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Energia: Garante per la Privacy blocca sconto in bolletta

Lo sconto in bolletta di luce e gas non partirà con il primo gennaio: il Garante per la Privacy lo ha infatti messo in standby riconoscendo alcune criticità nella gestione dei dati personali contenuti nelle DSU. Fedeconsumatori auspica che Arera modifichi in tempi brevi la delibera.

Pubblicato il 13/01/2021

Lo sconto in bolletta automatico riconosciuto alle famiglie con disagio economico, la cui partenza era fissata con l’inizio del 2021, si farà attendere ancora un poco. Il Garante della Privacy ha infatti messo in standby l’erogazione automatica dei bonus sociali, nell’attesa che l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) rimoduli al più presto la delibera.

È auspicabile che questa correzione, in funzione del rispetto delle norme vigenti in materia di riservatezza, renda operativa la misura in tempi rapidi – sottolinea Federconsumatori - riconoscendo ovviamente gli sconti dal primo di gennaio.

Non cambia nulla per chi ha diritto al bonus

Negli ultimi giorni dello scorso anno, in occasione dell’aggiornamento delle tariffe dell’energia per il trimestre gennaio-marzo, Arera aveva annunciato anche la tanto attesa erogazione automatica dei bonus sociali nelle bollette di luce e gas.

Il momentaneo stop imposto dal Garante della Privacy non cambia le caratteristiche di chi può beneficiare dello sconto, che rimangono immutate:

  • nucleo familiare con indicatore Isee non superiore a 8.265 euro;
  • famiglia numerosa (con almeno 4 figli a carico) e indicatore Isee non superiore a 20mila euro

Tra chi ne ha diritto anche i titolari di reddito o pensione di cittadinanza.

Le criticità in materia di dati presenti nelle DSU

Il Garante per la protezione dei dati personali, infatti, ha messo in standby l’operazione solo perché ha rilevato alcune criticità nello schema di delibera predisposto da Arera. In particolare il Garante, giustamente preoccupato dal momento che si discute della gestione di dati sensibili relativi a persone e nuclei familiari vulnerabili, ha chiesto alcuni adeguamenti affinché i dati sensibili in oggetto siano ridotti all’essenziale e siano fornite le necessarie informazioni agli utenti allo scopo di renderli consapevoli del fatto che i dati presenti nelle DSU (dichiarazione sostitutiva unica) siano trattati per erogazione dei bonus.

Federconsumatori, mancato confronto tra le Authority

Queste obiezioni sono legittime e non mettono in discussione in alcun modo la validità di una misura necessaria quale è l’erogazione automatica dei bonus, che vedrebbe estesa la platea dei beneficiari da circa 700 mila utenti a oltre 2 milioni.

Nonostante questo, l’associazione dei consumatori ritiene che non vada affatto bene il mancato coordinamento tra le Autorità e gli organismi preposti alla predisposizione delle normative in una materia che, per il Paese, è un passo significativo nella lotta alla povertà energetica che avanza in maniera allarmante. Anche perché da tempo Arera era a conoscenza di tali criticità.

Di insegnamento per prossimi bonus idrico e rifiuti

A questo punto non sarebbe tollerabile un braccio di ferro tra le Autorità perché, spiega Federconsumatori, ne farebbero le spese a unicamente i cittadini. L’auspicio è che l’impasse sia superata rapidamente e che Arera rimoduli la delibera nel pieno rispetto della normativa della privacy, disponendo le misure necessarie a rendere operativa la misura al più presto, ovviamente con effetto retroattivo.

L’associazione, inoltre, spera che, quanto accaduto, sia da insegnamento per la futura erogazione automatica del bonus idrico e di quello per i rifiuti, affinché ci sia la massima cooperazione nella disposizione delle norme.

A cura di: Fernando Mancini
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Parole chiave

arera bolletta luce bonus

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