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Come cambiare la potenza del contatore della luce

La riforma della tariffa elettrica ha eliminato la struttura progressiva e introdotto una sola tariffa domestica TD, oltre a un numero maggiore di livelli di potenza del contatore, con una riduzione del contributo fisso amministrativo necessario per ogni kW di potenza aggiunto.

Pubblicato il 01/09/2020

Luci sempre più sofisticate, piani cottura a induzione, elettrodomestici più performanti, climatizzatori e computer accesi H24: le nostre case sono sempre più confortevoli e il contatore rischia di non sopportare il carico di energia. Per evitare di farlo saltare con tutti i disagi che potrebbero conseguire, può essere utile richiedere il cambio di potenza, valutandone le eventuali ripercussioni sulla bolletta della luce.

La premessa è che aumentare (o anche ridurre) la potenza impegnata della fornitura è facile e non comporta i costi previsti prima della riforma della tariffa elettrica. La richiesta va infatti inoltrata al proprio fornitore, via mail o usando il numero clienti indicato in bolletta, perché ne seguirà una modifica delle condizioni contrattuali.

La riforma della tariffa elettrica

Introdotta dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con la legge n. 96/2013 e con il decreto legislativo n. 102 del 4 luglio 2014, la riforma delle tariffe di rete prevede il superamento della struttura progressiva della tariffa per il trasporto di energia e la gestione del contatore e degli oneri di sistema, cioè con un costo unitario del kWh che cresce per scaglioni all'aumentare dei prelievi.

Di fatto, la riforma ha visto diversi step intermedi, fino al 31 dicembre dello scorso anno, quando è stata eliminata anche la progressività degli oneri di sistema.

L'abolizione completa della progressività ha come finalità un sistema di conteggio dei consumi che promuove le tecnologie elettriche più efficienti, un incentivo ad adottare sistemi alternativi come pompe di calore, piani cottura a induzione e auto elettriche.

Ma non è tutto, perché la riforma della tariffa elettrica ha introdotto anche un numero maggiore di livelli di potenza del contatore, con una riduzione del contributo fisso amministrativo necessario per ogni kW di potenza aggiunto.

Come funziona il cambio di potenza

Prima della riforma, i residenti con un contratto di potenza impegnata fino a 3 kW erano in Tariffa D2, mentre i residenti con più di 3 KW e i non residenti erano soggetti alla Tariffa D3. La riforma ha eliminato queste due tariffe e introdotto la sola tariffa domestica TD. Secondo questo sistema, i costi per il trasporto dell’energia saranno uguali per tutti i clienti domestici, mentre gli oneri generali di sistema sono calcolati in modo differente tra clienti residenti (a cui verranno applicati tutti in quota energia, ossia al kWh) e non residenti (ai quali vengono applicati sia in quota fissa sia in quota energia).

Sempre grazie alla riforma, l’aumento di potenza può avvenire a scaglioni da 0,5 kW (ad esempio, si passa da 3 a 3,5 kW).

In realtà, esiste comunque una piccola differenza in bolletta se aumentiamo la potenza, data dalla quota potenza (in € a kW) presente all'interno della spesa per il trasporto e gestione contatore. Il costo della quota potenza è lo stesso se ci troviamo nel servizio di tutela o nel libero mercato, ed è pari a circa 21€/kW annuali.

Quanto costa disporre di più kW

Bisogna calcolare una piccola differenza di spesa in bolletta:

  • un contributo in quota fissa, che per le utenze domestiche ammonta a 25,81 euro, ma che non è dovuto fino al 31 dicembre 2023;
  • un contributo per ogni kW di potenza aggiuntiva richiesta, per le utenze domestiche sempre pari a 70,41 euro per ogni kW aggiuntivo, ridotto a 55,66 euro se il nuovo livello di potenza disponibile non è superiore a 6 kW, oppure se l'aumento viene richiesto dopo una diminuzione della potenza, per ripristinare il livello di potenza precedente.

Nel caso dei contratti regolati dall’Autorità, quindi in regime di maggior tutela, c’è un contributo fisso di 23 euro.

Se si è invece nel mercato libero, il costo delle variazioni della potenza dipende da quanto previsto nei singoli contratti, anche se il distributore addebita comunque al venditore il contributo in quota fissa e quello per la potenza aggiuntiva richiesta.

Come risparmiare anche con una potenza impegnata maggiore

Se si desidera disporre di maggiore potenza senza il problema che il contatore non regga quando si accendono più elettrodomestici contemporaneamente, per non rischiare che la bolletta a fine mese diventi un salasso, basta fare due calcoli e affidarsi a chi ci offre la combinazione migliore di servizio e prezzo.

Supponendo di chiedere a Segugio.it il miglior prezzo di mercato per una fornitura di 4,5 kW e un consumo stimato di 3.000 kWh (famiglia di 4 persone che usa l’elettricità per tutti i principali elettrodomestici, inclusi i climatizzatori), l’offerta migliore il giorno 1 settembre è di Eni Gas e Luce. Scelta Sicura è dedicata ai nuovi clienti con un costo mensile stimato di 45,40 € (544,84 € l’anno), ed è attivabile a queste condizioni fino all’11 ottobre 2020. Il prezzo della componente energia è pari a quello del regime di Tutela con sconto del 20% fino al 30 giugno 2022. Inoltre. per gli appassionati di cinema, intrattenimento e serie TV, 2 mesi gratis di Sky.

A cura di: Paola Campanelli
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Parole chiave

tariffe luce risparmio energia elettrica

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