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La bolletta della luce più cara in Europa? La paga la Norvegia

Il primato di cui gode il nostro Paese, l’alto costo dell’energia elettrica per kilowattora, non comporta che la nostra bolletta sia anche la più costosa di tutte. Nella classifica europea delle bollette più salate, L’Italia si trova infatti soltanto al 18° posto su una lista di 27 Paesi.

Pubblicato il 03/12/2020
La bolletta della luce più cara in Europa? La paga la Norvegia

Se pensavamo di avere noi le bollette dell’energia più salate d’Europa, abbiamo fatto male i conti e possiamo consolarci, perché non solo non siamo i più cari, ma occupiamo anche le ultime posizioni della classifica.

Ma vediamo di capire perché.

Il nostro primato, l’alto costo dell’energia elettrica per kilowattora, non vuol dire che la bolletta sia anche la più costosa di tutte. L’Italia si trova infatti nella classifica europea delle bollette più salate soltanto al 18° posto, su una lista di 27 Paesi la cui bolletta media è stata calcolata di importo pari a 693 euro l’anno.

Le componenti di costo di una bolletta

Tuttavia, anche se le nostre bollette risultano convenienti se confrontate a quelle dei nostri cugini europei, l’Italia rimane uno dei Paesi più cari al mondo per costo/kWh, vale a dire il costo della materia prima energia che nel servizio di maggior tutela è deciso da Arera, mentre nel mercato libero è stabilito da ogni fornitore in base alla proposta economica. Per verificarlo, basta consultare le migliori offerte luce aggiornate quotidianamente dei principali operatori energetici, un mix di promozioni, sconti e servizi per essere competititvi sul mercato rispetto alle tariffe di maggior tutela.

Generalmente nelle offerte delle società di fornitura di energia il prezzo è bloccato per un periodo minimo di dodici mesi, in altri casi le società per invogliare i nuovi utenti applicano uno sconto al prezzo variabile stabilito dell’Autorità; in altri casi ancora le aziende fornitrici regalano con l’attivazione della fornitura un bonus in kilowattora sulla bolletta del primo mese o sul consumo annuale.

Ma il costo della bolletta non dipende solo da quello della spesa per la materia prima: ci sono gli oneri di sistema (le quote di spesa destinate a incentivi statali e investimenti in campo energetico), le imposte, le spese di trasporto e gestione del contatore e ovviamente i consumi, che in un Paese freddo graveranno decisamente di più.

Lo studio sui consumi dei Paesi europei

A rilevare i consumi in bolletta dei Paesi europei c’è una ricerca di Save On Energy, sulla base dei dati forniti da Eurostat e dal progetto Odysee-mure supportato dalla Commissione europea.

Secondo l'indagine, la Norvegia pagherebbe in media 2.467 euro l’anno di elettricità, con un consumo in media di 14.181 kWh l’anno. Non va troppo bene neanche alla Svezia, che occupa il secondo posto tra i Paesi più cari d’Europa con 1.767 euro di spesa, e Cipro che invece conta 1.563 euro di spesa.

È invece la Bulgaria la nazione meno cara, con soli 306 euro l’anno in consumi energetici grazie a un costo molto baso del kWh, 9,6 centesimi.

L’incidenza della bolletta energetica sul reddito

L’analisi condotta dalla società inglese rileva anche l’incidenza della spesa dell’energia sul reddito delle famiglie, con il Portogallo che paga il prezzo più salato in termini di rapporto reddito-spesa energetica con il 9,8%, seguito subito dopo dalla Croazia con il 9,7% e da Cipro con il 9,6%.

E mentre sui redditi italiani la bolletta della luce pesa il 4,3%, è in Lussemburgo che si registra l’incidenza minore: solo il 2,1% sui 36.354 euro di reddito medio.

A cura di: Paola Campanelli
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