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La Commissione europea prepara il piano d’azione verso l’indipendenza energetica

Dal tetto ai prezzi del gas al razionamento coordinato dei consumi, fino alla riduzione della domanda in nome di un patto di solidarietà verso i Paesi più colpiti e alla rapida transizione verso l’energia pulita. Le misure emergenziali sono contenute nel documento del REPowerEu.

Pubblicato il 26/05/2022
tubi del gas di una centrale con sfondo cielo
Piano per l'indipendenza energetica

Sono tanti i punti che trovano spazio nel piano di emergenza dell’Ue presentato lo scorso 18 maggio per proteggersi dal caro prezzi e intervenire contro il rischio sempre più tangibile di un’interruzione delle forniture di gas dalla Russia.

Dal tetto ai prezzi del gas al razionamento coordinato dei consumi, fino alla riduzione della domanda in nome di un patto di solidarietà verso i Paesi più colpiti e alla necessaria transizione rapida verso l’energia pulita, le misure emergenziali sono tutte contenute nel documento del REPowerEu: azione europea comune per un'energia più sicura, più sostenibile e a prezzi più accessibili.

Un intervento necessario alla luce degli sviluppi del conflitto russo-ucraino, che mira a ridurre di due terzi le forniture di gas e di altri combustibili fossili entro la fine di questo anno, fino a rinunciare completamente alla dipendenza dalla Russia entro il 2027. Vediamo i punti principali del piano.

Il razionamento coordinato

In caso di ulteriori interruzioni del gas verso più Stati membri, scatterà il principio di solidarietà applicata attraverso una riduzione della domanda di gas negli Stati membri meno colpiti a vantaggio di quelli più colpiti che si trovano in emergenza, anche nel caso in cui il razionamento non fosse stato effettuato sulla base del piano nazionale di emergenza.

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Il tetto al prezzo del gas

Se ne parla da un po’ di tempo e riguarda la possibilità di fissare un limite massimo al prezzo del gas sulle borse europee, ma soltanto “in caso di un’interruzione improvvisa, su larga scala o addirittura totale, delle forniture di gas russo”. Un punto controverso, che secondo gli esperti della Commissione europea non deve peggiorare l’accesso dell’Ue alle forniture di gas e GNL.

Regolamento più stringente contro la volatilità dei prezzi in borsa

L’ipotesi, collegata al punto precedente, è limitare la speculazione e la formazione dei prezzi durante questo scenario di perturbazione, fissando il prezzo sulle borse europee secondo un limite che può intervenire a diversi livelli della catena del valore del gas. Tuttavia, la sfida sarà quella di non peggiorare l’accesso alle forniture, perché in una situazione delicata come quella in corso potrebbe avere un impatto negativo sull’equilibrio tra domanda e offerta e “limitare automaticamente il potenziale di riduzione della domanda di gas determinata dai prezzi”.

Proroga alla tassazione degli extra profitti

Quello che il documento definisce “misure fiscali intese a catturare alcuni dei rendimenti ottenuti da determinati produttori di energia elettrica” non è nient’altro che la proroga della tassazione degli extra-profitti per le società energetiche, anche con l’intento di stabilire un regolamento più stringente contro la volatilità dei prezzi in Borsa, rivedendo le regole di negoziazione interne. La disposizione che riguarda la tassa sugli extraprofitti delle società energetiche era contenuta nel pacchetto di misure contro l’aumento dei costi, che prevede un innalzamento della tassazione provvisoria dal 10 al 25% per il periodo ottobre 2021- aprile 2022.

Da queste entrate ne deriverebbe la possibilità di finanziare misure a sostegno delle famiglie e delle imprese vulnerabili, così da prorogare gli aiuti oltre il 30 giugno. Ricordiamo che con il Decreto Aiuti dello scorso 2 maggio dal Consiglio dei ministri sono già stati stanziati ulteriori 14 miliardi per confermare fino al terzo trimestre dell’anno la misura sul credito d’imposta in favore delle imprese. Inoltre il bonus sociale è stato reso retroattivo e riconosciuto automaticamente ai cittadini con ISEE fino a 12.000 euro.

Lo stesso Decreto conferma anche la riduzione dell’Iva in bolletta al 5% e la sospensione del pagamento degli oneri di sistema.

Razionamento dei consumi

Una misura già introdotta nel nostro Paese dal Decreto Energia, che prevede razionamenti del gas con un maggiore utilizzo di carbone e olio combustibile per risparmiare metano. Il razionamento si traduce in una richiesta per le industrie di consumare meno energia e per i clienti domestici di limitare le temperature di riscaldamenti e climatizzatori.

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Le previsioni della Commissione europea sui prezzi

Per quanto non si possa dire con certezza in che misura i rifornimenti della Russia si chiuderanno nei confronti dei Paesi europei, e a prescindere che lo stop del gas sia totale o solo parziale, la Commissione europea prevede che i prezzi del gas siano destinati a mantenersi alti. Con molta probabilità saranno inferiori a quelli attuali, rifletteranno una crisi da cui difficilmente verremo fuori fino al 2024-2025.

La transazione rapida verso l’energia pulita

Anche questo è un punto importante che si legge del documento di REPowerEu, con l’intento di accelerare la transizione verde per arrivare a ridurre le emissioni e la dipendenza dai combustibili fossili importati e proteggersi dall'aumento dei prezzi.

Senza tralasciare che l'aumento dei prezzi ha colpito soprattutto le famiglie in condizioni di povertà energetica, che spendono una quota importante del reddito per le bollette.

Bisognerà allora accelerare l’opportunità di accedere a energia pulita e a prezzi accessibili per le imprese e le famiglie: “occorre agire in modo deciso, cominciando da subito a calmierare i prezzi e a costituire riserve di gas per il prossimo inverno”, si legge del documento.

Allo stesso tempo, all’interno del documento si leggono indicazioni finalizzate ad aiutare gli Stati membri a elaborare meccanismi di regolamentazione dei prezzi che assicurino il proseguimento della transizione verso la piena concorrenza e che potrebbero prevedere incentivi per l'efficienza e il risparmio energetici al fine di ridurre il peso delle bollette energetiche.

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