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Frena la produzione di rinnovabili a luglio 2025: i numeri del calo

La crescita del fotovoltaico, che ha sopravanzato l'idroelettrico, nasconde parzialmente il calo delle energie rinnovabili fatto registrare a luglio 2025. Rispetto al 2024 la situazione è in chiaroscuro: ecco tutti i dettagli più interessanti da conoscere.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

lampadina circondata da foglie verdi in un terreno
Le rinnovabili frenano la loro crescita a luglio 2025.

I dati legati al settore delle energie rinnovabili offrono molteplici spunti di discussione. Da un lato, il fotovoltaico continua a crescere, sebbene a livelli meno sostenuti rispetto al passato. Dall'altro, nella prima parte dell'anno le fonti green hanno generato il 4% in meno di elettricità rispetto a dodici mesi fa. Approfondiamo queste e altre dinamiche grazie anche ai dati riportati da Terna, la società che gestisce l'infrastruttura elettrica in Italia.

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Il fotovoltaico cresce, ma a ritmo meno sostenuto

La crescita degli impianti fotovoltaici in Italia continua a un ritmo inferiore al periodo del Superbonus, ma con un tasso comunque superiore rispetto alla fase antecedente all’introduzione degli incentivi. Per capire perché, è sufficiente dare uno sguardo alle ultime rilevazioni Gaudì-Terna, oltre che al rapporto semestrale SolarPower Europe. Mettendo insieme i dati, si ritengono questi risultati:

AnnoPotenza Connessa annualmente (GW)Potenza Connessa cumulata (GW)
2015 0.32 18.62
2016 0.39 18.94
2017 0.42 19.33
2018 0.43 19.75
2019 0.80 20.58
2020 0.65 20.98
2021 0.94 21.63
2022 2.48 25.05
2023 5.23 30.28
2024 6.79 37.07
2025 2.80 39.87

Da gennaio a giugno 2025 sono stati connessi 113.465 nuovi impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva che a luglio ha generato 545 MW. Quest’ultimo è un valore inferiore rispetto al 2024, quando si raggiungevano i 700 MW grazie agli incentivi del SuperBonus e alla ripresa successiva alla crisi energetica dovuta alla guerra tra Russia e Ucraina.

A preoccupare maggiormente è il calo del 33% del numero di impianti installati nella prima parte del 2025 rispetto a quella del 2024. Se si guarda alla potenza installata, la diminuzione è del 16%. A soffrire maggiormente è il segmento di impianti tra 20 kW e 1 MW, che segna una flessione del 32%; si tratta della fascia che comprende le attività commerciali e industriali, cioè il motore economico del Paese. I secondi a essere colpiti sono i sistemi da meno di 20 kW, generalmente legati al contesto domestico, con una diminuzione del 31%. I grandi impianti sopra 1 MW, invece, non mostrano cali.

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Di quanto calano le energie rinnovabili a metà 2025?

Per prima cosa è bene analizzare i dati messi a disposizione da Terna, relativi al confronto tra i mesi di luglio 2025 e 2024:

TipologiaLuglio 2025 (GWh)Luglio 2024 (GWh)% 25/24
Idrico 4.280 6.151 -30,4%
Pompaggio in produzione 133 99 34,8%
Termica 13.366 14.352 -6,9%
Geotermica 438 448 -2,2%
Eolica 1.826 1.190 53,4%
Fotovoltaica 5.564 4.724 17,8%
Accumuli stand alone 115 6 1816,7%
Totale produzione netta 25.722 26.970 -4,6%

Si nota quindi una frenata della produzione, in calo del 4,6%. Un dato che si accompagna al ribasso della domanda di energia elettrica in Italia, che a luglio si è assestata sui 30 TWh, il dato più alto nell’anno in corso, ma in calo del 3,5% rispetto al 2024.

Nei primi sette mesi del 2025, le rinnovabili hanno generato 77,2 TWh, ovvero 3,4 TWh in meno rispetto a un anno fa. La domanda interna è stata soddisfatta grazie a diverse fonti, come si vede dai dati relativi al periodo gennaio-luglio 2025:

  • fotovoltaico – 15,1%;
  • idroelettrico – 13,7%;
  • eolico – 7,1%;
  • bioenergie – 4,1%;
  • geotermico – 1,7%.

La crescita del fotovoltaico procede quindi spedita anche in un quadro di generale rallentamento. A riprova di ciò, è corretto sottolineare che fotovoltaico ed eolico messi insieme hanno prodotto ben 40,6 TWh, il massimo di sempre nel periodo che va da 2014 al 2025.

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