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Imparare a leggere la bolletta della luce in pochi punti

La bolletta del servizio di maggior tutela contiene in prima pagina le informazioni più importanti, come i dati utente e il POD, oltre al costo della fornitura per kWh. All'interno si possono leggere le spese: materia prima, trasporto, oneri di sistema.

Pubblicato il 02/09/2021
Come leggere la bolletta della luce

Cosa paghiamo con la bolletta della luce e quali sono le componenti di costo che incidono sull’importo finale della fattura? In un processo di definizione di un documento in linea con i più moderni criteri tecnologici e normativi, l’intenzione è arrivare a una bolletta quanto più smart e fruibile.

Introdotta il primo gennaio 2016 da Arera, l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico, la bolletta 2.0 ha rappresentato un importante passo in avanti per i consumatori in nome della chiarezza e della trasparenza.

Da allora sono passati diversi anni e il processo di definizione di un documento in linea con i più moderni criteri tecnologici e normativi è ancora in corso, con l’intenzione di avere in futuro una bolletta quanto più smart e fruibile.

Contemporaneamente, avanza il progetto di sostituzione dei contatori con i nuovi dispositivi di ultima generazione (smart meter 2G), che consentono una lettura estremamente puntuale e anche a distanza dei consumi.

Le informazioni contenute in bolletta

La lettura della bolletta è aiutata da una sintesi dei dati attraverso un’infografica colorata ed essenziale.

Attualmente la bolletta del servizio di maggior tutela contiene in prima pagina le informazioni più importanti relative alla fornitura e al consumatore (dati utente e POD) e quelle relative al costo della fornitura per kWh.

Il costo kWh è uno dei dati fondamentali per la lettura della bolletta, anche questo riportato sempre in prima pagina come ha stabilito la rivoluzione 2.0 della bolletta voluta da Arera.

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Cos’è il costo kWh

Il kWh è l’unità di misura usata per calcolare l'energia elettrica consumata. Il costo dell’energia varia in base al mercato di riferimento, che può essere il servizio di maggior tutela (regolamentato da Arera) oppure il mercato libero, dove gli operatori sono liberi di contrattare il prezzo dell’energia.

Il costo del kWh nel mercato di maggior tutela è fissato a cadenza trimestrale da Arera. Al contrario, nel regime di libero mercato il prezzo dell’energia viene fissato dai fornitori e dipende anche dalle dinamiche di concorrenza, per le quali risulta mediamente più basso del 10% (dati Arera sul trimestre luglio-settembre 2021) rispetto al servizio di maggior tutela. Ecco perché talvolta le tariffe energetiche degli operatori del libero mercato risultano più convenienti di quelle del regime di tutela.

Il kWh si distingue in maniera netta dal kW (pari a 1000 Watt), l’unità di misura della potenza elettrica che indica la capacità di un impianto di assorbire energia nel tempo. Ad esempio per la maggior parte delle abitazioni è sufficiente un dispositivo che supporti 3 kW, da 4,5 kW se sono presenti molti elettrodomestici (ad esempio condizionatori). In bolletta questa informazione si trova alla voce “Potenza impegnata”.

Le componenti di costo

All’interno del costo medio unitario della bolletta sono ricomprese diverse componenti di costo, vediamole nel dettaglio.

La spesa per la materia prima energia

Copre tutti i costi di acquisto all’ingrosso, di dispacciamento e commercializzazione (vendita a dettaglio) dell’energia elettrica. Se si è nel regime tariffario di maggior tutela e si richiede la bolletta in formato elettronico con addebito automatico, lo sconto per la bolletta elettronica sarà ricompreso proprio in questa voce.

Il costo per la materia energia pesa tra il 50 e il 75% ed è composto da una quota fissa (euro/anno) e da una quota energia (euro/kWh) con prezzo diversificato per fasce orarie per utenze con contatore elettronico.

La spesa per il trasporto e la gestione del contatore

È circa il 15-20% della spesa in bolletta e riguarda tutti i costi necessari per i servizi di distribuzione e il trasporto sulle reti dell’energia che viene utilizzata nelle nostre abitazioni, oltre a quella per la gestione e la lettura dei contatori.

La spesa per gli oneri di sistema

Riguarda componenti di costo che prescindono dai consumi e derivano invece da tante differenti causali: dal finanziamento di progetti o attività di interesse generale per il sistema elettrico nazionale, fino al contributo che finanzia il sostegno alle categorie in difficoltà. Gli oneri di sistema sono calcolati in maniera differente a seconda che si tratti di una fornitura per residenti o non residenti. Per una prima casa, gli oneri di sistema sono calcolati solo nella quota energia ed espressi in €/kWh. Per la seconda casa sono calcolati sia in quota energia che in quota fissa, con un importo fisso al mese.

Le imposte statali

Sono la parte di accise e di Iva. L’accisa si applica alla quantità di energia consumata, mentre l’Iva si applica sull’importo totale della bolletta. Attualmente l’accisa per gli impianti di potenza 3 kWh per le utenze domestiche è pari al 10% e al 22% per le utenze non domestiche.

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Gli oneri di sistema

Oggetto dei più accesi dibattiti e di continui tentativi di riforma, gli oneri di sistema rappresentano una componente di costo in bolletta in gran parte indipendente dai consumi, che nel corso degli anni ha pesato in maniera sempre più consistente sulla bolletta.

Una parte rilevante della voce “oneri di sistema” riguarda infatti il finanziamento di progetti relativi alle energie rinnovabili e alla cogenerazione (Asos). Per quanto riguarda quest’ultima voce, si legge nelle comunicazioni Arera che “dal 1° gennaio 2018, Asos è la componente della spesa per oneri di sistema destinata a coprire gli oneri generali relativi al sostegno delle energie da fonti rinnovabili e alla cogenerazione CIP 6/92. Viene pagata in maniera differenziata tra imprese a forte consumo di energia elettrica e gli altri clienti”.

C’è poi la componente Arim, che comprende ancora altre voci di spesa: da quelle derivanti dallo sviluppo tecnologico e industriale, ai costi per la messa in sicurezza del nucleare, e ancora la spesa per la ricerca di sistema alle compensazioni per le imprese elettriche minori, fino al sostegno per i regimi tariffari speciali, per il servizio ferroviario universale e merci e ai costi necessari per garantire il bonus elettrico (l’agevolazione in bolletta per le famiglie in condizioni di disagio economico).

A cura di: Marco Rigamonti
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Parole chiave

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