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Coronavirus, come evitare bollette troppo salate

Tiziana Casciaro
A cura di Tiziana Casciaro

Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

Coronavirus, come evitare bollette troppo salate

Restare a casa 24 ore su 24 e uscire solo per comprovate esigenze equivale a vivere a pieno le rispettive quattro mura e di conseguenza a consumare più energia elettrica, gas e acqua. E se è vero che si registra una riduzione dei costi delle materie prime, dall’altra è chiaro che nei prossimi mesi molti italiani si potrebbero ritrovare a fare i conti con bollette più salate. Sia gli studenti che i lavoratori, che hanno optato per lo smart schooling e smart working, trascorrono ore ed ore davanti al monitor dei computer e dei pc. C’è poi chi si diletta in cucina e trascorre quasi tutto il giorno ad impastare e infornare pizze e dolci.

Una delle prime cose da fare, allora, è controllare il contratto delle proprie forniture per evitare di ritrovarsi a stropiccarsi gli occhi dinanzi alle bollette. Ci sono, infatti, alcune offerte che presentano un costo fisso per un anno o anche 24 mesi. A questo punto il cliente non beneficerà di alcun calo dei prezzi nonostante la riduzione dei costi delle materie prime. Discorso diverso per chi ha offerte a prezzo indicizzato: in queste circostanze si potrà notare un calo del prezzo della componente energia.

Un’altra mossa vincente potrebbe essere quella di optare per il mercato libero dove è possibile trovare tariffe più convenienti, in quanto la vendita delle forniture di luce e gas si verifica da parte di soggetti privati. In questi casi, infatti, non c’è l’intervento dell’Autorità pubblica. Con il mercato di tutela, invece, i prezzi e i servizi sono fissati dall’Arera.

Tariffa monoraria o bioraria?

In molti hanno optato in passato per una tariffa bioraria, comoda soprattutto quando si trascorrono molte ore fuori casa per lavoro. Questa tariffazione è molto conveniente dal punto di vista economico perché porta i consumatori ad utilizzare l’energia nelle fasce orarie meno richieste.

Con la quarantena forzata, però, in tanti stanno ora utilizzando elettrodomestici ad alto consumo, come ad esempio lavatrici, condizionatori e forni, anche durante il giorno. A questo punto allora bisogna valutare se è il caso di optare per una tariffa monoraria. Per saperne di più e approfondire la questione, ti consigliamo di leggere "Tariffa monoraria o bioraria, come scegliere?".

Acqua: i consumi domestici col segno più

I consumi domestici di acqua presentano il segno più: l’aumento è stimato del 50%. Ad annunciarlo è stata Enea, date le misure adottate contro l'emergenza Coronavirus. Secondo lo studio sono previsti almeno 12 lavaggi giornalieri a testa in più rispetto al normale. Dal documento dei ricercatori dell’Enea viene fuori un impatto di circa 48 litri in più a persona; una situazione che determina un incremento totale dei consumi domestici fino al 53%. In una situazione normale il consumo medio a testa di acqua è invece di circa 120 litri al giorno.

Intanto il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua si è fatto promotore di una petizione indirizzata al Governo e ad ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), per chiedere "un intervento per bloccare i distacchi dell'acqua e garantirne a tutti l'accesso a prescindere da condizioni di morosità, visto che la prima norma da tutti ripetuta è proprio l'attenzione all'igiene". Tali istanze riguardano non solo l’acqua ma anche l’energia elettrica e il gas.

Il Forum, mediante la petizione, reclama la tariffa di quarantena, ovvero una tariffa agevolata per le utenze domestiche fino al termine dell’emergenza, in modo che le famiglie non vadano incontro a bollette più salate a causa della forzata permanenza a casa. Ai gestori - si legge - viene, inoltre, chiesto "di riallacciare tutte le utenze domestiche disalimentate e che tuttora si presentano prive di fornitura d'acqua e l'esenzione del pagamento per gli utenti che abbiano perso reddito da lavoro con un ampliamento dei criteri già previsti nella disciplina del Bonus idrico".

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