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Come funziona la nuova etichetta energetica per smartphone e tablet?

Dal 20 giugno scorso è scattato l'obbligo per i produttori di smartphone e tablet di allegare la nuova etichetta energetica. Tra le informazioni segnalate, oltre a quelle sull'efficienza nei consumi, anche diversi focus su riparabilità, durata della batteria e non solo.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

etichetta energetica smartphone e tablet
Arriva la nuova etichetta energetica per smartphone e tablet.

Il 20 giugno 2025 ha segnato l’arrivo di una piccola rivoluzione nell’elettronica di consumo all’interno dell’Unione Europea. In quella data è stato introdotto infatti il sistema di etichettatura energetica di smartphone e tablet, del tutto simile a quello già proposto per elettrodomestici come televisori e condizionatori. Scopriamo allora come sono fatte le nuove etichette.

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Come è fatta l’etichetta energetica di smartphone e tablet?

Vediamo subito da quali elementi saranno composte le nuove etichette energetiche di smartphone e tablet:

  1. nell’angolo superiore destro è presente un QR Code che, se inquadrato, rimanda alla banca dati europea EPREL, dove è possibile consultare le varie specifiche del device;
  2. in alto sulla sinistra si ritrova il consueto elenco delle varie classi energetiche, in questo caso dalla G (la meno efficiente) alla A (la più efficiente);
  3. a destra, in corrispondenza con la colonnina di sinistra, verrà indicato il segmento di riferimento del prodotto;
  4. nella zona centrale viene invece segnalata la durata completa di un ciclo di carica, espressa in ore e minuti;
  5. nella parte inferiore, da sinistra verso destra, ulteriori indicazioni su resistenza alle cadute, riparabilità, cicli di batteria previsti prima che la capacità scenda sotto l’80%, protezione da agenti esterni (polvere e acqua). I primi due parametri elencati vengono espressi con un giudizio che va dalla classe E (la peggiore) alla A (la migliore).

Oltre alla nuova etichetta energetica, il Regolamento UE 2023/1670 impone ai produttori attivi nell’Unione Europea di:

  • garantire aggiornamenti software per la sicurezza per almeno cinque anni;
  • assicurare la disponibilità di pezzi di ricambio per almeno sette anni;
  • fare in modo che le componenti di ricambio arrivino ai riparatori entro 5-10 giorni lavorativi dalla data dell’ordine.

In aggiunta, vanno segnalati i requisiti di progettazione ecocompatibile stabiliti dal Regolamento UE 2023/1670, per un’ulteriore garanzia di qualità e sostenibilità ambientale.

Come sono le etichette degli altri dispositivi elettronici?

Le etichette cambiano a seconda del tipo di apparecchio. Per i televisori, ad esempio, è prevista la scala dalla G alla A, insieme ad altre informazioni come il consumo annuo in kWh (equivalente a 1.000 ore di utilizzo). Lo stesso vale per i frigoriferi, che indicano inoltre la rumorosità in decibel e la capienza massima.

Qual è la situazione in Italia?

Il recepimento delle direttive europee e l’adozione della nuova etichetta energetica sembra siano state accolte come priorità per gli operatori in Italia. Aziende come TIM, Fastweb, Iliad, WINDTRE e Vodafone Italia mostrano dal 20 giugno scorso le etichette di sostenibilità per gli smartphone venduti sui loro siti ufficiali.

Ciò vale anche per i negozi fisici dei fornitori. Negli store, infatti, l’etichetta deve essere esposta accanto a ogni dispositivo in vendita, e consegnata insieme alla confezione nel momento dell’acquisto.

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Gli obiettivi della UE per le nuove etichette energetiche

Questa nuova iniziativa della Commissione Europea dovrebbe assicurare, secondo fonti UE, una cospicua riduzione dei rifiuti elettronici e una maggiore efficienza nei consumi. Traducendo il tutto in numeri, si stima che entro il 2030 il pacchetto di misure appena varato porterà a risparmi di energia per 14 TWh, per benefici economici quantificabili in 20 miliardi di euro.

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