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Decreto Rilancio: i bonus e le agevolazioni per imprese e autonomi

Pubblicato il 29/05/2020

Aggiornato il 21/07/2020

Decreto Rilancio: i bonus e le agevolazioni per imprese e autonomi

Oltre alle misure per il lavoro, i contributi a fondo perduto, la proroga dei versamenti di aprile e maggio e i prestiti garantiti fino al 100%, il Decreto Rilancio dispone una serie di bonus e agevolazioni per le piccole e medie imprese.

Il nuovo documento di Governo, il Decreto Legge 19 maggio 2020 n.34 recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", include le seguenti misure.

Sconto in bolletta

L’articolo 30 del Decreto Rilancio contiene una disposizione di Arera. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente mette sul tavolo una misura per sollevare tutte le imprese danneggiate dalla diffusione dell’epidemia dall’onere delle utenze, programmando un risparmio di 600 milioni di euro per i 3,7 milioni di utenti non domestici alimentati a bassa tensione, quindi piccoli esercizi commerciali, studi professionali, artigiani che potranno usufruire di un taglio in bolletta senza alcuna conseguenza sulle forniture.

Lo farà intervenendo sulle componenti fisse di costo della bolletta, relative a:

  • costi di trasporto e gestione del contatore;
  • oneri generali di sistema

L’intervento riguarderebbe i consumi del trimestre maggio-luglio, e sarebbe dunque su quei costi che non riguardano strettamente i consumi o l’utenza, ma vanno a finanziare le spese dell’intero sistema elettrico nazionale, riconducendo la spesa delle due voci a quelle relative a una potenza impegnata di 3 kWh: nel caso ad esempio di un esercizio commerciale che impegna 15 kWh, il risparmio potrebbe essere superiore al 70%.

Ricordiamo che anche per le imprese esiste un servizio di comparazione delle tariffe dell’energia e del gas su Segugio.it, utile perché consente di tagliare i costi delle bollette semplicemente affidandosi al confronto delle compagnie. Segugio compara le tariffe dell’energia elettrica e del gas migliori sul mercato: per chi ha un’azienda, un esercizio commerciale o uno studio professionale, un risparmio importante ogni mese.

Credito d’imposta sull’affitto

L’articolo 28 del Decreto Rilancio contiene disposizioni relativamente a Pmi con fatturato entro i 5 milioni di euro. Nello specifico, per questo tipo di attività è previsto un credito d’imposta del 60% sull’affitto di immobili destinati all’esercizio dell’attività di impresa in relazione al trimestre marzo-maggio oppure aprile-giugno: la condizione è che l’impresa abbia subito un calo di fatturato nel trimestre suddetto pari al 50% rispetto allo stesso trimestre del 2019.

Nel caso di strutture alberghiere, cade la condizione del tetto dei 5 milioni di fatturato e dei minori ricavi rispetto al trimestre dello scorso anno.

Il credito d’imposta è utilizzabile dopo il regolare pagamento dei canoni, anche in compensazione nel modello F24. Può inoltre essere ceduto al locatore o ad altri soggetti, anche gli istituti di credito.

Credito d’imposta per l’adeguamento dei luoghi di lavoro

L’adeguamento dei locali e delle attività aperte al pubblico alle norme di sicurezza anti Covid-19 comporta una serie di spese. Per questo, l’articolo 120 del Decreto Rilancio prevede un credito d’imposta al 60% per un tetto di spesa di 80.000 euro per:

  • interventi effettuati negli ingressi e negli spazi comuni;
  • acquisto di arredi di sicurezza;
  • rifacimento di spogliatoi e mense;
  • acquisto di strumentazioni necessarie al controllo della temperatura di dipendenti e utenti

Il credito d’imposta riguarda i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, quindi alberghi, ristoranti, bar, mense, cinema, musei, teatri e tutti gli enti del Terzo del settore, è cumulabile con altre agevolazioni per le stesse spese sostenute e può essere ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, ma non è rimborsabile.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti e l’acquisto di dispositivi di protezione

L’articolo 125 del Decreto Rilancio riserva una detrazione fiscale a imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo del settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Anche in questo caso, è previsto un credito di imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per:

  • la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di protezione utilizzati;
  • l’acquisto di DPI che garantiscano la salute dei lavoratori e degli utenti;
  • l’acquisto di detergenti e disinfettanti;
  • l’acquisto di termometri e termoscanner;
  • l’acquisto di barriere e pannelli protettivi

I DPI, dispositivi di protezione individuale, sono mascherine, guanti, visiere, occhiali protettivi, tute di protezione e calzari che rispettino i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea.

Il credito d’imposta è applicato su una soglia massima di spesa di 60.000 euro e usato in compensazione nella dichiarazione dei redditi.

A cura di: Paola Campanelli
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Parole chiave

coronavirus imprese arera

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