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Energia elettrica a giugno: scendono le rinnovabili e salgono i prezzi

Lo scarso contributo delle energie rinnovabili, eolico in primis, ha spinto verso un ritorno delle fonti fossili. Questa dinamica, in aggiunta all'aumento del gas e all'incremento dei consumi in estate, porta a bollette più pesanti: come difendersi dai rincari?

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

cala la produzione da fonti rinnovabili
La minor produzione da rinnovabili contribuisce all'aumento dei prezzi della luce.

L'impatto delle energie rinnovabili sulla formazione del prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica è in calo: ciò va a influenzare le quotazioni del costo della luce all'ingrosso, identificate dall'indice PUN Index GME. Entriamo nei dettagli per capire meglio quali sono le fonti energetiche amiche dell'ambiente che stanno soffrendo di più.

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Salgono solare e idroelettrico, soffre l’eolico

A giugno 2025, le fonti rinnovabili hanno coperto nel complesso il 55,7% della produzione elettrica in Italia. Il dato dello stesso periodo nel 2024 era pari al 64,4%, per un calo che tocca quindi l’8,7%. Questo risultato è dovuto all'andamento delle varie fonti impiegate:

  • l’energia eolica è in netta diminuzione, essendo arrivata ai livelli più bassi da settembre 2024;
  • il solare, al contrario, ha raggiunto il suo massimo storico mensile, con una crescita del 20,6% rispetto all'anno precedente;
  • risultati altrettanto positivi vengono fatti registrare dall'energia idroelettrica, che aumenta al Nord e in aree del Centro-Sud come Sardegna (41,1%) e Calabria (8,2%).

Il calo dell’eolico ha avuto conseguenze importanti sull’equilibrio complessivo tra le fonti: se la produzione dalle rinnovabili diminuisce, vuol dire che bisogna andare a trovare alternative che sostituiscano le energie verdi. Da qui si spiega il maggior uso degli impianti termoelettrici alimentati a gas, il cui impiego è salito del 42,3%, raggiungendo livelli che non si registravano dallo scorso aprile.

D’altra parte, i picchi di offerta rinnovabile (dovuto al maggior impatto di solare e termoelettrico) hanno portato, in alcune zone di Sud e Sicilia, a valori minimi orari di 1 €/MWh. Un fenomeno non del tutto nuovo, come dimostra quanto accaduto negli scorsi mesi, con la luce a costo zero il 1 maggio 2025.

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Come incide il calo delle rinnovabili sul prezzo della luce all’ingrosso?

Il PUN di luglio 2025 è in aumento: il valore raggiunto è di 111,78 €/MWh, con un cospicuo rialzo rispetto a maggio. Questo incremento è determinato da almeno tre fattori:

  • il calo della produzione da fonti rinnovabili descritto nel capitolo precedente, dovuto soprattutto a un minor utilizzo dell’eolico;
  • l’aumento della domanda dovuto al maggior uso di energia elettrica (a tal proposito, ecco alcuni consigli su come risparmiare sul condizionatore in estate);
  • l’incremento dei prezzi del gas, con la quotazione media dell’indice IG Index che tocca i 39,18 €/MWh.

In un periodo così incerto, allora, cosa possono fare gli utenti per cercare di arginare i rincari?

Le offerte a costo fisso per tenere a bada i prezzi

In periodi di aumenti repentini del PUN a essere penalizzate sono le tariffe indicizzate, ovvero quelle che variano mensilmente sulla base dei valori all’ingrosso. Per cercare di stabilizzare la spesa in bolletta, allora, si potrebbe cercare di bloccare l’andamento dei prezzi con un’offerta a costo fisso.

Gli esperti di Segugio.it sono alla continua ricerca delle alternative più convenienti del mercato libero, raccolte per te nelle pagine che vedi qui in basso:

Ulteriori proposte convenienti sono riassunte in questo elenco:

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