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Elettrodomestici, computer e dispositivi: quanto consumano in stand-by?

Adottare comportamenti sostenibili per tagliare i consumi ma anche salvaguardare l’ambiente è possibile e richiede un minimo sforzo da parte nostra. Staccare la spina è sicuramente la cosa necessaria da fare quando non si usa più un elettrodomestico per ottenere un notevole risparmio.

Pubblicato il 30/09/2020

Risparmiare sui consumi e sull’energia non è solo una necessità per il nostro portafoglio, è anche un dovere nei confronti dell’ambiente e della società. Sembra futile come teoria e anche un po’ romantica, ma se ci impegnassimo a farlo quotidianamente, potremmo non solo contribuire a rendere migliore l’ambiente, ma anche trovarci a fine anno con un bel gruzzolo di denaro in più.

Qui parleremo di elettrodomestici e device in stand-by, e tireremo le somme di quanto ci costano in un anno pigrizia e disattenzione.

Partiamo col dire che lo stesso termine “stand-by” non significa “spento”, ma più propriamente “in attesa”, “fermo”. Quando allora finiamo di utilizzare i nostri elettrodomestici, non li abbiamo effettivamente spenti fin quando non stacchiamo la presa della corrente.

Quanto consumano i nostri elettrodomestici in standby

Secondo uno studio condotto dalla società di energia E.ON, su 1300 clienti domestici con un consumo medio di circa 2400 kWh/anno, gli elettrodomestici lasciati in stand-by o sempre accessi sarebbero responsabili di un dispendio di circa 600 kWh/anno, il 25% dei consumi totali, incidendo sull’8% dell’importo della bolletta.

Solo il televisore, se acceso per tre ore al giorno e lasciato in stand-by per il resto del giorno, consuma circa il 40% in più rispetto all’energia necessaria al suo normale funzionamento. Mentre il modem, lasciato sempre acceso, prende con i suoi consumi fuori dall’utilizzo circa il 4% dei consumi extra.

Le rilevazioni tuttavia non tengono conto degli elettrodomestici che è impossibile staccare, tipo il frigorifero, mentre considerano ad esempio il forno a microonde con 27 kWh di consumi extra all’anno, la macchina del caffè con 8 kWh e la console videogiochi che sarebbe responsabile del consumo extra di 10 kWh.

La soluzione? Dipende soprattutto da noi

Adottare comportamenti sostenibili per tagliare i consumi e salvaguardare l’ambiente è possibile e richiede un minimo sforzo.

Staccare la spina è sicuramente la cosa necessaria da fare quando non si usa più un elettrodomestico, e per evitare di farlo più volte si può usare una presa multipla, così da spegnere un solo interruttore ogni volta.

Anche quando si esce si può intervenire su un bel po’ di elettrodomestici e device, ancora di più quando si va in vacanza o ci si allontana da casa per qualche giorno.

Importante, per ridurre di tanto i consumi sarà anche scegliere elettrodomestici di categoria energetica superiore: più questa sarà alta, minore sarà il consumo. La spesa iniziale potrà essere maggiore, ma nel tempo quei costi saranno largamente recuperati.

Scegli una tariffa da fonte rinnovabile

Molte compagnie energetiche dispongono di soluzioni “green”, con la possibilità per il cliente di optare per energia proveniente da sole fonti energetiche rinnovabili, scegliendo anche il tipo di fonte.

È il caso ad esempio della tariffa E.ON LuceClick Verde Monoraria, che offre energia prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili, sconta la bolletta smart e l’addebito in conto corrente.

Su Segugio.it è possibile trovare tutte le offerte di E.ON Energia oppure richiedere un preventivo luce personalizzato in base alle proprie esigenze, di spesa e consumo.

A cura di: Paola Campanelli
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Parole chiave

consumi

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