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Rincari bollette 2021: meno consumi ma aumentano i prezzi

Arera giustifica i nuovi prezzi di luce e gas con gli aumenti legati alla crescita delle quotazioni delle materie prime all’ingrosso, tornate sui livelli di un anno fa. Il Codacons sostiene come il crollo dei consumi abbia invece indotto gli operatori all’ingrosso ad una speculazione sui prezzi.

Pubblicato il 27/01/2021

Erano gli ultimi giorni del 2020 quando Arera annunciava che il nuovo anno si sarebbe aperto con un rialzo dei prezzi di luce e gas, e un conseguente rincaro in bolletta per le utenze domestiche in regime di maggior tutela, per la precisione +4,5% per l’energia e +5,3% per il gas.

I motivi degli aumenti sono una crescita del prezzo della materia prima energia: nel quarto trimestre 2020 il Prezzo Unico Nazionale dell'energia elettrica risulta infatti in aumento di circa il 15% rispetto al terzo trimestre, tornando in linea con il livello medio del corrispondente trimestre del 2019. Alla fine dei conti, la crescita dei prezzi della materia prima energia impatta del +4% sul prezzo finale per la famiglia tipo, mentre quella della materia prima gas naturale impatta del +4,9%.

Un aumento che contrasta con l’effettiva domanda, che nei primi 11 mesi del 2020 registra un calo complessivo vicino al 6% per la luce rispetto allo stesso periodo del 2019 e del 7% per il gas.

L’esposto del Codacons

Le dichiarazioni di Arera che hanno accompagnato l’annuncio degli aumenti non hanno lasciato indifferenti le Associazioni dei consumatori. Lo stesso Codacons sta preparando un ricorso al Tar della Lombardia, denunciando come gli aumenti delle tariffe siano irragionevoli, causati con probabilità da “speculazioni sui mercati all’ingrosso, vietate dal nostro ordinamento”.

La stessa Arera giustifica i nuovi prezzi con “gli aumenti legati alla crescita delle quotazioni delle materie prime energetiche e le alte quotazioni delle materie prime all’ingrosso, tornate sui livelli di un anno fa”. Gli aumenti tariffari contrasterebbero quindi con i consumi energetici, che nel 2020 sono calati complessivamente del 41%, mentre quelli del gas del 7%: un vero e proprio crollo dei consumi, che a detta del Codacons avrebbe provocato per reazione una speculazione sui prezzi da parte degli operatori all’ingrosso.

La seconda questione: il mercato libero dell’energia

Ma il Codacons non minaccia il ricorso al Tar solo a causa del rincaro di luce e gas dei prossimi tre mesi, perché sul banco d’accusa c’è anche un’altra questione: il passaggio al libero mercato.

Lo scorso 1 gennaio è stata una data decisiva per le piccole e micro imprese, con la fine del mercato tutelato e il passaggio obbligatorio al mercato libero di luce e gas. Riguardo a questo, l’Associazione ha presentato una diffida ad Arera così motivata: “da mesi oramai si sono affacciati sul mercato dell’energia operatori, anche piccoli, che bersagliano consumatori e imprese con offerte e promozioni, le quali nascondono spesso trappole e una non reale convenienza rispetto al mercato tutelato. Una strategia commerciale aggressiva tesa ad acquisire clientela, senza però garantire reali capacità, qualità del servizio e correttezza verso consumatori e imprese”.

La richiesta da parte del Codacons è di creare un albo dei venditori virtuosi con il supporto delle Associazioni dei consumatori, così da includere nell’elenco delle società che possono vendere energia e gas solo quelle realmente accreditate e che praticano condizioni di vendita nel pieno rispetto delle leggi.

La minaccia, se non si procederà in questo modo, è il rinvio ulteriore della fine del mercato tutelato, proprio al fine di garantire i consumatori dal rischio di un mercato libero senza alcun reale riferimento.

Come recuperare con la convenienza delle tariffe

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A cura di: Paola Campanelli
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