Mercato Telco: nel 2023 calano ricavi, investimenti e occupazione
Il settore Telco, secondo il rapporto AGCOM 2024, presenta alcune criticità. Il calo di ricavi, investimenti e occupazione certifica un periodo complesso al quale si accompagna la richiesta, da parte degli utenti, di tecnologie sempre più avanzate. Ecco tutti i dettagli.
Il rapporto AGCOM 2024 sul settore delle telecomunicazioni fotografa una situazione non del tutto positiva. Investimenti e ricavi, infatti, sono in calo, con conseguenti ricadute sull’occupazione.
La situazione generale del mercato delle comunicazioni in Italia
Prima di addentrarci nelle tematiche più importanti dell’analisi AGCOM, riassumiamo le cifre e le dinamiche relative al mercato Telco in Italia nel 2023:
| Voce | Valore 2023 | Variazione vs 2022 |
|---|---|---|
| Ricavi complessivi Tlc | 26,8 miliardi € | -2,9% |
| Ricavi rete fissa | 13,5 miliardi € | -4,4% |
| Ricavi rete mobile | 13,3 miliardi € | -1,1% |
| Investimenti settore Tlc | 8,3 miliardi € | -5,6% |
| Occupazione settore Tlc | 79.200 addetti | -3,4% (−2.800 unità) |
| Traffico dati fisso | 91.100 PB | +9,4% |
| Traffico dati mobile | 41.700 PB | +11,2% |
| Media consumo per linea fissa | 220 GB/mese | +10,6% |
| Media consumo per SIM mobile | 26 GB/mese | +11,6% |
| Penetrazione fibra FTTH+FWA | 44,5% | +11,9 p.p. vs 2021 |
| Penetrazione 5G | 38% | - |
Calano i ricavi del settore Telco
Guardando ai ricavi del settore, il dato complessivo del 2023 è di 26,8 miliardi di euro, in calo del 2,9% rispetto al 2022. Il segmento che soffre maggiormente è quello della rete fissa, che registra una diminuzione del 4,4%; va meglio il mobile, che limita i danni all’1,1%.
La causa principale di questo quadro negativo è da ricercare, secondo AGCOM, nella maggior concorrenza tra gli operatori, che ha portato a una compressione dei prezzi dei vari servizi offerti – e perciò dei margini. Nella tabella seguente, a tal proposito, vengono riportate le quote di mercato per ricavi delle principali compagnie:
| Operatore | Quota di mercato |
|---|---|
| TIM | 40,1% |
| Vodafone | 26,2% |
| Wind Tre | 13,3% |
| Fastweb | 9,0% |
| Altri (incl. Iliad, Sky, OF) | 11,4% |
Come si può notare, TIM detiene la porzione più significativa con il 40,1%, seguita da Vodafone con il 26,2%. WindTre occupa il 13,3% del mercato, mentre Fastweb ha una quota del 9,0%. Infine, la categoria "Altri", che comprende attori come Iliad e Sky, rappresenta il 11,4% del mercato.
Per gli utenti finali, però, la serrata competizione tra operatori non è una notizia del tutto negativa. Basta guardare alle offerte 5G per verificare la presenza di soluzioni convenienti e adatte alle proprie necessità.
Si riducono gli investimenti
Se i ricavi diminuiscono, lo stesso fanno gli investimenti. La battuta d’arresto nel 2023 arriva dopo due anni di crescita piuttosto notevole. Il dato parla di una contrazione del 5,6%, passando da un totale di 8,8 miliardi di euro a 8,3 miliardi di euro.
Si tratta di uno scenario sul quale puntare l’attenzione. Meno investimenti corrispondono a una limitata innovazione tecnologica e a un minor sviluppo delle infrastrutture. In un momento nel quale l’Italia avrebbe bisogno di rafforzare la rete digitale per centrare gli obiettivi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), non è certo di una buona notizia.
A proposito di tecnologia, va detto che è ormai in atto il definitivo spostamento degli utenti verso reti capaci di garantire performance elevate. Le linee che usano sezioni in rame sono ormai meno del 20%, mentre le tecnologie FTTH ed FWA arrivano a una quota del 44,5%, in crescita del 32,6% rispetto al dato di fine 2021. Nella rete mobile il 5G arriva al 38%, ancora in minoranza rispetto al 4G.
Frena l’occupazione
Le aziende che guadagnano e investono di meno hanno bisogno di meno dipendenti. Potrebbe spiegarsi così il calo occupazionale che ha registrato il settore Telco nel 2023, sintetizzabile nella perdita di 2.800 posti di lavoro; la variazione è del -3,5% rispetto al 2022. Secondo AGCOM, tale dinamica rientrerebbe nel processo di “razionalizzazione dei costi” portato avanti da diversi operatori.
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