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Bollette: in Italia si paga il triplo che in Europa? Cosa c’è di vero

Sono in molti a dire che le bollette in Italia costano molto di più rispetto agli altri Paesi europei. Alcuni player del settore energetico vanno contro questa narrativa, puntando l'attenzione sulle sfide legate alla sostenibilità ambientale ed economica.

A cura di: Francesco Ursino
A cura di: Esperto di mercati energetici e telefonia
Laureato in Economia Aziendale e Marketing, scrive contenuti per il web, contribuendo alla crescita di aziende e realtà editoriali di tutta Italia. Collabora con Segugio.it dal 2019.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 2 minuti
Pubblicato 22/07/2025
bollette luce e gas su un tavolo con calcolatrice e salvadanaio
Siamo davvero il Paese europeo con le bollette più alte? Secondo alcuni, non è così.

Il recente report ARERA 2025 ha certificato che le bollette di luce e gas in Italia sono tra le più care d’Europa. Secondo alcuni, però, la situazione non è così "tragica" come potrebbero suggerire i numeri.

Enel avvisa: diffidare da chi vuole creare confusione

Tra le figure che non credono alla narrativa delle “bollette più alte d’Europa” c’è Flavio Cattaneo, amministratore delegato Enel, che in occasione dell’evento “Stati generali dell’energia di Forza Italia” ha esposto il suo autorevole punto di vista. Il dirigente si è esposto con un’affermazione chiara: “Il costo non è triplo o quadruplo rispetto all’Europa, chi lo dice crea soltanto confusione. Il costo dell’energia in Italia è di 34,5 centesimi KWh e in Europa di 31 centesimi KWh”.

Per cercare di abbassare i prezzi, la ricetta è quella di puntare a una maggior competitività del sistema Paese sul piano internazionale. Un obiettivo che passa dalla sempre minor dipendenza da fornitori esteri. Su questo è intervenuto Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, che ha sottolineato: “Con un piano di investimenti di oltre 22 miliardi in Italia, il nostro gruppo ha abbracciato questa sfida, puntando sul potenziamento delle reti, con circa 16 miliardi, e su rinnovabili e sistemi di accumulo, per promuovere concretamente la transizione e la sicurezza energetica del Paese.”

Sfruttare il potenziale italiano per ridurre la dipendenza energetica: la ricetta di A2A

Nella discussione si inserisce anche Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A Energia, che sottolinea il grande potenziale del nostro Paese: “Abbiamo acqua, sole, vento, rifiuti, un potenziale enorme che potrebbe consentirci di arrivare al 60% di autonomia, partendo dall’attuale 25%, se si accelera sulle rinnovabili”.

La strada sembra essere quella di investire con decisione sulle energie rinnovabili: “Fotovoltaico ed eolico sono oggi tecnologie mature, affidabili e relativamente economiche e, insieme all’idroelettrico, hanno un ruolo importante per il processo di decarbonizzazione e anche per stabilizzare i prezzi.

Il ruolo della politica

Oltre alle imprese del settore, un ruolo centrale è giocato dalla politica a livello nazionale e comunitario. Non è un caso, allora, che il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto si sia espresso in questi termini: “La competitività e l’energia rappresentano due priorità assolute. Con la recente proposta di modernizzazione della politica di coesione, abbiamo offerto agli Stati membri la possibilità di utilizzare le risorse europee in modo più flessibile, per rispondere alle nuove esigenze dei territori.”.

Come combattere il caro bollette?

Quelle descritte finora sono le manovre dei fornitori di energia e della politica per cercare di far fronte alle complesse dinamiche del settore energetico. I consumatori, nel loro piccolo, come possono agire per ridurre le bollette di luce e gas? Una buona pratica è sicuramente quella di prendere visione di tutte le alternative disponibili sul mercato libero.

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