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Come funziona la nuova etichetta energetica per smartphone e tablet?

Dal 20 giugno scorso è scattato l'obbligo per i produttori di smartphone e tablet di allegare la nuova etichetta energetica. Tra le informazioni segnalate, oltre a quelle sull'efficienza nei consumi, anche diversi focus su riparabilità, durata della batteria e non solo.

A cura di: Francesco Ursino
A cura di: Esperto di mercati energetici e telefonia
Laureato in Economia Aziendale e Marketing, scrive contenuti per il web, contribuendo alla crescita di aziende e realtà editoriali di tutta Italia. Collabora con Segugio.it dal 2019.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 2 minuti
Pubblicato 11/07/2025
etichetta energetica smartphone e tablet
Arriva la nuova etichetta energetica per smartphone e tablet.

Il 20 giugno 2025 ha segnato l’arrivo di una piccola rivoluzione nell’elettronica di consumo all’interno dell’Unione Europea. In quella data è stato introdotto infatti il sistema di etichettatura energetica di smartphone e tablet, del tutto simile a quello già proposto per elettrodomestici come televisori e condizionatori. Scopriamo allora come sono fatte le nuove etichette.

Come è fatta l’etichetta energetica di smartphone e tablet?

Vediamo subito da quali elementi saranno composte le nuove etichette energetiche di smartphone e tablet:

  1. nell’angolo superiore destro è presente un QR Code che, se inquadrato, rimanda alla banca dati europea EPREL, dove è possibile consultare le varie specifiche del device;
  2. in alto sulla sinistra si ritrova il consueto elenco delle varie classi energetiche, in questo caso dalla G (la meno efficiente) alla A (la più efficiente);
  3. a destra, in corrispondenza con la colonnina di sinistra, verrà indicato il segmento di riferimento del prodotto;
  4. nella zona centrale viene invece segnalata la durata completa di un ciclo di carica, espressa in ore e minuti;
  5. nella parte inferiore, da sinistra verso destra, ulteriori indicazioni su resistenza alle cadute, riparabilità, cicli di batteria previsti prima che la capacità scenda sotto l’80%, protezione da agenti esterni (polvere e acqua). I primi due parametri elencati vengono espressi con un giudizio che va dalla classe E (la peggiore) alla A (la migliore).

Oltre alla nuova etichetta energetica, il Regolamento UE 2023/1670 impone ai produttori attivi nell’Unione Europea di:

  • garantire aggiornamenti software per la sicurezza per almeno cinque anni;
  • assicurare la disponibilità di pezzi di ricambio per almeno sette anni;
  • fare in modo che le componenti di ricambio arrivino ai riparatori entro 5-10 giorni lavorativi dalla data dell’ordine.

In aggiunta, vanno segnalati i requisiti di progettazione ecocompatibile stabiliti dal Regolamento UE 2023/1670, per un’ulteriore garanzia di qualità e sostenibilità ambientale.

Come sono le etichette degli altri dispositivi elettronici?

Le etichette cambiano a seconda del tipo di apparecchio. Per i televisori, ad esempio, è prevista la scala dalla G alla A, insieme ad altre informazioni come il consumo annuo in kWh (equivalente a 1.000 ore di utilizzo). Lo stesso vale per i frigoriferi, che indicano inoltre la rumorosità in decibel e la capienza massima.

Qual è la situazione in Italia?

Il recepimento delle direttive europee e l’adozione della nuova etichetta energetica sembra siano state accolte come priorità per gli operatori in Italia. Aziende come TIM, Fastweb, Iliad, WINDTRE e Vodafone Italia mostrano dal 20 giugno scorso le etichette di sostenibilità per gli smartphone venduti sui loro siti ufficiali.

Ciò vale anche per i negozi fisici dei fornitori. Negli store, infatti, l’etichetta deve essere esposta accanto a ogni dispositivo in vendita, e consegnata insieme alla confezione nel momento dell’acquisto.

Gli obiettivi della UE per le nuove etichette energetiche

Questa nuova iniziativa della Commissione Europea dovrebbe assicurare, secondo fonti UE, una cospicua riduzione dei rifiuti elettronici e una maggiore efficienza nei consumi. Traducendo il tutto in numeri, si stima che entro il 2030 il pacchetto di misure appena varato porterà a risparmi di energia per 14 TWh, per benefici economici quantificabili in 20 miliardi di euro.

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