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Imprese: nel 2022 bollette di luce e gas più care di 106 mld

Per le imprese italiane la bolletta energetica quest’anno sarà più pesante di 106 miliardi. Lo prevedono in CGIA, secondo cui il calcolo potrebbe essere sottostimato. Gli aiuti messi in campo dal Governo sono insufficienti per mettere al riparo l’economia del Paese dalla crisi energetica.

A cura di: Fernando Mancini
A cura di: Esperto di prodotti finanziari
In qualità di giornalista, ha lavorato per oltre 30 anni presso l’agenzia di stampa Radiocor, collaborando con ‘Il Sole 24 Ore’ e ‘Radio 24’. Appassionato di Finanza, collabora con Gruppo MutuiOnline, oggi Moltiply Group.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato il 06/09/2022
lampadina e fornello del gas
Caro bollette per le imprese

Per le imprese italiane la bolletta energetica quest’anno sarà più pesante di 106 miliardi. Lo prevedono in CGIA, secondo cui il calcolo potrebbe essere sottostimato. Gli aiuti messi in campo dal Governo sono insufficienti per mettere al riparo l’economia del Paese dalla crisi energetica.

L’equilibrio del sistema produttivo italiano è a rischio a causa dei vertiginosi rincari registrati dal settore energetico. Il costo aggiuntivo che dovranno affrontare le imprese quest’anno, per i loro consumi di luce e gas, sfiora i 106 miliardi di euro. È quanto stima l’Ufficio studi CGIA, il cui calcolo è basato però su due variabili importanti: l’ipotesi che, per l’anno in corso, ci siano gli stessi consumi registrati nell’anno pre-pandemia (2019), e l’applicazione - per l’intero 2022 - delle tariffe medie di luce e gas sostenute in questi ultimi sei mesi. Se nel primo caso ci potrebbe essere addirittura una riduzione della domanda (come auspicato dall’accordo raggiunto in sede Ue sul risparmio dei consumi volontario del 15%), la seconda condizione è destinata a fluttuare in funzione degli sviluppi della guerra in Ucraina.

Il calcolo potrebbe essere sottostimato

Ma la stangata potrebbe provocare una debacle all’intero sistema Paese. C’è il forte timore che il calcolo di questi extra costi potrebbe essere addirittura sottostimato. Anche perché bisogna sottolineare che lo studio targato CGIA è datato fine luglio e quindi non tiene conto dell’impennata che ha portato il mercato nella parte finale del mese (26 agosto) a toccare un nuovo massimo storico intraday di ben 347,97 euro/MWH, con un’accelerazione di ben il 44,8% dalla fine di luglio (+383% da inizio anno e +504% rispetto allo stesso periodo del 2021).

Se dal prossimo autunno la Russia dovesse chiudere ulteriormente le forniture di gas verso l’Europa, è probabile - secondo gli esperti CGIA - che il prezzo di questa materia prima subirà un’ulteriore impennata che spingerà il costo medio nell’ultima parte del 2022 a un livello molto superiore a quello registrato nei primi sei mesi. Lo scenario non permette di rimanere tranquilli, considerate le minacce arrivate da Mosca: il mercato, con tutta probabilità, proseguirà quindi la corsa forse addirittura a un ritmo, in concomitanza con la stagione invernale, ancora più sostenuto di quanto visto finora.

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Le misure del Governo sono insufficienti

Ecco perché le misure adottate dal Governo sono insufficienti per mettere al riparo l’economia dalle conseguenze del caro-bollette: hanno solo in parte contribuito a smorzarne gli effetti. Il pacchetto messo a disposizione per il 2021-22 ammonta a 22,2 miliardi (3,2 miliardi hanno ristorato le famiglie, 7,5 miliardi le imprese e 11,5 miliardi sosterranno sia le prime sia le seconde).

A questa misura si sono poi aggiunti, all’inizio di agosto, i 17 miliardi di euro previsti dal decreto Aiuti bis. Troppo poco rispetto ai rincari attesi e, soprattutto, rispetto a come è cambiato nel frattempo il costo della materia prima. Se nel 2019 il costo medio dell’elettricità era di 52 euro/MWh, nei primi sei mesi del 2022 questo si è attestato a 250 euro (+378%). Altro esempio estremo è quello del gas: se tre anni fa costava quasi 16 euro/MWh, nei primi sei mesi di quest’anno ha sfiorato i 100 euro (+538%). In pratica la dinamica del mercato al dettaglio sta rispecchiando quanto accade sul mercato all’ingrosso.

Il Governo continua a spingere per un tetto al prezzo del gas

Le imprese più penalizzate sono quelle lombarde, le emiliano-romagnole e le venete: le aree dove c’è più concentrazione di attività imprenditoriali. Ma il vertiginoso rincaro subito negli ultimi dodici mesi dalle bollette di gas (+274%) e luce (+220%) delle imprese è destinato a mettere in difficoltà l’intero Paese. Uno scenario che ‘impone’ al Presidente del consiglio dimissionario, Mario Draghi, di continuare a chiedere all’Ue di introdurre un tetto al prezzo del gas a livello europeo. Sarebbe l’unica soluzione, secondo gli esperti CGIA, per calmierare i costi a famiglie e imprese, raffreddando una delle principali voci che sta alimentando l’impennata dell’inflazione che, sembra, non sia destinata a fermarsi: in agosto ha toccato si è portata all’8,4%, nuovo record dal 1985, mentre nell’intera Unione europea ha aggiornato il nuovo massimo storico al 9,1%.

Famiglie e imprese, i problemi sono comuni e incrociati

Il problema del caro-bollette delle imprese, tenendo presente che la spina dorsale dell’economia italiana è costituita dalle Pmi, interessa moltissime famiglie: sia in forma diretta, come semplici consumatori di luce e gas, sia indiretta, come ‘dipendenti’ del reddito generato dall’impresa familiare. Ecco perché gli esperti suggeriscono, soprattutto ai privati e ai gruppi particolarmente energivori, di seguire con attenzione l’evoluzione del mercato della materia prima e, di riflesso, confrontare le tariffe del proprio gestore. Un aiuto, rapido ed efficace per trovare le condizioni più convenienti, arriva dalla piattaforma specializzata di Segugio.it, che mette a disposizione guide dedicate sul costo per kilowattora dell’energia elettrica e di un Smc di gas metano, sulla base delle indicazioni fornite dall’Autority Arera.

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