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Coronavirus, in arrivo bollette salate con il lavoro e lo studio da casa

Pubblicato il 13/03/2020

È necessario evitare ogni spostamento e soprattutto vietare ogni forma di assembramento, anche all'aperto. Il nostro Paese, dal 10 marzo al 3 aprile 2020, è diventato "zona protetta". Bisogna restare a casa. A ribadirlo con forza è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che nei giorni scorsi ha firmato un nuovo dpcm: le limitazioni, prima previste solo per la Lombardia e per 14 province del Nord Italia, riguardano ora tutto il territorio nazionale.

Stop a cinema, teatri, palestre. Prevista la chiusura dei centri commerciali nei fine settimana. Farmacie e negozi di alimentari restano aperti. Chiusi bar e ristoranti. Coloro che hanno più di 37,5 di febbre non devono muoversi da casa.

Salute, lavoro e necessità

Secondo le nuove misure adottate dal Governo, i cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per "comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute". Nessuna battuta d’arresto per la circolazione delle merci e per il trasporto pubblico. Coloro che si spostano devono poter autocertificare le ragioni; per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all'arresto.

Bollette più care per tutti

Le misure severe introdotte dal Governo per cercare di limitare i contagi e la diffusione dell’epidemia hanno fatto sì che per alcune attività lavorative fosse introdotto lo smart working, oltre che lo smart learning.

Le aziende, negli ultimi tempi, stanno “collaudando” il lavoro da casa, che fortunatamente oggi è possibile grazie alla tecnologia. Il lavoro non si ferma ma si adatta ai tempi. Stesso copione per le scuole che non bloccano le attività didattiche: i ragazzi continuano a studiare nonostante l’emergenza.

Secondo le previsioni degli esperti restare a casa comporterà bollette più salate: si parla di un aumento di consumi del 29,6% sulla luce e del 22,1% sul gas se si è single. Anche le coppie faranno i conti con un incremento del 21,8% sulla luce e del 22,2% sul gas. L’aumento stimato per le famiglie è pari al 32,4% sull’energia elettrica e al 31,9% sul gas.

Lo studio è stato effettuato prendendo in considerazione tre tipologie di clienti (single, coppie e famiglie) e i costi di luce e gas sono relativi a marzo 2020 del mercato tutelato. Solitamente, quando si lavora, si resta fuori casa anche per dieci ore: non si mangia a casa e non si consuma gas in cucina. Durante il giorno, inoltre, non vengono utilizzati gli elettrodomestici. Si prevedono, dunque, bollette più salate in questo periodo d’emergenza in cui si trascorrerà più tempo a casa.

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Intanto è stata già disposta nei giorni scorsi la sospensione delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti per i Comuni indicati dal Governo. Lo stop è arrivato per i Comuni che sin da subito sono stati interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, Vo’. La sospensione sarà valida fino al 30 aprile 2020. Ad occuparsi del provvedimento è Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA). Entro 120 giorni verranno disciplinate le modalità di rateizzazione degli importi delle fatture e degli avvisi di pagamento.

L'appello di Confindustria

"Favorire, in questa fase, la fruizione dei periodi di congedo ordinario o di ferie dei propri dipendenti". A lanciare l’appello agli associati è Confindustria. "Sulla base delle prime precisazioni fornite dal Governo – è scritto nella nota -, è possibile confermare che, con il Dpcm odierno, non s’intende determinare il blocco delle attività lavorative, produttive e della circolazione delle merci da, verso e all’interno delle aree territoriali interessate".

Nel provvedimento è specificato che le nuove limitazioni non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. "Anche alla luce di un confronto con il testo dei precedenti Dpcm, ciò comporta che sono consentiti gli spostamenti verso e di ritorno dal posto di lavoro (essenziali per la continuità produttiva delle imprese), sempre che non ricorrano i presupposti del divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora, applicabile ai soggetti sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus", si legge nella nota.

La comunicazione specifica anche come dimostrare le esigenze di lavoro in caso di controlli. "In attesa delle indicazioni che i Prefetti forniranno (sulla base delle direttive emanate dal Ministero dell’Interno), gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con opportuni mezzi, compreso il cedolino paga, il tesserino di identificazione aziendale, ovvero una dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’esigenza del viaggio. Tali documenti dovranno essere esibiti alle Autorità di pubblica sicurezza chiamate ad assicurare il monitoraggio delle misure di contenimento, cui si raccomanda di prestare la massima collaborazione", prosegue il comunicato.

Confindustria ricorda anche che "la ratio del provvedimento (come già dei precedenti) è di limitare il più possibile gli spostamenti delle persone. In quest’ottica, rimane ferma la possibilità di ricorrere alle modalità di lavoro agile (richiamate nell’articolo 2, lettera r, del Dpcm per tutto il territorio nazionale), cui si aggiunge la raccomandazione ai datori di lavoro di favorire, in questa fase, la fruizione dei periodi di congedo ordinario o di ferie dei propri dipendenti".

A cura di: Tiziana Casciaro
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Parole chiave

tariffe luce gas

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