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Rinnovabili in Italia: i dati aggiornati su produzione e capacità installata

Nel complesso, le rinnovabili in Italia hanno coperto nel 2024 il 33% del fabbisogno elettrico nazionale, in calo rispetto al 36% dell’anno precedente. L’Osservatorio fa notare come questa quota sia destinata ad aumentare con l’arrivo dei mesi estivi.

A cura di: Paola Campanelli
A cura di: Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia
Dopo la laurea in Economia Aziendale e due Master in Copywriting e Comunicazione Digitale, si dedica ora alla scrittura di news specializzate per Segugio.it, oggi parte di Moltiply Group, con cui collabora dal 2014.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato 14/05/2025
pale eoliche su sabbia e cielo azzurro
Numeri, rallentamenti e prospettive sulle rinnovabili in Italia.

Nel primo trimestre del 2025, il settore delle energie rinnovabili in Italia ha fatto registrare l’installazione di 1.405 MW di nuova capacità elettrica verde. Un risultato che conferma la vitalità del comparto, ma che, confrontato con lo stesso periodo del 2024, evidenzia un rallentamento. Dopo il boom alimentato da incentivi edilizi e supporti al settore commerciale e industriale, il comparto delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) sembra aver frenato, almeno temporaneamente.

A certificare l’andamento è l’Osservatorio FER di ANIE Rinnovabili, basato sui dati di Terna. Il documento mette in luce il cambiamento di passo, che molti osservatori interpretano come fisiologico, in attesa di una nuova spinta, magari proveniente dai grandi impianti utility scale.

La produzione: più solare, meno idrico e vento

Nonostante le nuove installazioni, la produzione complessiva da fonti rinnovabili nel primo trimestre dell’anno si attesta a 25,836 TWh, in calo dell’8,6% rispetto al primo trimestre 2024.

La flessione è generalizzata, tranne che per il fotovoltaico che cresce del 14%, confermando la sua resilienza e l’importanza strategica. Le condizioni meteo piuttosto favorevoli hanno certamente aiutato, ma il trend è anche figlio della continua espansione della capacità installata.

La produzione nazionale

Nel complesso, le rinnovabili hanno coperto il 33% del fabbisogno elettrico nazionale, in calo rispetto al 36% dell’anno precedente. Tuttavia, l’Osservatorio fa notare come questa quota sia destinata ad aumentare con l’arrivo dei mesi estivi, fino a poter superare nuovamente la soglia del 40% come accaduto nel 2024.

Fotovoltaico: bene i grandi impianti, in calo residenziale e PMI

Il fotovoltaico continua dunque a dominare la scena, con 1.244 MW installati tra gennaio e marzo. Tuttavia, rispetto al primo trimestre del 2024, la crescita è in calo del 19%. La flessione colpisce in particolare i segmenti più piccoli: -39% per il residenziale, -30% per il comparto commerciale e industriale.

Una battuta d'arresto che può essere letta anche alla luce della conclusione di alcuni incentivi statali, come il Superbonus, e delle incertezze normative che hanno rallentato nuovi investimenti.

Crescono invece i grandi impianti fotovoltaici su scala utility, che segnano un aumento del 4% per le potenze tra 1 e 10 MW e del 28% per quelle oltre i 10 MW. Un segnale che gli investimenti strutturati su larga scala stanno riprendendo vigore, forse in previsione di una maggiore stabilità regolatoria e di nuove aste dedicate alle rinnovabili.

L’eolico cresce, trainato da marzo

Una delle sorprese positive arriva dal comparto eolico. Nel primo trimestre 2025, la nuova potenza installata è stata di 152 MW, con un picco significativo nel mese di marzo (148 MW). Rispetto al 2024, il comparto registra un incremento del 48%, un risultato che mostra la vitalità del settore nonostante alcune difficoltà legate a burocrazia e autorizzazioni.

L’eolico, soprattutto nel Sud e nelle Isole, resta un elemento fondamentale per la transizione energetica italiana. I segnali positivi potrebbero preludere a un ulteriore consolidamento, specie se accompagnati da semplificazioni normative tanto attese dagli operatori.

Idroelettrico stabile, bioenergie in calo

Le fonti rinnovabili tradizionali come idroelettrico e bioenergie mostrano andamenti differenti. Il primo, con 11 nuovi impianti e 5 MW di potenza, registra un incremento del 63% rispetto al primo trimestre del 2024. Sebbene i numeri assoluti restino contenuti, il segnale è incoraggiante.

Di contro, le bioenergie fanno segnare una netta contrazione: solo 3 MW installati, in calo del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che riflette le incertezze sul fronte delle politiche di sostegno e di un quadro ancora poco chiaro in termini di priorità ambientali e industriali.

Le sfide future: grandi impianti e semplificazione

Il rallentamento osservato nel 2025 non deve essere letto come un passo indietro, ma come una fase di assestamento: l’Italia continua a investire nelle fonti rinnovabili, anche se a un ritmo meno sostenuto rispetto al recente passato. Le rinnovabili in Italia hanno raggiunto una capacità complessiva di oltre 78 GW (78.050 MW), con quasi due milioni di impianti attivi. Una base solida, che ora necessita di nuove politiche e strumenti di governance per accelerare.

Le grandi centrali utility scale, che stanno crescendo, potrebbero diventare la nuova frontiera dell’accumulazione di energia e dell’efficienza produttiva, a patto che si riescano a superare i colli di bottiglia autorizzativi. Anche il tema dell’integrazione con i sistemi di accumulo e la digitalizzazione delle reti rappresenta un tassello fondamentale per garantire stabilità e flessibilità al sistema elettrico.

Con la giusta combinazione di investimenti pubblici e privati, l’Italia può confermare il proprio ruolo da protagonista nella decarbonizzazione europea.

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energie rinnovabili

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