Decreto Bollette: nuovi aiuti per famiglie e imprese
I bonus sociali sono stati prorogati fino al 30 giugno: le famiglie con Isee fino a 15mila euro riceveranno ancora lo sconto sulle bollette di luce e gas. Inoltre, gli oneri generali di sistema sul gas saranno azzerati anche per i prossimi tre mesi, mentre sono pronti a tornare sulla luce.
Caro bollette, via libera alle nuove misure a sostegno di famiglie e imprese. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce interventi urgenti in materia energetica. I consumatori e gli imprenditori potranno tirare un sospiro di sollievo anche durante il secondo trimestre dell’anno. Nessuna battuta d’arresto per le agevolazioni riservate ai clienti domestici in difficoltà economica e a chi versa in gravi condizioni di salute. Nella bozza non ci sono però riferimenti agli oneri sull’elettricità. Dal prossimo aggiornamento potrebbero tornare in vigore.
Le misure sono state pensate su base trimestrale, considerando sia l’andamento dei prezzi dell’energia sia l’obiettivo di favorire il risparmio energetico. Il decreto, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, prevede anche interventi in favore del settore sanitario per un ammontare totale di risorse stanziate di 4,9 miliardi di euro.
Confermata l'Iva al 5% per il gas
Confermati la riduzione dell’IVA (al 5% anziché al 10%) e l’azzeramento dei oneri generali nel settore gas per il periodo di aprile, maggio e giugno 2023. Inoltre, è stata prorogata anche l’aliquota Iva ridotta al 5% per il teleriscaldamento e per l’energia prodotta con il gas metano. Ridotto invece il contribuito a favore dei consumatori fino a 5.000 metri cubi: con l’abbassamento dei prezzi del gas naturale, il contributo è stato confermato solo per il mese di aprile e sarà in misura ridotta, pari al 35% del valore applicato nel trimestre precedente.
Risparmia con le tariffe gas più convenienti di oggi
Bonus sociale: c'è la proroga
Fumata bianca anche per i bonus sociali che sono stati prorogati fino al 30 giugno per le famiglie con ISEE fino a 15mila euro. Si tratta di una misura nata per ridurre le spese affrontate per la fornitura di energia elettrica e gas da famiglie in condizioni di disagio economico o fisico. A partire dal primo gennaio 2021 i bonus sociali elettrico, gas e acqua per disagio economico sono riconosciuti automaticamente ai cittadini/nuclei familiari che ne hanno diritto.
Spese di riscaldamento: arriva il contributo
Tra le novità introdotte dal Decreto c’è il nuovo incentivo al risparmio energetico rivolto a tutti i cittadini e senza limiti di reddito. La misura partirà il prossimo primo ottobre e durerà fino al 31 dicembre 2023: si tratta di un contributo per le spese di riscaldamento. I criteri per l’assegnazione verranno stabiliti con decreto del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze. Toccherà invece all’Arera - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - definire le modalità: il contributo – fa sapere il Mef - verrà erogato, in quota fissa e differenziato in base alle zone climatiche.
Agevolazioni per le imprese
Tra i destinatari del nuovo decreto vi sono anche le imprese che potranno contare su un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale, per il II trimestre 2023.
Nel testo si legge anche che le imprese potranno continuare a beneficiare fino al 30 giugno dei crediti d’imposta al 20% e al 10% se nel primo trimestre del 2023 hanno registrato un rialzo del prezzo delle bollette di luce e gas superiore al 30% rispetto al primo trimestre del 2019.
I crediti d'imposta – fa sapere il Governo - possono essere usati unicamente in compensazione entro la data del 31 dicembre 2023 e non concorrono alla formazione del reddito d'impresa, né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). I crediti d'imposta, inoltre, sono cedibili dalle imprese beneficiarie, solo per intero, in favore anche di istituti di credito e altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione.
Buone notizie infine anche per le imprese agricole: agli imprenditori che producono e cedono energia fotovoltaica viene assicurato, infatti, per la componente riconducibile all'energia ceduta, un regime di tassazione più favorevole basato sul minor valore tra il prezzo medio di cessione dell’energia elettrica, determinato dall'Arera e il valore di 120 euro/MWh.
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