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Fotovoltaico: conviene davvero? I consigli per risparmiare

L’inflazione allunga i tempi di ammortamento di un’installazione del fotovoltaico e, di fatto, minaccia la stessa convenienza dell’impianto e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Scopriamo i consigli per risparmiare, partendo dai preventivi e dalla comparazione dei materiali da scegliere.

Pubblicato il 26/05/2022
Modello di una casa che sfrutta fonti energetiche rinnovabili

La fiammata dei prezzi dell’energia che è seguita allo scoppio della guerra ha rappresentato un vero terremoto per le tasche degli italiani. Così il Paese è tornato a guardare con rinnovato interesse al fotovoltaico - con l’intenzione di risparmiare sulle bollette - dopo averlo messo in secondo piano a causa della progressiva riduzione degli incentivi e bonus vari stanziati dal Governo per stimolare la transizione ecologica. Il fotovoltaico, infatti, è stato considerato fino a pochi anni fa una tecnologia strategica e abbordabile proprio grazie agli aiuti pubblici: il primo Conto Energia è del luglio 2005, l’ultimo (il quinto) è del 2012, mentre ora si può beneficiare solo della detrazione del 50%.

Lo sviluppo delle fonti rinnovabili a rischio

Oggi lo scenario è ulteriormente cambiato a causa del Covid, del conflitto in Ucraina e dell’impennata dell’inflazione: una seria minaccia non solo per lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma anche - e soprattutto - perché alimentano dubbi sulla convenienza del fotovoltaico. Altroconsumo ha studiato il tema, per informare i potenziali consumatori interessati sui requisiti e le modalità per accedere alle agevolazioni. Si parte con la considerazione che l’investimento per un buon impianto fotovoltaico si ripaga, di norma, in dieci anni. Tuttavia, nell’attuale crisi energetica e con i prezzi alle stelle, è probabile che la spesa iniziale sia più alta e, per ammortizzarla, potrebbero occorrere 15-20 anni.

Il risparmio da vari preventivi e comparazione materiali

Altro suggerimento, se si sta valutando di installare pannelli fotovoltaici, è quello di fare diversi preventivi e comparare i materiali per scegliere l’impianto più adatto alle esigenze della casa: approccio che permette di ridurre di molto i costi e capire se l’investimento è redditizio. La sua convenienza, sottolinea l’analisi, dipende infatti dal consumo elettrico medio della casa e dal corretto dimensionamento dell’impianto. Inoltre, va considerato il meccanismo dello ‘scambio sul posto’, il sistema regolato dal Gse (Gestore dei servizi energetici), per compensare l’avanzo di energia elettrica prodotta da un impianto privato, che viene immesso nella rete nazionale perché non consumato.

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La differenza che c’è tra energia comprata e quella ‘donata’

Pochi, infatti, sono a conoscenza della sperequazione che c’è tra il trattamento economico dell’energia che una famiglia acquista e quello riconosciuto al proprietario di un impianto fotovoltaico che invece la cede alla rete nazionale. Lo studio in esame scende nel dettaglio: l’energia utilizzata attraverso il proprio impianto durante le ore solari è certamente gratuita, ma durante le ore serali la corrente costa cara a una famiglia ed è proprio qui il segreto per risparmiare. Infatti, il Gse riconosce tra i 7 e i 10 centesimi a kilowattora per l’energia ‘donata’ alla rete, mentre l’energia prelevata dalla rete dallo stesso consumatore costa in media 35 centesimi al kWh nel mercato tutelato.

L’elettricità diurna è gratis

Perché un impianto fotovoltaico sia davvero conveniente, alla luce dell’ampio ‘spread’ che c’è tra energia ‘donata’ ed energia acquistata, bisogna che il consumatore sposti la maggior parte dei propri consumi di elettricità nelle ore diurne, sfruttando subito l’energia prodotta dall’impianto ed evitando di pagare l’energia prodotta della rete (oggi rincarata anche dell’80%). Bisogna inoltre considerare che, per installare un impianto fotovoltaico, è opportuno che una casa abbia consumi annuali superiori ai 2.500-3.000 kWh, scenario tipico di una famiglia di 4 persone. Queste due valutazioni, stando ai risultati dello studio, contribuirebbero ad un forte risparmio sui consumi di elettricità.

La misura della convenienza di un impianto

Ma quanto si può risparmiare in bolletta con il fotovoltaico? Per una casa senza fotovoltaico il costo della bolletta è più alto, oltre 1.200 euro l’anno, ma in questo caso non ci sono né investimenti né costi di manutenzione.

Considerando l’energia invece di un impianto fotovoltaico da 3kW di potenza, la spesa annua della famiglia cala a 790 euro: quindi l’investimento, se fatto correttamente, si ripaga bene e permette un buon risparmio. La spesa elettrica più contenuta è quella di un impianto fotovoltaico ad accumulo, dotato di batteria (elemento costoso): quest’ultimo permette di pagare da subito la bolletta più leggera (588 euro), ma l’intero investimento si recupera in circa 15 anni.

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A cura di: Fernando Mancini
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Parole chiave

fotovoltaico fonti rinnovabili

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