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Costo del gas 2021: perché aumenta?

L’aumento della domanda, conseguenza della vigorosa ripresa dell’economia, e la contestuale riduzione dell’offerta di gas da parte dei principali produttori, Russia e Norvegia, hanno provocato la fiammata dei prezzi. Da gennaio il gas naturale all’ingrosso è rincarato del 380 per cento.

Pubblicato il 02/11/2021
I perché del rincaro del gas naturale

Il costo del gas rappresenta più di un’incognita per le tasche dei consumatori, perché finora si è parlato prevalentemente dei suoi effetti diretti (sulle bollette) e poco di quelli indiretti, cioè le ricadute che questi rincari hanno su produzione, trasporti e su tutti i beni di consumo. Da gennaio il prezzo all'ingrosso del gas naturale in Europa è aumentato del 380%, alimentando i timori sul potenziale impatto sull'inflazione.

Tenuto conto che le famiglie non hanno alternative se non pagare l'aumento di tale prezzo, questo – secondo Azad Zangana, senior european economist and strategist di Schroders - potrebbe avere un impatto negativo sulla domanda di altri beni e servizi, ma potrebbe tradursi anche in un aumento del rischio inflazione indiretta o salariale.

Il mix più domanda e meno offerta

I prezzi del gas sono aumentati così tanto perché la ripresa economica ha determinato più richiesta e perché l’offerta, per vari motivi, è contestualmente diminuita. Sul fronte della domanda, lo scorso anno l’aumento dei consumi energetici ha portato alla riduzione delle riserve.

Le cause di tale aumento, secondo la Commissione UE, sono riconducibili all’inverno più freddo e all’estate molto più calda del solito. Anche l’abbandono graduale dei combustibili più inquinanti, a favore del gas, ha giocato un ruolo, così come il maggiore lavoro da casa. Infine, anche se in misura minore, secondo l’esperto di Schroders, l’aumento delle vendite e dell’uso di veicoli elettrici ha fatto crescere la domanda di elettricità (spesso generata proprio dal gas naturale).

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Norvegia e Russia tagliano le forniture

Per quanto riguarda l’offerta, invece, le due principali fonti di gas naturale, Norvegia e Russia, hanno entrambe ridotto la produzione. In particolare, la Norvegia ha visto lo scorso luglio una riduzione del 3% e il suo export è calato del 7,2%. Trend negativo anche nel Regno Unito, che ha sperimentato una riduzione della produzione del 28%, con l’export crollato del 59,2%.

La maggiore domanda da parte dell’Asia, soprattutto della Cina, ha implicato che parte dell’offerta russa sia stata dirottata qui. Zangana segnala che alcuni accusano la Russia di aver limitato l’offerta per guadagnare supporto politico sull’approvazione del gasdotto Nord Stream 2, che collegherebbe Russia e Germania, bypassando l’Ucraina, accusata di sottrarre gas diretto in Europa.

L’elevata dipendenza dell’Italia

La crisi del caro-gas interessa molto da vicino il nostro Paese, considerato che (stando ai dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (del 2018), è tra le economie europee più grandi maggiormente dipendenti dal gas naturale. L’Italia, infatti, è al secondo posto con una quota del 41% dell’utilizzo totale di energia, subito dietro l’Olanda che è la più dipendente con il 43%.

Meglio del Belpaese, di poco, c’è al terzo posto il Regno Unito (39%). Tra i Paesi più virtuosi c’è invece la Svezia, che utilizza gas solo per il 2% del suo fabbisogno, avendo investito fortemente sulle rinnovabili, che oggi contano per il 38%. In generale il dato aggregato per l’Eurozona, simile a quello della Germania, mostra una percentuale di uso di gas del 25%.

L’inflazione è destinata a salire anche nel 2022

Schroders indica l’inflazione al 2,1% per quest’anno e all’1,7% nel prossimo. Tuttavia, avverte che un ulteriore rincaro del gas all’ingrosso peserebbe sull’inflazione nel 2022, di 0,5-0,6 punti percentuali, ciò significa che l’inflazione aumenterà di nuovo nel 2022, per scendere nel 2023.

Non sono escluse comunque sorprese positive per le famiglie, come un inverno meno rigido del previsto o un possibile aumento dell’offerta russa. Senza contare che i Governi, probabilmente, interverranno per affievolire l’impatto sulle famiglie, come visto in Spagna e Italia. Il rincaro del gas in Europa implicherà bollette più alte nei prossimi mesi, il che probabilmente porterà a una maggiore inflazione nel 2022. Le pressioni, sostiene, saranno temporanee.

A cura di: Fernando Mancini
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