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Dalle bollette a 28 giorni al modem libero, le questioni in sospeso per la nuova Agcom

In attesa di conoscere i programmi di lavoro, le Associazioni dei consumatori si aspettano che i dossier rimasti aperti siano presi in considerazione dal nuovo Consiglio direttivo Agcom e si trovi il modo di dare le risposte che gli utenti attendono da mesi, a volte anche anni.

Pubblicato il 26/08/2020

A pochi giorni dalla nomina del nuovo Presidente Agcom Giacomo Lasorella, una serie di questioni ancora irrisolte dovranno essere messe in agenda dal nuovo Consiglio direttivo.

In attesa di conoscere i programmi di lavoro, le Associazioni dei consumatori si aspettano che i dossier rimasti aperti siano presi in considerazione e si trovi il modo di dare le risposte che gli utenti attendono da mesi, a volte anche anni.

Dalle bollette a 28 giorni, fino alle modifiche unilaterali dei contratti, vediamo i nodi più importanti che la nuova Autorità garante delle comunicazioni dovrà sbrogliare.

Bollette a 28 giorni

Quella della fatturazione a 28 giorni delle bollette rappresenta una delle cause più lunghe che ha riguardato i rapporti tra le compagnie di telecomunicazioni e i consumatori. Dopo oltre due anni di indagini e svariate denunce, sembrava essersi conclusa con una maxi sanzione inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre per 228 milioni di euro complessivi.

Con il 2020 l’Antitrust ha infatti multato le compagnie per aver “fatto cartello”, seppure le associazioni a difesa dei loro diritti segnalino che è stata accertata la violazione anticoncorrenza contro la possibilità di scelta dei cittadini.

Tuttavia, solo una piccola parte dei consumatori si è vista rimborsare le somme versate per i giorni in eccesso calcolati, e il rimborso non è automatico ma bisogna richiederlo.

Ma non è tutto, perché il rimborso non è garantito per chi ha cambiato operatore rispetto al 2017, anno in cui sono partite le fatturazioni a 28 giorni.

Modifica unilaterale dei contratti

Una delle conquiste dell’Associazione garante delle comunicazioni è stata certamente il divieto per l’operatore di introdurre modifiche al contratto senza l’approvazione del cliente. Allo stato attuale, le variazioni possono apportarsi solo su servizi già esistenti, senza la possibilità di aggiungerne di nuovi, mentre il consumatore ha sempre la possibilità di recedere dal contratto.

Quello che ci si aspetta è di vedere come questa regola sarà mantenuta e migliorata, e quanto sarà tutelata la posizione degli utenti, visto che ad oggi le società fornitrici applicano modifiche in maniera disinvolta, dandone comunicazione il più delle volte solo per mail.

Modem libero

Sembrava assodata anche la questione del modem libero, entrata in vigore sulla carta già da quasi due anni con la delibera 348/18/Cons emessa dall'Agcom ma ufficializzata solo di recente, che prevede il diritto per chi sottoscrive un’offerta internet di scegliere liberamente quale modem utilizzare.

Il modem può infatti essere fornito gratuitamente in comodato d’uso, oppure con un contributo mensile minimo, ma in ogni caso il consumatore non è obbligato ad utilizzarlo, potendo adoperarne uno di sua proprietà o provvedendo ad acquistarlo.

Ma adesso si attende l’ennesimo ricorso degli operatori telefonici al Consiglio di Stato, che si oppongono al diritto per i consumatori con contratti più vecchi di restituire il vecchio modem per utilizzarne uno di proprietà. Di fatto, sembra che la sconfitta presso il Tar non abbia scoraggiato le compagnie a ostacolare in ogni modo l’utilizzo libero del modem, visto che quello in dotazione con l’abbonamento è in grado di vincolare molto più a lungo l’utente da un punto di vista contrattuale.

I servizi non richiesti su mobile

Alzi la mano chi non abbia comprato una scheda SIM per il telefono o per internet a casa e non si sia trovato almeno una volta addebiti per servizi non richiesti. Le truffe online attraverso i cosiddetti servizi a valore aggiunto sono quanto di più problematico ma anche difficile da combattere, nonostante i ripetuti richiami alle compagnie telefoniche che si dichiarano estranee a queste pratiche.

Le Associazioni dei consumatori auspicano la presa di posizione di Agcom, affinché stabilisca una maggiore responsabilizzazione degli operatori.

Conciliazione delle controversie

Si chiama Conciliaweb ed è la nuova piattaforma gratuita messa a disposizione da Agcom per tutelare i consumatori nel momento in cui riscontrano disservizi o comportamenti scorretti nelle compagnie telefoniche con le quali hanno un contratto di utenza.

Le Associazioni dei consumatori chiedono che, per funzionare bene, ci sarebbe bisogno di porre degli intermediari tra il consumatore e l’Agcom, come le associazioni stesse e professionisti in grado di interfacciarsi con le compagnie.

Come scegliere il migliore operatore?

La risposta è con Segugio.it, il comparatore di tariffe esperto in risparmio che mette a confronto ogni giorno, in maniera chiara e trasparente, decine di offerte delle principali compagnie fornitrici di servizi di telefonia e accesso a internet.

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A cura di: Paola Campanelli
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Parole chiave

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