Metano: urge intervento Governo nei trasporti
Assogasmetano e Federmetano, che hanno avviato una petizione per spingere il Governo ad aiutare la mobilità, chiedono la riduzione dell’IVA dal 22 al 5 per cento anche per il metano ad uso autotrazione e un credito d’imposta alle aziende di trasporto che utilizzano veicoli a gas naturale.

Il metano è alle stelle e le varie associazioni di categoria lanciano appelli affinché il Governo corra ai ripari per ridare una prospettiva a un mercato che, alla fine degli anni Ottanta, veniva pubblicizzato come la soluzione ideale, come risparmio energetico, ambientale e sostenibile. La paura è che il suo appeal, a seguito della fiammata dei prezzi e delle incerte prospettive sugli approvvigionamenti, si stia sgretolando. Ne è una significativa prova, tra le altre, il deciso arretramento accusato lo scorso anno (soprattutto negli ultimi mesi) dalle vendite di auto alimentate a metano (-0,61%), quando il nostro Paese è tra i principali mercati per questo tipo di propellente nella mobilità.
Il comparto dell’autotrazione per ora senza aiuti
La corsa dei prezzi, dallo scorso ottobre, quando sono aumentati i problemi di immagazzinamento (cui, più recentemente, si è aggiunta la guerra Ucraina-Russia), ha rapidamente avuto forti ripercussioni nel comparto dell’autotrazione. Per mesi i responsabili di Assogasmetano e Federmetano hanno sollecitato l’attenzione del Governo sulla crisi attraversata dal settore ma, nonostante questa intensa attività di dialogo, al momento non è stato predisposto alcun tipo di sostegno. Le due associazioni, per questo motivo e con l’intenzione di dare voce agli utenti, hanno lanciato una petizione online. Il loro obiettivo dichiarato è quello di spronare l’Esecutivo ad agire per tutelare il settore del gas naturale per autotrazione e chi ha scelto la mobilità a metano.
Confcommercio chiede abbattimento dell’Iva e delle accise
A dare loro man forte è intervenuta recentemente Confcommercio, sottolineando come sugli autotrasportatori italiani pesi il raddoppio registrato dal costo del metano per autotrazione e una maggiore spesa annua per il gasolio di circa 10mila euro per ciascun mezzo pesante. Per questo, sostengono, sono urgenti misure strutturali, così come interventi sulla fiscalità energetica a favore delle imprese del terziario, come la riduzione dal 22% al 10% dell’aliquota IVA sulle bollette elettriche - allineandola a quella già prevista per gli altri settori e per le famiglie - e del peso di accise e IVA sui carburanti. Confcommercio, inoltre, invita il Governo a valutare attentamente l’impatto del pacchetto europeo ‘Fit for 55’ in termini di costi di transizione.
Il peso del settore metano nell’economia del Paese
Le richieste al Governo di Assogasmetano e Federmetano sono, in qualche modo, più audaci: puntano, in particolare, alla riduzione dell’IVA dal 22% al 5% anche per il metano a uso autotrazione (già per altro accordata agli altri usi di gas civile e industriale) e a un credito d’imposta alle aziende di trasporto che utilizzano veicoli a gas naturale. Le due associazioni sottolineano da tempo le gravi ripercussioni che l’attuale crisi dei prezzi sta avendo su un comparto che conta oltre un milione di veicoli a gas naturale circolanti nel Paese, 1500 stazioni di rifornimento e circa 20mila lavoratori che operano nella filiera del metano per autotrazione (oltre a coloro che operano per assicurare la sostenibilità economica, energetica e ambientale del Paese).
Non secondario il metano nella transizione ecologica
Da ottobre automobilisti, autotrasportatori, così come le aziende del trasporto pubblico locale (in molte hanno infatti scelto il metano per i nuovi mezzi), sono arrivati a pagare il pieno anche oltre tre volte il costo solitamente affrontato a settembre. A suffragio della loro posizione, Assogasmetano e Federmetano sottolineano anche l’importante ruolo che questo prodotto riveste nella fase di transizione ecologica, rilevando che oggi già il 30% di metano distribuito è generato da fonti rinnovabili (biometano). Tra le intenzioni delle associazioni di categoria, infatti, c’è quello di spronare le Istituzioni ad adottare misure per tutelare sia gli operatori del settore sia coloro che hanno riposto fiducia nella mobilità sostenibile, ovvero l’alimentazione a metano.
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