Coronavirus, come evitare bollette troppo salate

Restare a casa 24 ore su 24 e uscire solo per comprovate esigenze equivale a vivere a pieno le rispettive quattro mura e di conseguenza a consumare più energia elettrica, gas e acqua. E se è vero che si registra una riduzione dei costi delle materie prime, dall’altra è chiaro che nei prossimi mesi molti italiani si potrebbero ritrovare a fare i conti con bollette più salate. Sia gli studenti che i lavoratori, che hanno optato per lo smart schooling e smart working, trascorrono ore ed ore davanti al monitor dei computer e dei pc. C’è poi chi si diletta in cucina e trascorre quasi tutto il giorno ad impastare e infornare pizze e dolci.
Una delle prime cose da fare, allora, è controllare il contratto delle proprie forniture per evitare di ritrovarsi a stropiccarsi gli occhi dinanzi alle bollette. Ci sono, infatti, alcune offerte che presentano un costo fisso per un anno o anche 24 mesi. A questo punto il cliente non beneficerà di alcun calo dei prezzi nonostante la riduzione dei costi delle materie prime. Discorso diverso per chi ha offerte a prezzo indicizzato: in queste circostanze si potrà notare un calo del prezzo della componente energia.
Un’altra mossa vincente potrebbe essere quella di optare per il mercato libero dove è possibile trovare tariffe più convenienti, in quanto la vendita delle forniture di luce e gas si verifica da parte di soggetti privati. In questi casi, infatti, non c’è l’intervento dell’Autorità pubblica. Con il mercato di tutela, invece, i prezzi e i servizi sono fissati dall’Arera.
Tariffa monoraria o bioraria?
In molti hanno optato in passato per una tariffa bioraria, comoda soprattutto quando si trascorrono molte ore fuori casa per lavoro. Questa tariffazione è molto conveniente dal punto di vista economico perché porta i consumatori ad utilizzare l’energia nelle fasce orarie meno richieste.
Con la quarantena forzata, però, in tanti stanno ora utilizzando elettrodomestici ad alto consumo, come ad esempio lavatrici, condizionatori e forni, anche durante il giorno. A questo punto allora bisogna valutare se è il caso di optare per una tariffa monoraria. Per saperne di più e approfondire la questione, ti consigliamo di leggere "Tariffa monoraria o bioraria, come scegliere?".
Acqua: i consumi domestici col segno più
I consumi domestici di acqua presentano il segno più: l’aumento è stimato del 50%. Ad annunciarlo è stata Enea, date le misure adottate contro l'emergenza Coronavirus. Secondo lo studio sono previsti almeno 12 lavaggi giornalieri a testa in più rispetto al normale. Dal documento dei ricercatori dell’Enea viene fuori un impatto di circa 48 litri in più a persona; una situazione che determina un incremento totale dei consumi domestici fino al 53%. In una situazione normale il consumo medio a testa di acqua è invece di circa 120 litri al giorno.
Intanto il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua si è fatto promotore di una petizione indirizzata al Governo e ad ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), per chiedere "un intervento per bloccare i distacchi dell'acqua e garantirne a tutti l'accesso a prescindere da condizioni di morosità, visto che la prima norma da tutti ripetuta è proprio l'attenzione all'igiene". Tali istanze riguardano non solo l’acqua ma anche l’energia elettrica e il gas.
Il Forum, mediante la petizione, reclama la tariffa di quarantena, ovvero una tariffa agevolata per le utenze domestiche fino al termine dell’emergenza, in modo che le famiglie non vadano incontro a bollette più salate a causa della forzata permanenza a casa. Ai gestori - si legge - viene, inoltre, chiesto "di riallacciare tutte le utenze domestiche disalimentate e che tuttora si presentano prive di fornitura d'acqua e l'esenzione del pagamento per gli utenti che abbiano perso reddito da lavoro con un ampliamento dei criteri già previsti nella disciplina del Bonus idrico".
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Le tariffe da 4,5 kW possono variare a seconda del tipo di contratto scelto (monoraria o bioraria) e delle specifiche offerte disponibili sul mercato. Si parla di tariffa monoraria quando viene applicato un costo fisso per ogni kWh consumato, indipendentemente dall'ora del giorno. Con le tariffe biorarie, invece, i costi cambiano in base all’orario di consumo.
Le tariffe luce 3 kW sono ideali per le abitazioni di piccole dimensioni o per usi limitati, e con l'attenzione di ARERA sui diritti dei consumatori, è fondamentale scegliere un fornitore che rispetti le normative vigenti. I contratti a prezzo fisso, ad esempio, ai sensi del decreto legislativo n. 3/2026, non possono essere modificati unilateralmente dai fornitori, offrendo così una maggiore sicurezza.
Con l'aumento del PUN, le famiglie e le imprese si trovano a dover affrontare bollette più elevate rispetto al passato. Da qui la necessità di confrontare le varie offerte disponibili sul mercato per trovare soluzioni che possano garantire un risparmio significativo. L'opzione ideale per chi ha un consumo di energia elettrica moderato è rappresentata dalle offerte luce con potenza di 3 kW.
