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Come valutare la convenienza del passaggio al libero mercato dell’energia

Non bisogna pensare che il passaggio al libero mercato dell’energia sia automaticamente un salto di qualità, perché esistono casi in cui non solo non si risparmia, ma si rischia di imbattersi in situazioni che fanno addirittura crescere la spesa per la bolletta della luce.

Pubblicato il 01/03/2022
bolletta luce con lampadine
Come passare al libero mercato e trovare l'offerta migliore

Mentre da più parti si fa reale la minaccia di una riduzione delle scorte di gas, fonte di alimentazione principale delle nostre centrali elettriche, il piano anti-rincari del Governo è ancora in via di definizione e promette fino a 7 miliardi di euro per assorbire gli aumenti record. Da più parti si chiedono interventi strutturali che agiscano sulla dipendenza energetica del Paese e vadano oltre le misure temporanee adottate negli ultimi mesi: dal taglio degli oneri di sistema per il trimestre in corso, al rafforzamento dei bonus sociali.

Intanto Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, rende noti i risultati del “Rapporto sul monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell'energia elettrica e del gas" previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 30 dicembre 2020, e fotografa l’uscita dei consumatori dal mercato del regime di tutela. Secondo l’analisi, nel settore elettrico il 59,7% delle famiglie è servito dal libero mercato, in crescita del + 2,4% negli ultimi 6 mesi.

Quasi sempre i consumatori sono arrivati al libero mercato dell’energia in maniera spontanea, chiamando l'azienda oppure utilizzando il canale online. Si riduce del 26,8% la percentuale gli utenti che dichiarano di aver sottoscritto il contratto dopo aver ricevuto la chiamata di un call center.

Entrando più nel dettaglio, il mercato libero è scelto dalla quasi totalità del pubblico più giovane: l'83,1% (+ 2,1%) dei contratti siglati da clienti tra i 18 e 29 anni è in questo regime. La scelta della maggior tutela è invece soprattutto delle fasce d’età più alte, per quanto l’opzione del mercato libero resti maggioritaria fino alla fascia 70-79 anni.

Oltre il 50% dei clienti sceglie nel mercato libero lo stesso venditore del servizio di maggior tutela.

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Il libero mercato conviene sempre?

Non bisogna pensare che il passaggio al libero mercato dell’energia sia automaticamente un salto di qualità, perché esistono casi in cui non solo non si risparmia, ma si rischia di imbattersi in situazioni che fanno addirittura crescere la spesa per la bolletta della luce.

I rincari record degli ultimi mesi possono infatti indurre a fare scelte avventate e di impulso, senza soffermarsi su un’analisi della situazione.

Prima di optare per il cambio fornitore è il caso invece di fare un’analisi del mercato e cercare l'offerta luce più conveniente per le proprie esigenze di spesa e per le abitudini di consumo.

Quanto tempo passiamo in casa?

È questa la prima domanda a cui rispondere quando si cerca la soluzione migliore. Per farlo correttamente, serve fare un punto sulle abitudini di consumo: se ad esempio siamo fuori tutto il giorno, oppure nel weekend, una tariffa bioraria comporta un consumo di gran lunga ridotto rispetto a una tariffa monoraria, che offre lo stesso costo dell’energia per ogni momento della giornata.

Oltre che monoraria e bioraria, la tariffa può essere multipla, con tre scaglioni di consumo per tre fasce orarie differenti.

A cosa ci serve l’energia?

Quali elettrodomestici usiamo ogni giorno? E quali più spesso? Una volta risposto a questo facile quesito, basta riempire il form sul sito di Segugio.it che calcola il consumo energetico annuo medio previsto e sulla base di questo, trova la tariffa più economica.

Come fare per ridurre gli sprechi?

Oltre a utilizzare solo lampadine a basso consumo e controllare prima di attivare un’offerta il costo della materia prima energia, è possibile arrivare a capire dove si consuma di più con la propria fornitura di energia e come tagliare gli sprechi. È questo un servizio offerto dalle compagnie energetiche più smart: ad esempio E.ON Energia oppure Tate, che includono tra i servizi offerti la App che monitora i consumi e consiglia come intervenire per ridurli.

Sopra ogni cosa, scegliere una tariffa con il prezzo bloccato è l’unica via per garantirsi un periodo di serenità senza aumenti: con NeNvenuto Luce di NeN, ad esempio, il prezzo della componente energia rimane bloccato per 36 mesi e si paga ogni mese la stessa cifra, mentre gli eventuali conguagli sono conteggiati l’anno successivo e ripartiti sui 12 mesi.

A cura di: Paola Campanelli
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