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Coronavirus, la proposta di Enea per ridurre consumi e spese per le bollette

Tante sono le richieste di interventi per far fronte alla povertà energetica, per ridurre i consumi e le spese delle bollette, nonché per migliorare la qualità abitativa dei cittadini. A farsi portavoce di queste necessità sono sia l’Enea che Fratello Sole.

A cura di: Tiziana Casciaro
A cura di: Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia
È una giornalista che si occupa prevalentemente di attualità, finanza e risparmio: collabora con Segugio.it, trattando di prestiti, mutui, mercati energetici e telefonia.

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Tempo di lettura 3 minuti
Aggiornato 05/05/2020
calcolatrice e calcoli
Come ridurre consumi e spese in bolletta

Misure per sostenere i soggetti più fragili in questo periodo di emergenza. Interventi per far fronte alla povertà energetica, per ridurre i consumi e le spese delle bollette, nonché per migliorare la qualità abitativa. A farsi portavoce di queste richieste sono sia l’Enea che Fratello Sole, società consortile non a scopo di lucro. Il progetto viene illustrato in un documento congiunto.

La proposta è di estendere anche al Terzo Settore la possibilità di accedere agli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici destinati ad attività ad alto impatto sociale. Sia Enea che Fratello Sole sostengono che l’eliminazione delle barriere all’uso degli incentivi permetterebbe non solo di ridurre i costi di gestione delle attività no profit, ma anche di produrre vantaggi sul fronte ambientale. In questo modo, inoltre, le strutture godrebbero di maggior comfort.

Un Social Green Deal per la tutela dei soggetti più fragili

"Il Green Deal di cui tutti oggi parliamo come motore per la ripresa dovrà essere necessariamente un Social Green Deal, un insieme di azioni per contrastare l’emergenza climatica e promuovere sviluppo e benessere anzitutto a favore delle persone più fragili. L’efficientamento energetico degli immobili in cui vengono erogati servizi ai più deboli da parte degli enti del Terzo Settore può essere uno degli assi portanti di questo Social Green Deal, oltre che un’azione di contrasto alla perdurante condizione di ‘precarietà energetica’ di tali enti", dichiara in una nota il presidente dell’Enea, Federico Testa.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente di Fratello Sole, Fabio Gerosa, secondo cui l’emergenza coronavirus che si sta affrontando nelle ultime settimane ha portato ad una presa di coscienza sul bisogno di supportare, ora più che mai, i soggetti più fragili. "Allo stesso tempo servono azioni che possano agire da leva per la ripresa. Da qui la nostra proposta che, oltre a colmare un vuoto normativo, consentirebbe di fare in modo che il mondo del non profit possa contribuire alla transizione energetica, ambito per cui ha una vocazione naturale essendo l’attenzione all’ambiente una tematica ad impatto sociale", fa sapere.

La proposta

La proposta di Enea e Fratello Sole si articola in sei punti. Al di là dell’opportunità di poter beneficiare delle detrazioni per gli enti del Terzo Settore, si richiede pure l’ampliamento di calcolo per la detrazione Bonus Energetico e Sismico ai metri cubi (340, valore medio italiano), in aggiunta opzionale al numero delle unità immobiliari.

Tra le altre proposte spiccano: “l’apertura agli enti del Terzo Settore e in genere alle opere sociali, la garanzia del Fondo nazionale di efficienza energetica o la costituzione di un altro apposito strumento; l’inclusione di tali enti tra i soggetti beneficiari delle detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia e di riduzione del rischio sismico; l’ammissibilità della cessione del credito fiscale derivante da interventi di ristrutturazione edilizia, a favore dei fornitori o di altri soggetti collegati che hanno contribuito all’intervento”.

Chi ha sposato l’iniziativa

A favore dell’iniziativa si sono già espressi tanti esponenti del Terzo Settore e del mondo religioso che gestiscono opere sociali o educative e di cui riportiamo alcuni commenti. "La ripartenza non può prescindere dal valorizzare il ruolo della cooperazione sociale e dell’impresa sociale, poiché si sono dimostrati strumenti molto potenti sia nell’agganciare il mondo giovanile e tutte le persone con difficoltà sia nell’includerle al lavoro, anche sulle nuove frontiere dell’innovazione,t tra cui quella legata alla sostenibilità ambientale", dichiara il Presidente di Confcooperative Federsolidarietà, Stefano Granata. Sulla stessa scia pure il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, Monsignor Massimo Camisasca, secondo cui è necessario che i poveri non restino mai esclusi.

"Dobbiamo fare in modo che questo tempo sia l’occasione di un vero cambiamento ma soprattutto che il cambiamento riguardi la possibilità che un mondo da sempre dedicato all’accoglienza, possa continuare a farlo con sempre maggiore efficacia", aggiunge Padre Luca Reina, provinciale della Congregazione degli Artigianelli, presente con opere di carità in tutta Italia e Presidente della Consulta Diocesana di Genova che insieme a Padre Fortunato Romeo, Padre provinciale della Congregazione dei Padri Somaschi afferma: "Oggi è sempre più urgente unire l’azione di tutela del creato a quelle di cura delle persone perché sono sempre quelle più povere che non hanno diritti e che restano fuori dai cambiamenti, tutto questo deve avere un ‘volto’ normativo esplicito che si riversi nella società civile, dentro chi, ogni giorno vive e si spende per i più fragili".

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