Rinnovabili da record nel 2025: crescita senza precedenti in Ue
L’Unione europea accelera sulla transizione energetica, ma la strada è tutt’altro che spianata. Dietro la crescita attesa di 89 gigawatt nel 2025 si nascondono fragilità normative, freni industriali e ritardi nei permessi. Riviste al ribasso le stime di crescita.

L’anno 2025 si preannuncia come una tappa decisiva nel percorso energetico dell’Unione Europea. Secondo le previsioni della Commissione Europea, il vecchio continente è pronto a registrare un nuovo massimo storico nell'espansione delle fonti rinnovabili: si stimano 89 gigawatt (GW) di nuova potenza installata in soli dodici mesi, quando nel 2024 la nuova capacità solare è stata di 65,5 GW e quella eolica di € 12,9 GW. Un traguardo che, se raggiunto, rappresenterebbe non solo un successo simbolico, ma anche una spinta concreta verso gli ambiziosi obiettivi climatici fissati per il 2030.
Questa crescita sarà trainata principalmente dal fotovoltaico, con 70 GW previsti, mentre l’eolico contribuirà con ulteriori 19 GW. Si tratta di numeri superiori a quelli già notevoli del 2024, che si era chiuso con circa 78 GW di nuove installazioni (di cui 65,5 GW da solare e 12,9 GW da eolico).
La spinta del fotovoltaico: entusiasmo e timori
Il solare continua a essere il grande protagonista della transizione energetica europea. In particolare, la tecnologia fotovoltaica ha dimostrato una notevole adattabilità ai contesti urbani e agricoli, con applicazioni sempre più capillari sia nei grandi impianti a terra che sui tetti degli edifici. Tuttavia, nonostante l’ottimismo iniziale, alcuni segnali lasciano intravedere una fase di raffreddamento.
Organizzazioni di settore come SolarPower Europe, stanno già rivedendo al ribasso le proprie stime per il 2025 e il motivo sono le politiche in alcuni Stati membri che rischiano di ostacolare il mercato. In Francia, ad esempio, è stata annunciata la riduzione degli incentivi per il fotovoltaico residenziale, un settore che negli ultimi anni aveva trainato l’espansione dell’energia solare.
Questo ha generato timori diffusi. Il 2024 ha già mostrato un forte rallentamento della crescita del fotovoltaico, con un incremento contenuto al 4%, molto lontano dal sorprendente +50% registrato nel 2023. Se queste dinamiche dovessero proseguire, il target dei 70 GW nel 2025 potrebbe rivelarsi irraggiungibile.
L’eolico tra ambizioni e ostacoli
Diversa, ma ugualmente complessa, la situazione del settore eolico. Dopo anni di sviluppo non sempre lineare, il vento sembra destinato a riprendere vigore nel 2025. La Commissione Europea prevede un incremento del 47% rispetto al 2024, un dato che segnalerebbe un netto cambio di passo. Tuttavia, il quadro non è privo di incognite.
I principali operatori del settore denunciano una serie di difficoltà strutturali: burocrazia, ritardi nei permessi, aumento dei costi e carenze nella supply chain sono solo alcune delle sfide che frenano i nuovi progetti. Il colosso danese Ørsted ha recentemente lanciato un allarme sulle difficoltà crescenti nella realizzazione di parchi eolici, specialmente offshore.
Anche l’associazione WindEurope è cauta: stima per il 2025 circa 17,4 GW di nuova capacità eolica installata, inferiore rispetto alle proiezioni della Commissione. Per restare in linea con gli obiettivi europei, sarebbe invece necessario raggiungere una media annuale di almeno 23 GW tra il 2025 e il 2030.
Politiche e strategie: l’UE cerca stabilità
Consapevole della necessità di accelerare, l’Unione europea ha introdotto diversi strumenti per sostenere il settore. Tra questi spicca il Piano d’Azione per l’energia eolica, volto a semplificare gli iter autorizzativi e a stimolare la competitività industriale. Parallelamente, la Commissione ha rafforzato il coordinamento tra gli Stati membri, con l’obiettivo di armonizzare normative e favorire l’integrazione delle rinnovabili nei sistemi energetici nazionali.
Ma non basta. Le rinnovabili, per poter crescere in maniera costante e sostenibile, hanno bisogno di un ecosistema favorevole: incentivi mirati, accesso al credito agevolato, infrastrutture moderne e una rete elettrica intelligente, capace di gestire la variabilità della produzione.
Obiettivi 2030: il tempo stringe
Tutti questi sforzi confluiscono verso un unico grande obiettivo: raggiungere il 42,5% di energia rinnovabile nei consumi finali entro il 2030, con una spinta opzionale fino al 45%. È una sfida ambiziosa, che richiede non solo investimenti consistenti, ma anche un cambio di mentalità nella pianificazione energetica e urbana.
Affinché l’Europa riesca a rimanere sulla giusta traiettoria, servirà installare mediamente 84 GW di capacità rinnovabile all’anno nel periodo 2023-2030. Il 2025, dunque, rappresenta un anno cruciale per testare la tenuta del sistema, la coerenza delle politiche e la resilienza delle filiere produttive.
Il futuro delle rinnovabili
Le stime di crescita per il 2025 raccontano una storia positiva, ma non bastano da sole a garantire il successo della transizione energetica. Servono interventi strutturali per rendere stabile e duratura questa accelerazione: semplificare le procedure autorizzative, potenziare le reti elettriche, sostenere l’industria europea delle rinnovabili e proteggere gli investimenti a lungo termine. L’Europa ha gli strumenti e le competenze per guidare questo cambiamento, ma la volontà politica e la coerenza delle scelte faranno la differenza.
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