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Luce e Gas: come funziona il servizio di ultima istanza

A cura di: Tiziana Casciaro
A cura di: Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia
È una giornalista che si occupa prevalentemente di attualità, finanza e risparmio: collabora con Segugio.it, trattando di prestiti, mutui, mercati energetici e telefonia.

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Tempo di lettura 2 minuti
Pubblicato 09/03/2020
Luce e Gas: come funziona il servizio di ultima istanza

Il servizio di ultima istanza è una procedura che viene attivata dal distributore, competente localmente, nei casi in cui un cliente finale si trovi senza fornitore. In questi casi si resta, ad esempio, collegati alla rete e si continua a prelevare il gas. Si tratta di un provvedimento adottato per scongiurare problemi e disagi a chi vive in casa. La fornitura del gas, in questi casi, viene assegnata a un fornitore specifico selezionato dall’Acquirente Unico mediante una gara.

L'avvento del mercato libero

Con il mercato libero i consumatori hanno l’opportunità di scegliere tra le offerte commerciali, proposte da soggetti privati, per le forniture di luce e gas, senza che l’autorità pubblica intervenga sui prezzi. Ognuno può dunque optare per il fornitore e la tariffa che più ritiene adatta alle proprie esigenze.

In alcuni casi si ricorre al servizio di ultima istanza per luce e gas (FUI), una procedura che può essere attivata dal distributore locale per garantire il prosieguo nella fornitura quando non si ha una compagnia da cui fare rifornimento sia per uno che per entrambi i servizi.

La "missione" che si intende raggiungere, mediante la delibera numero 418/2014/R/Gas, è fare in modo che gli utenti non subiscano disagi: questa procedura viene, infatti, attivata quando la situazione non avviene per volontà dei soggetti coinvolti. Può succedere nei casi in cui una compagnia fallisca. In queste circostanze l’utente può continuare a consumare energia in attesa di scegliere la nuova società con cui stipulare il nuovo contratto di fornitura.

Come funziona il servizio di ultima istanza

Il distributore può assicurare il servizio di ultima istanza pure a più famiglie che abitano vicino e che si trovano a fare i conto con lo scoperto. È compito, infatti, del distributore informare – mediante una comunicazione – gli utenti su quanto sta avvenendo.

Il nuovo fornitore, che andrà a prendere il posto di quello che non risulta più attivo, viene scelto mediante una procedura pubblica e trasparente. Tale operazione viene aggiornata ogni due anni affinché più fornitori possano avere questa opportunità. Previste otto graduatorie, per ciascuna delle aree geografiche italiane.

Il servizio di ultima istanza non è però aperto a tutti. Non ne fanno parte, ad esempio, i grandi clienti, ossia coloro (consumatori sia pubblici che privati) che hanno consumi annui molto alti.

Servizio di ultima istanza o di default: cosa cambia?

L’attivazione della FUI può avvenire nei casi in cui fallisca un’azienda con cui era stato sottoscritto il contratto per la luce e il gas di casa. Differente, invece, il servizio di default, che si attiva quando la compagnia interrompe il servizio per il mancato pagamento delle bollette. Parliamo ad esempio di utenti morosi.

La procedura di default non avviene in maniera automatica. L’azienda si attiva nel momento in cui i solleciti non hanno spinto l’utente a regolarizzare la propria posizione. In caso poi di eventuali problemi nell’operazione di sospensione del servizio, si avvierà la cessazione amministrazione. Naturalmente il servizio di default ha una sua durata; l’obiettivo è solo quello di fare in modo che il cliente saldi il suo “debito”. Il tempo massimo è di sei mesi.

Servizio di ultima istanza: quanto costa?

Anche se si tratta di una situazione limitata nel tempo, quando si beneficia del Servizio di Ultima, ci sono dei costi. Il cliente è tenuto a rispettare delle condizioni sebbene la procedura non sia dovuta ad una sua mancanza. Il costo del corrispettivo luce e/o gas viene stabilito dall'ARERA, che si atterrà a quanto disposto dal mercato tutelato.

Passati i primi sei mesi, si passa ad una tariffa più alta. Infatti, oltre a quanto stabilito dal regime di maggior tutela, si dovrà sommare un parametro deciso dalla società quando è scattata l’attivazione del FUI.

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gas luce mercato libero

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