fascia che comprende le attività commerciali e industriali, cioè il motore economico del Paese. I secondi a essere colpiti sono i sistemi da meno di 20 kW, generalmente legati al contesto domestico, con una diminuzione del 31%. I grandi impianti sopra 1 MW, invece, non mostrano cali.
Di quanto calano le energie rinnovabili a metà 2025?
Per prima cosa è bene analizzare i dati messi a disposizione da Terna, relativi al confronto tra i mesi di luglio 2025 e 2024:
| Tipologia | Luglio 2025 (GWh) | Luglio 2024 (GWh) | % 25/24 |
|---|---|---|---|
| Idrico | 4.280 | 6.151 | -30,4% |
| Pompaggio in produzione | 133 | 99 | 34,8% |
| Termica | 13.366 | 14.352 | -6,9% |
| Geotermica | 438 | 448 | -2,2% |
| Eolica | 1.826 | 1.190 | 53,4% |
| Fotovoltaica | 5.564 | 4.724 | 17,8% |
| Accumuli stand alone | 115 | 6 | 1816,7% |
| Totale produzione netta | 25.722 | 26.970 | -4,6% |
Si nota quindi una frenata della produzione, in calo del 4,6%. Un dato che si accompagna al ribasso della domanda di energia elettrica in Italia, che a luglio si è assestata sui 30 TWh, il dato più alto nell’anno in corso, ma in calo del 3,5% rispetto al 2024.
Nei primi sette mesi del 2025, le rinnovabili hanno generato 77,2 TWh, ovvero 3,4 TWh in meno rispetto a un anno fa. La domanda interna è stata soddisfatta grazie a diverse fonti, come si vede dai dati relativi al periodo gennaio-luglio 2025:
- fotovoltaico – 15,1%;
- idroelettrico – 13,7%;
- eolico – 7,1%;
- bioenergie – 4,1%;
- geotermico – 1,7%.
La crescita del fotovoltaico procede quindi spedita anche in un quadro di generale rallentamento. A riprova di ciò, è corretto sottolineare che fotovoltaico ed eolico messi insieme hanno prodotto ben 40,6 TWh, il massimo di sempre nel periodo che va da 2014 al 2025.
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